Escursioni

Un fine settimana disastroso… e il monte Rite

Monte Rite
Monte Rite Autore/i: Salvatore Stringari © Copyright By Salvatore Stringari | La Traccia, Escursioni e Viaggi

666 Un fine settimana disastroso e il monte Rite

di: Salvatore Stringari 

Data: 21/22/23/ Gennaio 2022

oggi non vi racconto un’escursione o meglio vi  racconto il fine settimana in un modo diverso, niente scheda tecnica riassuntiva…

Pochi giorni fa ho trovato un vecchio libro abbandonato che chiedeva aiuto da dentro un bidone della carta, a me piacciono i libri che trattano la Natura, l’Ambiente, la Flora e la Fauna i sentieri di montagna… e allora ecco che allungo la mano in soccorso di chi mi chiedeva aiuto…

Finalmente è Venerdì sera e finito il lavoro come sempre ho due possibili itinerari o opportunità di scoperta! il piano A e il piano B.

Il piano A prevede un giro nei dintorni di Trento, un progetto che ho scoperto grazie al libro che ho salvato dal macero… il sentiero SAT 402 o sentiero Natura Cognola – Monte Calisio.

Il Progetto

L’itinerario ingloba il sentiero 402 ed è stato ideato dalle Classi 1° G 2° G e la 3° C della Scuola Media dell’Argentario di Cognola tra il 1988 e il 1990, in collaborazione con il C.A.I e la S.A.T. Sez. di Cognola. Cognola, Moia’, Tavernaro, Villamontagna, Martignano sono tutte frazioni che si trovano alle pedici del monte Calisio (Argentario) sulle quali si trovano infinite testimonianze di storia della prima guerra mondiale, della Fortezza di Trento… quindi trincee, postazioni e molto altro, ma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…

Piano A

per sabato ho in progetto il Sentiero 402 SAT, ma va a buca perché nel 2022 non abbiamo ancora le colonnine dei parcheggi attrezzate con il pagamento elettronico o almeno colonnine che diano il resto dei contanti, siamo ancora al caro vecchio sistema di pagamento cartaceo o a monetine che bisogna avere precisi al centesimo.
Sto parlando della nuova Area di Sosta Attrezzata per camper di Trento via Fersina, bellissima e avanzata con docce, bagni, allaccio elettrico, carico acqua potabile e scarico dei reflui, con la tariffa di sosta notturna di 12,00€.
Venerdì sera vorrei fermarmi nell’area sosta per ricaricare le batterie del camper, mi ero fermato altre volte e non mi aspettavo problemi. Chiamo il numero esposto per farmi raggiungere da un addetto per pagare e aprire il cancello, ma il Covid ha decimato il personale e non ci sono addetti che possano venire ad assistermi. Al telefono un gentile signore mi invita a inviargli la foto della targa del mio mezzo e del documento di Identità, lo faccio utilizzando WhatsApp e a questo punto lo richiamo: mi comunica di aver ricevuto i documenti necessari, mi dà istruzioni per aprire il cancello e solo alla fine mi dice che devo pagare in anticipo e in contanti, mentre tutte le altre volte che mi sono servito del parcheggio è stato obbligatorio sottolineo obbligatorio il pagamento elettronico o detto in parole semplici col bancomat! A questo punto lo informo che ho solo 20,00€, mi risponde che non è possibile entrare se non lascio in guardiola i 12 euro precisi, a questo punto gli rispondo che non ho intenzione di fermarmi e dopo aver richiuso il cancello abbandono l’area e anche l’idea del sentiero SAT 402.

Piano B

Si è fatto tardi… Le Dolomiti sono sempre state il mio più grande amore e il piano B prevede un giro verso le Dolomiti Bellunesi, altro pezzo di cuore… mi avvio, forse un’idea mi viene in mente… faccio un giro di telefonate alla ricerca di compagnia per un escursione e contatto la mia ex-compagna, ma è già impegnata in un giro con un’amica al Monte Rite. Lì per lì sto per rinunciare anche di andare in Veneto e penso di ritornare a casa, ma poi decido che raggiungerò Feltre e attuerò anche il piano C, se necessario!
Si è fatto tardi, devo risolvere il problema della ricarica delle batterie e mi fermo all’area sosta a Prà del Moro di Feltre con allaccio corrente e sosta a 10€. All’entrata le stanghe per fortuna sono manuali/rotte e entro, la corrente elettrica c’è: sono già stato qui e un po’ di confidenza ce l’ho. Non mi è possibile caricare l’acqua e lo scarico non funziona perché il parcheggio è in ristrutturazione/manutenzione, come mi spiegherà il custode il mattino di sabato, quando mi reco per pagare. Sembra che qui vogliano renderlo automatico con il pagamento elettronico, per ora è presente un custode h24, che non rilascia ricevuta, ma nessun problema per il pagamento. Comunque fino a venerdì sera considero che mi è andata abbastanza bene, è tardi, salto la cena e vado a nanna.

