Escursioni

667 Anello Val Venegia

Val Venegia
sentiero verso Malga Venegia © Copyright By Paola Marini Gardin. | La Traccia, Escursioni e Viaggi

Anello Val Venegia

di: Paola Marini Gardin

Scheda Tecnica Riassuntiva

Data: 12-01-2022

Cima: nessuna
Gruppo Montuoso: Pale di San Martino
Cartina: Tabacco foglio 022 Pale di San Martino
Segnavia: cartelli
Tipologia sentiero e difficoltà*: Sentiero Escursionistico
– (E) Sentiero privo di difficoltà tecniche che corrisponde in gran parte a mulattiere realizzate per scopi agro – silvo – pastorali, militari o a sentieri di accesso a rifugi o di collegamento fra valli vicine (nella scala di difficoltà C.A.I. è classificato E – itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche).
Quota partenza: circa 1650 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 2.170 m.s.l.m
Dislivello: m. 519 (+ circa 150 m. la digressione)
Tempi di percorrenza*: 7 ore comprese le soste
Giro: anello
Punti di appoggio: Baita Segantini, diverse Malghe in stagione
Acqua, sorgenti: non rilevate
Località: Passo Valles
Copertura cellulare:
Parcheggio/i: sì località Pian dei Casoni
Tappe del percorso: Pian dei Casoni m. 1650, Malga Venegia m. 1778, Malga Venegiota m. 1824, Baita Segantini m. 2170, Capanna Cervino m. 2084, Malga Juribello m. 1878, digressione per Paneveggio m. 1500 e ritorno a Pian dei Casoni.
Partecipanti: Antonietta e l’autrice

Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

Affrontiamo in due questa magnifica escursione, Antonietta ha già percorso altre volte la Val Venegia, io l’ho solo sfiorata un’estate di molti anni fa, scendendo dal Mulaz, ricordo solo la stanchezza e una gran sete, oggi sono ansiosa di avventurarmi in questa valle coperta di neve, nella parte settentrionale del Parco Paneveggio – Pale di San Martino. Faremo un percorso ad anello, in senso orario.
Partiamo da Belluno e raggiungiamo il Passo Valles, scendiamo alcuni tornanti e lasciamo l’auto in località Pian dei Casoni, nel parcheggio più interno (in estate la sosta è a pagamento).

Anello Val Venegia

La segnaletica, sempre presente lungo l’anello che faremo, indica Baita Segantini a 7,4 km: è il punto più alto che raggiungeremo oggi, con un dislivello di 519 metri.
La temperatura è sottozero e ci avviamo, con la velocità consentita dai ramponcini, per il sentiero che ci conduce verso Malga Venegia, seguendo la traccia che è stata ben battuta con le ciaspe e passa tra gli abeti stracarichi di neve, uno spettacolo quasi irreale. Antonietta osserva che il percorso non segue proprio fedelmente il sentiero ufficiale, non ricorda di aver passato e ripassato il torrente Travignolo, ma pensiamo sia stato difficile per i primi battitori orientarsi in mezzo a tutta questa coltre bianca. In ogni modo, nei previsti 25 minuti, sbuchiamo sulla stradina innevata che porta a Malga Venegia, m. 1778, passiamo poco sotto senza raggiungerla, proseguendo spedite verso la meta successiva. Rallentiamo un poco solo per ammirare il paesaggio, siamo in una valle incantevole, percorsa dalle acque cristalline del torrente Travignolo, i pascoli dove in estate avremmo visto le mucche che ruminano e i maialini che razzolano, sono sepolti sotto la neve, attorno si alzano monti maestosi, la catena delle Pale di San Martino con il Mulaz, le pareti del Focobon, i Bureloni e il magnifico Cimon della Pala.

Val Venegia
Malga Venegia e Le Pale © Copyright By Paola Marini Gardin. | La Traccia, Escursioni e Viaggi

