445 da Gubbio all’Abbazia di Pomposa

da Gubbio all'Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

445 da Gubbio all’Abbazia di Pomposa
Titolo: da Gubbio all’Abbazia di Pomposa
Data: 24/25-5-2019
Tipologia: viaggio in camper
Punti di appoggio: camper
Località: Gradara e Codigoro
Copertura cellulare: sì
Aree di Sosta o Parcheggio/: parcheggi a Gradara e a Pomposa
Partecipanti: gli autori
Autore/i: Sal & Paola

Il Viaggio in dettaglio: le ferie sono agli sgoccioli, nel pomeriggio del 24/5 iniziamo il viaggio di ritorno. Da Gubbio potremmo raggiungere l’autostrada e risalire al Nord velocemente, ma noi siamo curiosi per natura e ci avventuriamo per la statale SS298 che si snoda lungo la Gola del Bottaccione, in direzione Scheggia. Le curve si susseguono in salita fino al valico della Madonna della Cima, 780 m.s.l.m. e poi proseguono in discesa attraversando un paesaggio quasi “alpino” tra pareti rocciose, forre in cui scorrono torrenti, monti impervi e boscosi. Siamo nel cuore degli Appennini e dopo 13 chilometri di curve e contro-curve arriviamo a Scheggia, antico piccolo borgo, l’ultimo paese umbro posto sulla Via Flaminia, che imbocchiamo proprio da qui. Dobbiamo resistere alla tentazione di deviare verso mete affascinanti: il selvaggio Parco del Monte Cucco con le sue grotte (nostro principale obiettivo, saltato a causa del cattivo tempo), il Monte Nerone, la Bocca Serriola… Questi luoghi selvaggi sono stati nei secoli d’attrazione per briganti e monaci, i primi vi avevano i loro covi, i secondi vi fondarono eremi e conventi. A malincuore lasciamo Scheggia e risaliamo il valico omonimo, da qui iniziamo a scendere verso l’Adriatico, a soli 55 km di distanza, in direzione Fano. Passiamo vicino a innumerevoli borghi e paesi che meriterebbero una sosta, i cartelli ci indicano viadotti, ponti e acquedotti romani, castelli e abbazie medioevali e …tanta altra roba, ma noi continuiamo ad andare e arriviamo alla Gola del Furlo. Purtroppo il moderno traforo della superstrada ignora la selvaggia bellezza della gola. Sola la vecchia strada si insinua nella profonda spaccatura tra le pareti rocciose incise dal torrente Candigliano e attraversa con una galleria scavata a mano nel 76/77 d.C. il punto più stretto della forra. L’ardita strada era un passaggio obbligato che spesso non era percorribile per frane o alluvioni e ora è un paradiso per ciclisti ed escursionisti. Vi sembrerà strano, ma di tutto questo viaggio non abbiamo nemmeno una foto.
Finalmente arriviamo sulla costa del Mare Adriatico e da Fano risaliamo verso Pesaro lungo la Strada della Romagna. Deviamo verso Gradara con l’intenzione di fermarci e visitare l’indomani la Rocca, ma la sosta notturna è vietata nel parcheggio del centro storico. Poiché non ci vogliono, voltiamo il camper e passiamo la notte in un silenzioso parcheggio distante pochi chilometri. La mattina dopo partiamo con destinazione casa, passati i Lidi di Comacchio, facciamo una sosta in Comune di Codigoro presso l’Abbazia di Pomposa.
Visitiamo solo l’esterno e il parco, la splendida Abbazia ricca di storia e di tesori d’arte è già stata una nostra meta in un precedente viaggio. Passeggiamo tra le opere di legno dell’artista Enrico Menegatti, che ha realizzato animali composti con rami e tronchi trovati sui litorali. Sono cervi, struzzi, dinosauri, una straordinaria rassegna a cielo aperto che potrebbe essere un’idea anche per riutilizzare gli schianti dei nostri boschi. Prima di tornare a casa, dove ci aspettano freddo e pioggia, ci sediamo al sole gustando un piatto di “gnocco fritto” tipico ferrarese nel punto di ristoro accanto al parcheggio.

Sal & Paola
© Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

3 commenti

  1. Visto che lo citi ti consiglio anche di visitare il monte Nerone, ad Apecchio puoi sostare sotto il paese e visitare il piccolo ma interessante museo dei fossili, gestito da volontarie ci sono centinaia di ammonito di tutte le dimensioni (da quelle visibili con il microscopio tra materiale sabbioso a quelle gigamti,) tutto materiale estratto dal Nerone. E per le escursioni poi ce ne sono molte interessanti, anche partendo dalla vicina Piobbico. Inoltre non mancherei di visitare il monastero di Fonte Avellana, puoi sostare nel parcheggio del monastero, e il monte Catria

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