l’Inizio dei problemi…

Nella notte, purtroppo ho dato ascolto a chi mi dice di non preoccuparmi troppo e di non controllare sempre la bombola, rimango senza gas: sono le 5 del mattino e la temperatura fuori è di -6 gradi, l’acqua del camper si scarica automaticamente a -3 gradi…così rimango anche senza di quella.
E’ fredda Feltre, dopo aver sostituito, rabbrividendo nel buio, la bombola con quella di riserva (per fortuna sono previdente) torno a nanna anche se è oramai sabato mattina e prolungo di un po’ il riposo fino alle 7.45… mi alzo e faccio un the, (ho anche dimenticato di portarmi il caffè, di solito la mattina mi faccio una abbondante tazza di caffè e latte), ma ancora non ho idee di cosa fare, alla fine decido di salire al passo Cibiana e di andare al monte Rite.

da Feltre alla Val di Zoldo

Lascio l’area e mi dirigo verso Belluno e Longarone, risalgo la Val Zoldana, ma sulla provinciale 253 Zoldana, nei pressi di un cantiere, dalla parete della montagna cade un sasso non molto grande che colpisce il parabrezza e subito dopo noto un taglio, ok si è scheggiato il vetro… faccio buon viso a cattiva sorte, per fortuna sono assicurato…
Dopo un paio di imprecazioni proseguo verso la mia meta, raggiungo il passo di Cibiana dove ci sono diversi parcheggi, mi infilo nel primo a destra: sono ormai le 11 e 30, mi vesto e parto velocemente, salgo verso il Rite percorrendo la strada militare innevata che giunge fin sotto la cima. La strada è stata ben battuta dal gatto delle nevi, non è ghiacciata e lascio i ramponi nello zaino. Presso l’ex caserma poco fuori dalla galleria che precede la cima, incontro Paola con una sua amica, loro sono già state in vetta e sono di ritorno. Dopo poche parole proseguo verso la meta, arrivo al forte – rifugio Dolomites alle 13.30 circa, entro ma non c’è nessuno, quando il titolare arriva la prima cosa che mi dice è “Chiudi la porta per favore”. “L’ho trovata aperta!” rispondo e la chiudo. Visto che mi ha rivolto la parola per primo gli chiedo se posso ordinare qualcosa, un panino e una birra: mi blocca subito con un perentorio “Un attimo per favore sono solo e devo terminare di servire un tavolo” “Ok, mi siedo qui e aspetto” rispondo e lui dice che torna subito. Passano 15 minuti … a questo punto faccio il mio ordine, lo so è colpa mia, non mi sono preparato nulla, nemmeno acqua o frutta, mi sono andate storte parecchie cose tra venerdì sera e sabato mattina. Attenderò ben 30 minuti circa prima di avere il panino, il rifugio è affollatissimo, la gente entra e esce (ma non chiude la porta mi sono alzato in mezz’ora una decina di volte per chiuderla). Il gestore riconosce che mi ha fatto attendere molto e per questo mi sconta 1€ per aver avuto pazienza… sconto che apprezzo.

Monte Rite
il Pelmo Copyright By Salvatore Stringari | La Traccia, Escursioni e Viaggi

la discesa

Dopo il panino e la birra inizio la discesa, sempre senza ramponi che rimangono nello zaino, la neve è molle e non c’è ghiaccio, arrivo in vista della casermetta dove avevo incontrato Paola e la sua amica, ma poco prima cado nella neve, faccio proprio una bella rana ma per fortuna non mi faccio nulla, la neve attutisce la caduta. Alcune persone mi chiedono se mi sono fatto male, ma rispondo tutto a posto, si offrono di aiutarmi a rialzarmi ma mi alzo da solo, poi ringrazio, li rassicuro con un sorriso assicurando che sono abituato a queste planate, non l’avessi mai detto… Proseguo, quando sono dentro la galleria dove credo di essere al sicuro, scivolo sul ghiaccio che non ho visto perché il tunnel è leggermente buio, cado rovinosamente, rompo la macchina fotografica che ho al collo e che con l’urto temo mi abbia lesionato le costole… un dolore… che non vi dico…

