561 Cresta del Frate

Cresta del Frate

Data: 27-9-2020
Cima: Cresta del Frate
Gruppo Montuoso: Lagorai
Cartina: Tabacco foglio 058 Valsugana Tesino Lagorai Cima d’Asta
Segnavia: 365, 366, 366b, 328, 365
Tipologia sentiero: Escursionistico E poco difficile
Quota partenza: Rifugio Spiado 1302
Quota da raggiungere: 2347
Dislivello: 1045 m.
Tempi di percorrenza*: in giornata
Difficoltà*: Poco difficile Escursionistico E)
Giro: anello
Punti di appoggio: malghe
Acqua, sorgenti: sì
Località: Drio Silvana Spiado, Rifugio Spiado 1302 m.
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì
Tappe del percorso andata: Belluno, Spiado
Partecipanti: gli autori e quattro amici Sandra, Laura, Daniela e Ruggero
Autore/i: Salvatore e Paola

Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

Il ritrovo

oggi ci aspetta una magnifica escursione ad anello sulle granitiche Cime di Rava e al monolito che le caratterizza, l’enigmatico Frate che raggiungeremo nonostante qualche inconveniente.
Partiamo da Belluno e saliamo a Castel Tesino, passato il paese in direzione di Bieno, sulla sinistra troviamo il laghetto di Pradellano e sulla destra una stradina asfaltata con l’indicazione “Drio Silvana 4 –Camping”.
Qui ci aspettano i nostri quattro amici che provengono da Trento e proseguiamo insieme superando il campeggio fino ad arrivare in località Spiado, 1300 metri.
Parcheggiamo le auto in una rientranza della strada, il meteo non è favorevole, fa freddo ed è molto nuvoloso, ma questo non ci scoraggia. Il primo tentativo di partenza va a vuoto, un cartello indica che il sentiero è chiuso.
Per niente sfiduciati seguiamo Sandra che ci guida per la stradina forestale (sbarra all’inizio) che porta a un bel maso ristrutturato, anche qui il sentiero stradina termina un po’ di smarrimento e consultando il GPS di Sandra e la cartina capiamo che salendo per il prato dietro alla baita ritorniamo a incrociare la stradina sterrata segnavia SAT 365 in direzione della Val Fierollo (sud ovest), al bivio dobbiamo rinunciare a salire a destra per il sentiero SAT 369 , più breve, per Passo Fierollo e Laghi Bella Venezia perché anche questo è chiuso per lavori forestali.
Giocoforza continuiamo per la comoda stradina che in circa 40 minuti ci porta alla bella Malga Fierollo di Sotto, m. 1482, chiusa ma con possibilità di ricovero in caso di emergenza.
Prendiamo a destra il sentiero 366 che sale nei prati, circondati dai bei boschi di conifere che s’inerpicano fino sui contrafforti rocciosi e arriviamo a Malga Fierollo di Sopra, m. 1747 impiegando altri 40 minuti. La Malga è stata restaurata di recente, entriamo per ripararci dal freddo e accendiamo un bel fuoco nel camino.

Verso il Frate

Pare che incominci a nevischiare, forse dovremmo fermarci… ma dopo la sosta e un veloce consulto decidiamo di continuare, siamo ben equipaggiati e non nevica più. Spegniamo il fuoco e ci avviamo per il sentiero che si fa più ripido, salendo in mezzo a pascoli con radi boschi di larici e abeti che poi lasciano il posto a una distesa di bassi cespugli di rododendri e mirtilli. Saliamo verso il passo Fierollo, il sentiero è a tratti una mulattiera militare della I Guerra, ben conservata e con pendenza regolare, arriviamo al Baito Bella Venezia m. 2025 da cui vediamo in basso i Laghi della Bella Venezia (Primo, Mezzo e Grande m. 1963) purtroppo quasi prosciugati.