Lasciamo a destra il sentiero per Malga Juribello e, sempre immerse in un’atmosfera da fiaba, continuiamo sulla stradina innevata passando accanto a Malga Venegiota, m. 1824, più piccola della precedente, ma dove, a detta di molti, in stagione si mangia altrettanto bene. Proseguiamo, la salita è piacevole, mai molto marcata, oltrepassiamo l’incrocio con un altro sentiero, il CAI 710 “Quinto Scalet” che alla nostra sinistra sale verso il Rifugio Volpi al Mulaz, non ci aspettiamo di essere sorpassate da due arditi ciclisti con le loro bici da neve professionali, sembra che vadano piano, ma sempre più veloci di noi appiedate.
Diamo uno sguardo verso il Mulaz, alcuni puntini neri stanno salendo per il canalone: sono un bel gruppo di sciatori che con gli sci (e le pelli di foca) ai piedi avanzano lentamente, peccato non poterli ammirare quando scenderanno fendendo la neve. Ora la strada prosegue con larghe serpentine che spesso tagliamo per traccia dove il pendio è meno ripido, sulla destra abbiamo sempre le superbe pareti delle Pale, immerse in un’atmosfera bianco-azzurrina: il sole non ha ancora raggiunto la valle, sta toccando appena le cime più alte. Con sorpresa vediamo altri “puntini neri” salire un ripidissimo canale alla sinistra del Cimon della Pala, non ci resta che ammirare questi amanti dello sci d’alpinismo, noi due non li accompagneremmo nemmeno in fotografia…
Finalmente arriviamo al sole e all’alpeggio dove sorge Baita Segantini, m. 2.170, (dal parcheggio circa due ore e mezza) molta gente si affolla fuori dal rifugio che è più facilmente raggiungibile dal Passo Rolle, infatti intere comitive salgono proprio da lì. Noi preferiamo defilarci, salendo su un dosso vicino per ammirare il panorama, poi dopo un’occhiata al sentiero che porta al “Cristo Pensante” sul Monte Castelaz, dove si dirigono parecchi escursionisti, scendiamo a Capanna Cervino, m. 2084, camminando sulla stradina battuta a lato delle piste da sci.

Val Venegia
Baita Segantini © Copyright By Paola Marini Gardin. | La Traccia, Escursioni e Viaggi

Piste larghe e bellissime, quelle che piacerebbero a me e che per di più mi sembrano pochissimo frequentate, fortunati gli sciatori che questo sabato possono scendere in tranquillità, circondati da panorami stupendi.
Non resistiamo a scattare alcuni “selfie” alle nostre facce sorridenti, al centro di una cornice di neve scavata artisticamente a forma di cuore, una debolezza condivisa da parecchia altra gente. Dopo scendiamo anche noi, purtroppo senza sci ai piedi, per la traccia in mezzo pascoli innevati, la neve sembra inglobare ogni cosa, bombata come panna, verrebbe voglia di immergerci la faccia…tanto sembra soffice e pura. Incrociamo il sentiero che arriva qui dalla Val Venegia aggirando a settentrione il Castelaz, dall’alto vediamo Malga Juribello, m. 1878, che raggiungiamo per fare la nostra breve sosta per il pranzo al sacco. Troviamo una posizione quasi comoda, appoggiandoci alla parete di legno di un fabbricato vicino alla malga, altre persone hanno occupato l’unica panca davanti all’edificio principale. La Malga è chiusa, ma Antonietta mi assicura che in stagione offre piatti prelibati.
Riprendiamo la discesa, in circa 15 minuti siamo vicini al parcheggio di Pian dei Casoni, ma è ancora presto e …perché non fare una digressione verso Paneveggio? Il cartello indica 3,6 km, che ci vuole?
La traccia battuta ci porta in un ambiente ancora più favoloso, la valle dove scorre il torrente è in ombra e tutto è congelato, ricoperto da uno spesso strato di neve, gli abeti, alti e a forma di stretti coni sono addobbati come alberi di Natale, le piante più piccole ne sono quasi ricoperte e assumono forme antropomorfe, monaci incappucciati, strani animali con gobbe e proboscidi…siamo affascinate.

Val Venegia
Verso Malga Juribello © Copyright By Paola Marini Gardin. | La Traccia, Escursioni e Viaggi

C’è così tanta bellezza! Seguiamo in leggera discesa il corso del Travignolo, immerse in un paesaggio bianco dai riflessi azzurrini, l’acqua scorre in mezzo ad anse ghiacciate, gorgoglia tra i massi coperti di neve, alla fine il sentiero sbuca sulla strada asfaltata che scende dal Passo Valles. Il percorso continua al di là di questa, sempre in mezzo ai boschi di abete, camminiamo per un altro pezzo, ormai manca poco per arrivare al Centro Visitatori, ma decidiamo di tornare indietro, per risalire al parcheggio ci aspettano almeno tre buoni chilometri. Il paesaggio è quello visto poco prima, ma non cessa di stupirci, ci aspettiamo che compaia un personaggio delle fiabe, Cappuccetto Rosso, Pollicino… incontriamo solo una lunga fila di escursionisti in discesa, poi raggiungiamo l’incrocio col sentiero che scende da Malga Juribello e di lì a poco siamo al parcheggio.

Autore/i: Paola Marini Gardin
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Pubblicato da Salvatore Stringari
© Copyright By Paola Marini Gardin. | La Traccia, Escursioni e Viaggi

9 pensieri su “667 Anello Val Venegia”

  1. Ringrazio Paola per questo racconto che mi ha inviato: il giro ad anello della Val Venegia e voglio aggiungere che l’avevo fatto molti anni fa e che mi è piaciuto molto luoghi fantastici e magici… anche per questo giro ero solo dovevo andarci con amici che la sera prima avevano fatto festa e il giorno dopo avevano mal di testa… fa anche rima…. Ciao Grazie

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