in ospedale a Feltre per controlli

…tanto che la sera mi reco all’ospedale di Feltre dove per 61,50 euro mi diagnosticano che per mia fortuna non ho costole rotte, ma che potrei aver lesionato la cartilagine toracica dove sono attaccate, fare una tac o risonanza non servirebbe a nulla perché la cartilagine non si vede e poi non potrebbero comunque fare niente.
I medici addetti all’accettazione mi hanno dato il codice giallo, frase sentita “a questo devo dare anche il codice giallo” devo dire a loro merito che sono stati veloci, non mi hanno fatto attendere molto. Ringrazio nonostante il codice giallo si sia poi mutato in bianco a 61,50 € di tariffa. Empatia e umanità sono finite nel cesso se mi permettete una mia opinione…e mi fermo qui

alla Casera Bitti

La domenica mattina, nonostante tutte le mie vicissitudini, raggiungo l’area attrezzata in valle del Mis, sulla sponda dell’omonimo lago artificiale, per un’escursione con Giuliano, Paola G. Lucia, Amy, Rita, Silvano, Roberto, Paola Z., Claudio. Saliremo per la Strada Militare (che avrebbe dovuto collegarsi con quella che sale dalla Valle del Cordevole da loc. Castei, già descritta in questo blog) fino ai resti di Casera Bitti, un percorso insolito, non frequentato, nel selvaggio dei Monti del Sole. Ma ve lo racconterò prossimamente.

Grazie a tutti da Sal…

Autore/i: Salvatore Stringari
Rispetta la montagna! lasciale i suoi fiori, porta a casa i tuoi rifiuti non lasciarli sui sentieri!
E voi ci siete stati? Mi lasciate un commento?
Correzione integrazione testo di Paola Marini Gardin.
© Copyright By Salvatore Stringari | La Traccia, Escursioni e Viaggi

11 pensieri su “Un fine settimana disastroso… e il monte Rite”

  1. ammazza che sventure!!! Io il camper l’ho sempre odiato, leggendo il resoconto ne sono ancora più convinto. Riguardo la caduta, è sempre un rischio camminare in presenza di ghiaccio, io di solito lo evito, anche se qualche volta dei piccoli tratti li ho affrontati. Per fortuna non hai avuto conseguenze più gravi…

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    1. Ciao Max, grazie della tua testimonianza e capisco quello che dici,… quando qualcuno mi dice che vuole prendere un camper io dico sempre: be sì insomma non è tutto bello anche se da soddisfazioni si deve fare il conto con i divieti e sono sempre di più per i camper o autocaravan, devi fare il conto con l’altezza il volume la lunghezza e tante altre cose… svuotare il wc kimico fare acqua e svuotare quella usata… io ho fatto pazzie per averlo, intendo il camper, e sono strafelice (l’avevo più grande con la mia Ex compagna Paola G. era un mansardato). Sì avere un camper significa arrabbiarsi ma adattarsi, arrangiarsi, fare fatica e sacrifici per mantenerlo, anche pulito, sempre in ordine e tutto quello che ne consegue a me piace molto e appena ho 1500-2000 €uri faccio un impianto elettrico a batteria da paura tanto da non avere più bisogno delle aree di sosta con corrente elettrica, per stare fuori un giorno, come una settimana o un mese… voglio essere indipendente e ci riuscirò…. per quanto riguarda il ghiaccio io ho anche fatto delle arrampicate sulle cascate ghiacciate mi piace e so come affrontarlo la mia caduta dell’altro giorno è stata una disattenzione, aver allentato l’attenzione me ne rendo conto è successo appena mi sono sentito sicuro dentro quella galleria e non averi dovuto… di nuovo grazie per il tuo commento…

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  2. Caspita…! Una disavventura dietro l’altra😔La foto del Pelmo però è bellissima! Se ti consola…sono scivolata anch’io sul gbiaccio: braccio rotto e due mesi ferma! Codice bianco…tramutato in giallo. È passata! 👋

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    1. Ciao Ornella Mi dispiace moltissimo della tua disavventura, sono felice che sia passato, ben peggio della mia. Io devo passare domani a prendere il mio obiettivo riparato. A me ha dato fastidio non tanto il codice bianco ma il modo in cui ha detto a questo devo dare il codice giallo, io ho ancora un po di dolore al petto ma passerà…👋

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