433 Monte Lefre

Monte Lefre
postazione in galleria © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Titolo: Monte Lefre
Data: 01-5-2019
Cima: Monte Lefre
Gruppo Montuoso: Valsugana Tesino Monte Lefre
Cartina: Tabacco foglio 058 Valsugana Tesino Lagorai Cima d’Asta
Segnavia: SAT 329
Tipologia sentiero: sentiero SAT Escursionistico
Quota partenza: 480 m.s.l.m.
Quota da raggiungere: 1305 m.s.l.m
Dislivello: 825 m
Tempo*: in giornata (6 ore con calma)
Difficoltà*: Escursionistica il rientro Escursionisti Esperti
Giro: anello
Punti di appoggio: Rifugio Lefre
Acqua, sorgenti: no
Località: Ivano Fracena
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì pochi posti lungo strada (o parcheggio in paese)
Partecipanti: gli autori
Autore/i: Paola e Salvatore
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: la Valsugana per molti è solo una strada a scorrimento veloce, a noi invece piace allontanarci dal traffico e visitarne i luoghi naturali. Nel 2017 eravamo partiti da Ivano Fracena per andare al Ponte dell’Orco, un grande arco di roccia sopra Ospedaletto, oggi saliremo al Monte Lefre.

L’escursione in dettaglio: oggi è il primo giorno di Maggio ed è una splendida giornata di sole, ci portiamo in Valsugana e da qui raggiungiamo il paese di Ivano Fracena. Sostiamo brevemente per scattare qualche foto all’imponente castello che sovrasta la valle, è chiuso, un cartello invita a prenotare le visite, oggi però la nostra metà è un’altra. Proseguiamo per la strada asfaltata che scende tra le case e porta verso la Chiesetta di San Vendemiano. Lasciamo a sinistra la stradina che sale alla chiesa e continuiamo per poche centinaia di metri, parcheggiamo in un piccolo slargo poco prima della mulattiera SAT 329 per il Monte Lefre. Incominciamo la salita, godendoci il panorama verso la Valsugana e i monti dell’Altopiano di Asiago. Al bivio a quota 629 m.s.l.m lasciamo a destra il percorso che attraversa la Val Bronzale e porta al Ponte dell’Orco e prendiamo a sinistra il ripido sentiero che sale verso il Monte Lefre. Un belvedere ci permette di riprendere fiato, la veduta sulla Valsugana verso sud è bellissima. Entriamo in una caverna e dalla feritoia nella roccia, postazione di vedetta della I Guerra, ci affacciamo anche sul versante opposto che dà su Ivano Fracena col suo castello, la catena del Lagorai innevata e il versante ovest del Monte Lefre.

Monte Lefre
spuntano i monti… © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Continuiamo la salita, incrociando a tratti la strada comunale. Superiamo la località Prati dei Floriani con alcune belle casere e troviamo sulla sinistra l’indicazione per la cima e il Rifugio Lefre. Il sentiero però è sbarrato dagli schianti, dopo un veloce sopralluogo per trovare un passaggio ci arrendiamo, per di qua non si può proseguire. Continuiamo per la stradina, al primo incrocio giriamo a sinistra passando una cancellata aperta, camminiamo tra i prati vicino alle prese dell’acqua e a diverse casere, tutte ben tenute. Alcune persone, proprietari delle baite, sono all’opera per il taglio delle piante, il rumore delle motoseghe sarà la colonna sonora che ci accompagnerà in montagna anche per i prossimi anni!
Proseguiamo fino a un altro incrocio continuando ancora a sinistra sulla strada asfaltata, al successivo bivio a Prati di Sopra troviamo la segnaletica, si va sempre a sinistra, ormai siamo poco distanti dalla nostra meta. Quasi in piano la strada passa in mezzo ad un bosco con centinaia di piante completamente rase al suolo, quelle che hanno resistito sono spezzate, pelate, senza la punta, un’apocalisse.

