391 Casel Sora ‘l Sass Rifugio Giovanni Angelini (2010)

Casel sora 'l sass
Rifugio Giovanni Angelini © Copyright 2010 By Salvatore – La Traccia Escursioni e Montagna

Titolo: Casel Sora ‘l Sass Rifugio Giovanni Angelini
Data: 17-7-2010
Cima: nessuna
Gruppo Montuoso: Spiz di Mezzodì
Cartina: Tabacco foglio 025 Dolomiti di Zoldo Cadorine e Agordine
Segnavia: CAI 525-534
Tipologia sentiero: EEA – Escursionistico
Quota partenza: 1200 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 1964 m.s.l.m
Dislivello: 764 .m
Tempo*: in giornata
Difficoltà*: F facile E.E.A.
Giro: anello
Punti di appoggio: Rifugio Sora ‘l Sass
Acqua, sorgenti: sì
Località: Forno di Zoldo – Val Pramper
Copertura cellulare: non rilevata
Parcheggio/i: sì
Partecipanti: Autori
Autore/i: Sal & Paola
Nota: * I tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: Escursione scritta a due mani… la prima volta che ho raggiunto questo rifugio è stato nel 2010, avevo appena conosciuto Paola e questa è la seconda escursione che facciamo assieme, ho scoperto così ambienti più selvaggi di quelli trentini. Il rifugio Casel Sora ‘l Sass, dedicato a Giovanni Angelini, a 1588 m.s.l.m. è posto in una radura contornata da boschi, in un ambiente incantevole.
Paola: ci sono matrimoni riparatori e escursioni riparatorie, come questa. Avevo appena conosciuto Salvatore che era rimasto affascinato dalle Tofane e dalla nostra escursione all’ex Bivacco Gianni Della Chiesa, ma concordato l’appuntamento successivo mi aveva dato clamorosamente buca preferendo salire la ferrata Tomaselli col suo amico Roberto. Così ero tristemente andata da sola al Bosconero, trovando due nuovi amici che mi avevano descritto con entusiasmo il percorso in Val Pramper al Casel. La domenica successiva, Salvatore si scusa per l’imperdonabile dimenticanza e mi accompagna in questa escursione. Da allora non si è più scollato.

L’escursione in dettaglio: da Belluno raggiungiamo il grazioso paese di Forno di Zoldo. Appena superato l’abitato prendiamo a sinistra la stradina a fianco del campanile con la caratteristica punta stretta e lunga, attraversiamo il torrente Maè, saliamo alcuni tornanti e voltiamo di nuovo a sinistra (indicazioni all’incrocio).

Casel Sora 'l sass
© Copyright 2010 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

Percorriamo la stretta rotabile, solo in parte asfaltata, che sale nel bosco inoltrandosi nella Val Prampèr. Raggiunti i parcheggi in località Pian dà la Fopa, a circa 1200 m.s.l.m. (sono due, il primo con indicazioni del sentiero normale 525-534 l’altro poco sopra, poi vige il divieto di transito). Seguiamo le indicazioni e imbocchiamo il sentiero CAI 534, un ponticello in tronchi ci permette di attraversare il torrente Prampèr.
Davanti a noi ammiriamo le cime dello Spiz di Mezzodì, che ci sovrastano in tutta la loro severa bellezza. Iniziando la salita ad ampi zig zag in mezzo ad un canalone detritico, dopo una buona mezz’ora giungiamo al bivio con il sentiero che porta a destra al bivacco Carnielli. Noi continuiamo a sinistra per prendere il sentiero attrezzato, canalone nord. Aggiriamo un costone e dopo aver risalito il canalone per un centinaio di metri ci portiamo all’attacco della Ferrata che affrontiamo di slancio e in breve risaliamo i salti di roccia. I tratti sono ben attrezzati e con ottimi appigli, la salita è divertente e molto facilitata. E’ un sentiero attrezzato facile, ma in caso di pioggia, neve o ghiaccio può presentare difficoltà che vanno affrontate con la dovuta cautela. Sappiamo poi che le difficoltà sono soggettive quindi… da affrontare attrezzati.  Saliamo un ultimo salto di roccia e la ferrata termina, ci fermiamo un attimo per ammirare sotto di noi la Val Pramper e, voltandoci, per guardare le cime e le guglie delle pareti sovrastanti.

Casel sora 'l sas
© Copyright 2010 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

Poi continuiamo sul sentiero che dopo una breve salita prosegue in piano nel bosco fino alla radura dove sorge il piccolo e grazioso rifugio, ben inserito nel paesaggio che lo circonda. Siamo a 1588 m.s.l.m., il Rifugio CAI Giovanni Angelini è molto accogliente, facciamo volentieri una sosta ristoratrice. Dopo aver mangiato raggiungiamo poco lontano un belvedere da cui ammiriamo il panorama verso la vallata dello Zoldano e le cime che la circondano. Riconosciamo la Moiazza, il Tamèr, il Moschesin e il gruppo del San Sebastiano. Aggiungendo un’ora di cammino potremmo raggiungere il belvedere superiore, uno tra i migliori punti panoramici della Val di Zoldo con vista a 360° sulle cime dolomitiche, ma lo mettiamo in lista per la prossima volta, per oggi ci accontentiamo di questa meta e per il rientro scendiamo per i sentieri 534 e 525.  Ci incamminiamo lasciando a malincuore questa radura idilliaca, al bivio tralasciamo il sentiero per il belvedere e prendiamo a sinistra per la Casera di Mezzodì. Scendiamo per alcuni ripidi tornanti nel bosco e dopo aver attraversato un bel bosco di faggi raggiungiamo i prati, una volta pascoli, dove troviamo la Casera a 1348 m.s.l.m. Al bivio imbocchiamo il sentiero 525, scendiamo lungamente nel bosco fino ad arrivare al livello del torrente che superiamo su un ponticello e sbuchiamo sulla stradina della Val Pramper a quota 996 m. in località Castelàz. Un po’ stanchi saliamo per circa due chilometri fino a raggiungere il parcheggio a Pian dà la Fopa dove abbiamo lasciato l’auto. Bellissima escursione in una valle in cui ci ripromettiamo di tornare perché permette altri numerosi e fantastici itinerari, come l’anello Zoldano certo in ambienti selvaggi ma belli
Sal & Paola
© Copyright 2010 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

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