386 Monte Bondone, Anello Cima La Rosta

La Rosta
Le tre cime del Bondone da sx a dx cima Verde- doss d’Abramo – Cornetto © Copyright 2018 By Salvatore – La Traccia Escursioni e Montagna

Titolo: Monte Bondone Anello dei Rostoni
Data: 16-12-2018
Cima: La Rosta 1832 m.s.l.m
Gruppo Montuoso: Prealpi Trentine Occidentali Monte Bondone Tre Cime
Cartina: Tabacco foglio 055 Valle del Sarca Riva del Garda
Segnavia: SAT/CAI O/618 e Forestali Ex strada militare
Tipologia sentiero: Escursionistico (sentiero innevato vedi data)
Quota partenza: 1550 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 1839 m.s.l.m
Dislivello: 289 m.
Tempo*: 3 ore
Difficoltà*: Escursionistico
Giro: Anello
Punti di appoggio: nessuno (un piccolo bivacco aperto a Bocca di Vaiona)
Acqua, sorgenti: segnalate sulla cartina
Località: Viote del Monte Bondone Trento
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì pochi alla partenza del km 21,800 statale 85
Partecipanti: Autori
Autore/i: Salvatore e Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento in ambienti naturali innevati.

Premessa: oggi con il nostro racconto vi portiamo sul Monte Bondone – Tre Cime… la montagna dei trentini che, come la Paganella, offre panorami a 360 gradi su tutto il Trentino. Stamattina eravamo dubbiosi su cosa fare anche perché il meteo era incerto, quindi chiediamo qualche consiglio a un’amica per un giro breve ma appagante. Il suggerimento trova riscontro consultando alcuni libri della piccola ma fornita biblioteca di casa: un itinerario panoramico e tranquillo di poche ore, il monte Bondone si presta anche a questo tipo di escursioni.

L’escursione in dettaglio: partiamo da Trento e verso le 10 raggiungiamo le Viote del Bondone per la provinciale 85 e al km 21,800 lasciamo l’auto in un esiguo spazio. Qui troviamo l’indicazione “Sentiero del Strengiador – Lagolo Calavino” e imbocchiamo una bella ex-strada militare che sale nel prato per alcuni metri e poi gira subito a destra in mezzo al bosco continuando in direzione nord ovest. La mulattiera è ricoperta di neve compatta su cui camminiamo facilmente.

La Rosta
la strada ex militare © Copyright 2018 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

I faggi hanno perduto completamente le foglie e permettono una magnifica vista: dapprima il Palòn che pur con le sue piste da sci e il gigante di cemento sulla cima che sorregge i ripetitori non perde il suo fascino, poi la Paganella con tutto lo sviluppo delle varie cime. Lungo la strada vediamo alcune caverne probabilmente risalenti alla I^ Guerra, poi superiamo una grande casa in legno (in alto a sin.) e continuiamo oltre il boschetto fino a giungere davanti a un pianoro prativo e ad un bivio con segnalato “Lagolo – Cavedine – Strengiador” a sinistra. Fin qui circa venti minuti. Prima di incamminarci diamo un’occhiata ai prati, attirati da un piccolo manufatto, sembra un ricovero per pastori ma il fatto che la volta sia rinforzata in cemento e la presenza di una trincea che continua lungamente nel bosco ci fa pensare a opere della Grande Guerra utilizzate in un secondo momento dai pastori. Poi seguiamo il sentiero indicato che dopo un po’ passa per un terreno privato molto ben curato con una graziosa, piccola casetta di legno in mezzo a un prato in cui regna il silenzio e poi continua in leggera discesa tra i prati dalle erbe secche. Giungiamo ad altri cartelli, a questo punto abbandoniamo il sentiero del Strengiador, che a destra conduce in basso verso Lagolo e Cavedine e a sinistra scende verso le Viote: continuiamo diritti per il sentiero O/618 “Cornetto” che sale nel bosco. Alla nostra destra, su un piccolo rilievo, vediamo un capanno da caccia, siamo nel territorio del Bondone e numerosi cartelli la vietano, ci domandiamo il perché della sua presenza. Continuiamo salendo in cengia nel bosco e proseguiamo fino a giungere ad altri cartelli S.A.T., il sentiero O/618 continua in direzione “Costa dei Cavai” (sotto le tre cime del Bondone) ma poiché sono solo le 11, facciamo una breve deviazione verso destra seguendo nella neve le tracce che tagliano una radura e poi salgono tra i mughi su un modesto rilievo da cui godiamo un fantastico panorama sul Carè Alto e il Brenta.