Cresta del Frate
Ricovero Bella Venezia -© Copyright 2020 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Il Baito è un piccolo bivacco di sasso, una stanzetta con panca, tavolino e libro delle visite. Saliamo fino al bivio, a sinistra si andrebbe alla vicina Forcella Fierollo m.2246, noi prendiamo a destra il sentiero 366 b che aggira il monte, siamo ansiosi di arrivare alla nostra meta, il Frate, manca solo una mezz’ora.
Siamo sulla cresta granitica, incontriamo per prima una caverna scavata nel granito, la nebbia sale e ricopre ogni cosa ma…a tratti le svela ed ecco il Frate, misterioso monolite dalle sembianze di un uomo incappucciato, severo e assorto nella sua posa pietrificata eppure così espressiva.
Impossibile non restare incantati, ci fermiamo ad ammirarlo e poi facciamo una breve pausa, dobbiamo rifocillarci e indossare giacca e guanti, fa un po’ freddo e incomincia a cadere un nevischio asciutto, palline bianche simili al polistirolo.
Percorriamo la Cresta del Frate camminando nelle trincee scavate durante la I^ Guerra Mondiale con stretti passaggi tra i macigni. Visioni fiabesche, macigni in bilico, posti in equilibrio da forze primordiali, strani profili scolpiti nella roccia severa e grigia.

Cresta del Frate
Il Frate -© Copyright 2020 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Con cautela seguiamo tutto il percorso in cresta e poi in cengia e raggiungiamo le scalette del Tombolin di Rava.
La vista degli stretti e ripidi gradini intagliati nella roccia viva è un po’ impressionante, un passo dopo l’altro, tenendoci alle valide corde metalliche, scendiamo con prudenza le scalette innevate, la neve non è scivolosa.
Proseguiamo tra saliscendi, canali rocciosi, segni di opere della guerra, cengette e raggiungiamo il passo del Tombolin m. 2340 da cui scendiamo per sentiero 328 per arrivare alla conca sotto il Cimon di Rava.
Qui troviamo con nostra sorpresa alcune mucche con un vitellino, si sono evidentemente perse, le malghe sono chiuse e tutte molto più in basso, il terreno è gelato. Ci angustia pensare al destino delle povere bestie e il giorno successivo troveremo il modo di interessare le guardie forestali.

Caliamo nella bellissima Val di Rava e arriviamo sulle sponde del Lago Grande, bellissimo specchio incastonato nel suo antico cerchio glaciale.
Continuiamo a scendere, i cespugli di rododendro sembrano fioriti di piccole corolle bianche, la neve si è depositata con minuscoli granelli sulle foglie creando boccioli e fiori candidi.
Passiamo una serie di malghe, Malga Ravetta di Sopra e di Sotto, Malga Rava di Sopra e di Sotto… non c’è molta fantasia nei nomi e per noi è difficile ora stabilire la sequenza esatta.

Cresta del Frate
e questo chi lo ha messo qui… Il Frate -© Copyright 2020 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Le casere sono ben tenute, solo qualche stalla adiacente è oramai un rudere, gli edifici principali sono stati in maggior parte restaurati, in particolare Malga Rava di Sopra m. 2030 ha un interno curatissimo, panche, tavoli e mobilia di legno nuovi di zecca. Sono ricoveri di emergenza, non si può pernottare, almeno non “i foresti”. Dopo la Malga attraversiamo un pascolo infinito, dove grandi cumuli di pietre, ben disposti e ordinati, fanno pensare a qualche misteriosa arte primitiva, ma sono stati creati per liberare i prati dai sassi e permettere lo sfalcio e il pascolo alle bestie. Troviamo un bivio e la segnaletica, Val di Rava m.1880 e da qui scendiamo per sentiero 322 fino a Malga Rava di Sotto che raggiungiamo in circa mezz’ora. Il percorso è ancora lungo, Malga Ravetta di Sotto m. 1830 è l’ultima baita della Val di Rava che passiamo e riprendiamo il sentiero 365 per Fierollo e Capitello Dellamaria.
Aggiriamo le pendici del monte verso est lasciando i pascoli e inoltrandoci nel bosco, a tratti battuto dalla tempesta Vaia. Al bivio del capitello a m. 1510 (non è un’edicola sacra ma un piccolo manufatto in memoria di un Dellamaria deceduto) proseguiamo sulla forestale SAT 365 che in breve ci riporta a Malga Fierollo di Sotto m. 1482 e per lo stesso percorso di andata in poco più di mezz’ora torniamo a Spiado. In tutto calcoliamo circa sei ore buone di cammino, escluse le soste.

Una lunga, emozionante escursione, la nostra ultima insieme.
D’ora in poi le strade si dividono,
cosi decide Paola dimenticando, o meno, tutto quello che abbiamo vissuto insieme in questi ultimi dieci anni.

Sal e Paola.
-© Copyright 2020 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Viaggi

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