Viaggi, Città e Borghi

437 Urbino

Urbino
Urbino © Copyright By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Viaggi

In Viaggio, Urbino

Data: 18/5/2019

Scheda Tecnica Riassuntiva:

Città: Urbino
Tipologia: Viaggio in Camper
Punti di appoggio: Camper
Località: Umbria
Copertura cellulare: sì
Aree di Sosta o Parcheggio: sì meglio informarsi prima su disponibilità
Partecipanti: autori

In Viaggio:

iniziamo il viaggio la sera del 18/5, dopo aver visto il Castello estense di Mesola, puntiamo su Urbino che avevamo visitato frettolosamente un anno fa e (ci riproviamo*) andando verso il Lazio. L’area per i camper è in realtà un parcheggio in pendenza, dove sostano anche le corriere, un paio di chilometri fuori le mura della città. La troviamo occupata da un circo con zoo di animali (tristezza) e mugugnando ci spostiamo oltre, in uno spiazzo poco prima dell’aperta campagna.

Urbino

(ci riproviamo* < < clicca qui)

Domenica 19 saliamo a piedi (ci sono anche le navette, ma iniziano il servizio di pomeriggio, noi facciamo esercizio fisico) fino in centro e visitiamo il Palazzo Ducale, voluto da Federico da Montefeltro e realizzato in un trentennio a partire dal 1454. Entriamo nel Cortile d’Onore, saliamo lo Scalone Monumentale e all’interno di questo magnifico palazzo rinascimentale restiamo affascinati dalle ricche collezioni della Galleria che raccoglie le opere di alcuni degli artisti più famosi, uno dei più belli è il Ritratto di Gentildonna, comunemente detto “la Muta” di Raffaello Sanzio.

Urbino
Urbino © Copyright By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Viaggi

I capolavori sono tantissimi, ricordiamo la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, le opere di Tiziano, Guido Reni, Lorenzo Lotto, impossibile enumerare tutti i dipinti, le sculture, gli affreschi e gli arazzi esposti nelle sale del museo. Anche gli ambienti da soli attraggono lo sguardo, gli appartamenti del Duca e della Duchessa, la Biblioteca, la Sala degli Angeli, la Sala del Trono… tutto esprime gusto e raffinatezza. Soprattutto restiamo incantati dallo Studiolo di Federico, con le pareti completamente coperte da tarsie di legno, opera di maestri fiamminghi e italiani. La maestria con cui gli artisti hanno saputo alternare e fondere realtà e finzione non si può descrivere, bisogna vedere con i propri occhi. Visitiamo anche i sotterranei con i locali di servizio, la ghiacciaia, le immense scuderie, purtroppo non abbiamo potuto salire al secondo piano, ai Torricini e alle logge della celebre facciata del Palazzo Ducale, la domenica il personale è ridotto e alcuni ambienti sono interdetti. Usciamo dalla visita alle collezioni un po’ frastornati, per oggi potrebbe bastare, ma siamo due stakanovisti e nell’attesa di poter visitare alle 15 la Cripta e il Museo Diocesano Albani, girovaghiamo per le piazzette e i vicoli di Urbino imbattendoci nella “Via Arco della Morte” con dirimpetto la “Via Balcone della Vita” e tante altre curiosità. Sentiamo di meritarci la sosta all’Osteria Gula, con un ottimo menù turistico innaffiato di vino lambrusco. Alle 15 in punto scendiamo nella cripta (Oratorio delle Grotte) del Duomo, suddivisa in quattro cappelle che ospitano una parte delle collezioni del Museo Diocesano dove entriamo di seguito. La profusione di affreschi, codici miniati, collezioni di oggetti religiosi in oro, argento, ambra, pietre preziose, cristalli, tavole e tele di famosi artisti ci narrano la storia del territorio e dell’arte nei secoli. Il Duomo di Urbino è chiuso a causa dei danni provocati dal terremoto del 30 Ottobre 2016 e allora ci rituffiamo per le vie di Urbino e seguendo via Torricelle percorriamo una parte della cinta sulle mura della città, puntando verso la Fortezza Albornòz, edificata nel XIV secolo alla sommità del Monte di San Sergio. Vicoli e scalinate incassati fra le case, tutti in salita, ci portano fino all’ampio parco pubblico dove sorge la costruzione fortificata, raccordata alla cinta muraria di Urbino. Nel corso dei secoli ha subito distruzioni e riedificazioni, oggi si presenta come una fortezza rettangolare in laterizio, con bastioni e due torri. Nel 1960 è stata restaurata e ospita un Museo con una collezione di reperti archeologici e una di armi antiche, ma la troviamo chiusa “a causa del maltempo”. La vista su Urbino dall’alto merita comunque la scarpinata e anche se non siamo dei patiti del selfie, ci scattiamo due foto con lo sfondo della città e del Palazzo Ducale. Ci riteniamo soddisfatti della giornata, scendiamo dal Monte san Sergio e poi scarpiniamo giù per le vie fino al nostro camper, ci aspetta la strada verso la prossima meta, Gubbio.

Curiosità: Fortezza Albornòz deve il suo nome al Cardinale Albornòz a cui tradizionalmente è attribuita la sua costruzione (anche se forse fu edificata dal suo successore). A Orvieto ne esiste una con lo stesso nome, ci siamo stati l’anno scorso, altre due Fortezze Albornòz si trovano a Spoleto e a Narni, tutte queste imponenti costruzioni facevano parte del sistema di fortificazioni militari dello Stato Pontificio.

Autore/i: Salvatore Stringari e Paola Gardin
Rispetta la montagna! Riporta a casa i tuoi rifiuti non lasciarli sui sentieri!
E voi ci siete stati? Mi lasciate un commento?
Correzione testo di Paola G.
© Copyright By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Viaggi

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