Monte Lefre
Schianti ottobre 2018 © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Raggiungiamo una chiesetta alpina e poco dopo in discesa arriviamo al Rifugio Lefre, una bella costruzione in mezzo a una conca con prati e alberi, è ora di pranzo e decidiamo di provare la cucina del Rifugio, pausa pranzo con ottimo piatto tipico e buon vino. Il Rifugio è pieno di gente che però in maggior parte è arrivata comodamente in auto per la strada che sale da Pradellano. Dopo la sosta in poco tempo raggiungiamo per un bel sentiero la cima del monte, ci fermiamo per ammirare il panorama dal belvedere a picco sulla Valsugana, scendendo pochi gradini di roccia arriviamo a un secondo belvedere dove una tabella ci permette di dare un nome ai monti che non conosciamo. I due punti panoramici sono protetti da robusti parapetti e non si rischia di fare un volo. Poi entriamo nella caverna sottostante, visitando quel che resta del Caposaldo, dell’Osservatorio e delle postazioni della I^ Guerra, opere della 101^ Compagnia del Genio Militare Italiano. Guardiamo dalle quattro feritoie della galleria altrettanti scorci panoramici, pensando che cent’anni fa erano battuti dall’artiglieria.
Torniamo al Rifugio e scendiamo dalla parte opposta al sentiero di salita, lungo la strada carrabile, dopo alcuni tornanti troviamo un cartello “Forti e Trincee 14-18” e seguendo la forestale arriviamo a opere militari e a gallerie, l’intero Monte ne era crivellato. Pur con la modesta altezza di 1300 metri, era un punto strategico da cui controllare (e bersagliare) la Valsugana, parte della Catena del Lagorai – Rava e quella di Cima Dodici – Ortigara. E’ prudente non entrare in queste postazioni, noi ci limitiamo a leggere le iscrizioni poste fuori dalle gallerie.
Poi cerchiamo il sentiero che aggirando le pendici settentrionali del Lefre dovrebbe riportarci a Ivano Fracena, il cartello segnaletico è a terra, buttato in mezzo alle cataste di tronchi tagliati e non troviamo la traccia, pensiamo sia stata cancellata dagli schianti. Ad una curva proviamo a scendere per una larga mulattiera che però finisce nel nulla e ritorniamo sulla strada. Continuiamo a scendere e incontriamo alla nostra sinistra un sentiero evidente, non segnato, lo imbocchiamo e caliamo lungamente a zig zag per il ripido versante boscoso, cercando di tenere la direzione verso il paese. Passiamo un paio di frane e giungiamo a un capitello, sotto una roccia, dedicato a Sant’Antonio. Ci sediamo un attimo sulla panchetta in legno e poi continuiamo, pregando il Santo di portarci sulla strada giusta, diverse tracce si diramano continuamente dal sentiero e andiamo a occhio, decidiamo di prendere quello che scende fino al torrente. Giunti sulla riva incrociamo un gregge transumante e belante accompagnato da due vecchi pastori, diretti ai pascoli sopra Pradellano. Passiamo il ponte, a destra la strada porta verso l’Agriturismo Ranch dei Lupi, noi andiamo a sinistra e arriviamo al paese di Strigno, da qui seguiamo il corso del torrente Chieppena fino alla strada asfaltata che in breve ci riporta a Ivano. Dobbiamo ancora scendere lungo la strada fino a raggiungere l’auto, siamo stanchi, ma prima di tornare in Valsugana facciamo una deviazione alla vicina Chiesa di San Vendemiano, posta su un poggio da cui si vede il Castello e il paese.

Monte Lefre
il panorama dalla Cima © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Siamo riusciti a fare il percorso ad anello, allungandolo però fino a Strigno, purtroppo gli schianti hanno mutato e cancellato la fisionomia dei luoghi e non abbiamo trovato il sentiero che porta direttamente a Ivano Fracena, speriamo che sia ripristinato e indicato nuovamente.
Sal & Paola
© Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

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