La Rosta
Carè Alto- Corno di Cavento e Crozzon di Lares © Copyright 2018 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

Ritorniamo alla radura e ai cartelli, un sentiero scende verso le Viote, lo escludiamo, non vediamo a causa della neve, la traccia che dovrebbe portare al crinale e alla cima della Rosta, non ci resta che continuare sul sentiero 618 in direzione Costa dei Cavai. Saliamo fino a giungere a una bellissima conca innevata che percorriamo incantati, davanti a noi la vista delle Tre Cime del Bondone: Cornetto, Doss d’Abramo e Cima Verde (adesso bianca come le altre due!), alla nostra sinistra sempre la piramide del Palon. Ci troviamo immersi nel silenzio e una quiete irreale, finora non abbiamo incontrato nessuno. La nostra curiosità ci spinge a salire, a destra, su una piccola cima sassosa: è la Rosta, il nostro sguardo spazia a 360 gradi!

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La Rosta 1832 m.s.l.m. © Copyright 2018 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

Oltre alle Cime del Bondone appena nominate ecco a nord-ovest il Brenta con la cima della Tosa, l’Adamello, il Carè Alto, sotto di noi la Valle dei Laghi, si vede benissimo Castel Toblino sulla sua piccola penisola, più a sud il Lago di Cavedine e la parte settentrionale del Lago di Garda col suo contorno di monti, riconosciamo lo Stivo, la Bassa e tanto altro ancora. Il vento freddo si fa sentire, siamo a circa 1800 metri, ridiscendiamo nella conca e proseguiamo lungo il sentiero che l’attraversa e poi continua in quota.

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il Brenta © Copyright 2018 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

Alla fine la mulattiera cala verso la Val d’Eva, scendiamo fino ad una piccola costruzione, “il Bait de Tuida”. Il ricovero in cemento deve aver conosciuto tempi migliori, purtroppo ora si presenta con la porta divelta, mobili, materassi e reti sono danneggiati. Comunque un tavolo e alcune panche ci permettono di mangiare in santa pace il nostro panino. Dietro alla baita troviamo un bunker in cemento, scavato nella roccia, adibito a latrina. Dopo la sosta scendiamo leggermente fino alla Bocca di Vaiona m. 1699 s.l.m. e in seguito caliamo per bella strada militare lungo la Val d’Eva. La neve sulla carrareccia è ghiacciata e dobbiamo fare attenzione a non andare gambe all’aria, ma arriviamo senza problemi alla piana delle Viote. Questo luogo presenta spunti naturalistici e storici interessanti, le numerose torbiere, i resti archeologici del “Castelletto Mandruzziano”, la sorgente Wolchenstein e molto altro, alcuni cartelloni illustrano storia e curiosità del luogo.

La Rosta
Scavi per indagini sui resti del castello © Copyright 2018 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

Giunti in piano voltiamo verso sinistra, in direzione della provinciale che raggiungiamo percorrendo una forestale parallela, in mezzo ai boschi di abeti, che ci porta fino al km. 21,200 circa. Da questo punto continuiamo sullo stradone per altri 600 metri fino a raggiungere l’auto. Pensiamo valga la pena di dare un’occhiata alla piana e alle ex-caserme poco lontane, sulla provinciale verso Garniga. Molti edifici sono stati ben ristrutturati e alcuni locali sono adibiti a uffici, resta in macerie una parte del grande complesso di caserme, il posto è molto bello in mezzo a distese prative. Ritorniamo indietro e prima di tornare verso Trento ci fermiamo alla Capanna Viote per un ottimo dolce e una cioccolata calda. Siamo contenti, un bel giro panoramico, facile e adatto a questa giornata invernale che ha alternato un cielo nuvoloso e un debole sole a intensi e inattesi sprazzi di azzurro.
Sal & Paola
© Copyright 2018 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

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