424 In viaggio, Nervesa il Montello e dintorni

In viaggio, Nervesa il Montello e dintorni
sacrario di Nervesa della Battaglia © Copyright 2019 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

Titolo: In viaggio, Nervesa il Montello e dintorni
Città: Nervesa della Battaglia
Data: 14-4-2019
Tipologia: un viaggio lungo il Piave, storia e memoria
Punti di appoggio: Camper
Località: Nervesa della Battaglia
Copertura cellulare: sì
Aree di Sosta o Parcheggio/: nessuna area sosta, tollerati i camper, parcheggi sì
Partecipanti: Autori
Autore/i: Sal e Paola

Il Viaggio in dettaglio: oggi domenica 14 aprile ci troviamo a Nervesa e visiteremo nella mattinata l’Ossario del Montello, il Sacello di Francesco Baracca e l’Abbazia di Sant’Eustachio, nel pomeriggio il Cimitero Inglese a Giavera, l’Aeroporto Fondazione Jonathan F. Baracca a Nervesa e i Bunker italiani lungo il Piave a S. Croce del Montello.
Una lunga e bellissima giornata con brevi spostamenti in camper e passeggiate, ma andiamo con ordine: Il Sacrario militare di Nervesa della Battaglia è uno degli ossari per la commemorazione dei caduti della Grande Guerra sorti durante il fascismo. Il monumento si trova su una collina del Montello e la sua torre alta 25 metri è visibile a grande distanza. Raccoglie le salme che erano state sepolte nei cimiteri di guerra sparsi lungo la linea del Piave. Saliamo la grande scalinata, entriamo nel Sacrario e iniziamo a girare leggendo i nomi dei caduti, sono 9.325 le spoglie dei soldati i cui cognomi indicano che provenivano da tutta l’Italia, 6.095 identificati e 3.230 senza nome. Troviamo anche i nostri cognomi, un Gaetano Stringari, un Giovanni Gardin chissà chi erano e che età avevano…è impossibile restare indifferenti. A giugno di ogni anno vi ha luogo un evento artistico musicale, alla presenza delle autorità civili e militari, per commemorare la Battaglia del Solstizio. Visitiamo i primi due piani con i gironi delle celle rivestite in marmo, la cappella centrale e il museo al terzo piano. Saliti al quarto piano usciamo sulle balconate, se l’interno porta alla mestizia l’esterno offre un bellissimo panorama, difficile pensare che questo sereno paesaggio sia stato un luogo di morte per tantissimi giovani. Lasciato l’Ossario transitiamo davanti alla Abbazia di S. Eustachio, i parcheggi sono occupati dai fedeli che sono alla Messa delle Palme nella vicina chiesa per cui proseguiamo verso il monumento in memoria dell’asso dell’aviazione Francesco Baracca, Medaglia d’Oro al valor militare.

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Monumento a Francesco Baracca © Copyright 2019 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

Intervenne in moltissimi combattimenti aerei, ottenendo 34 vittorie prima di essere abbattuto dal fuoco nemico il 19 giugno 1918, durante la Battaglia del Solstizio. Due parole su questa battaglia: il 15 giugno 1918, dopo la disfatta di Caporetto, le truppe austriache e tedesche passarono il Piave e conquistarono il Montello e Nervesa. Seguì la controffensiva italiana con aspri scontri e intensi bombardamenti, dopo una settimana Nervesa, distrutta, fu riconquistata e i nemici respinti. Una mano ai soldati italiani la dette anche il Piave, che spazzò via i ponti-barca e gli assedianti.
La visita al Sacello del Maggiore Baracca ci occupa poco tempo quindi facciamo dietrofront in direzione Abbazia di S. Eustachio, del sec. XI^, sorta come monastero benedettino e poi importante azienda agricola. Parcheggiamo nei pressi della Chiesa Parrocchiale e del cimitero, proprio quasi in corrispondenza all’ingresso dell’Abbazia.

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Abbazia Sant’ Eustachio e Grotta di San Girolamo © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Stupendo il lungo viale alberato che sale la collina coltivata a ulivi e che porta ai resti dell’Abbazia, bombardata durante la prima guerra mondiale dagli austroungarici. I ruderi sono imponenti, la chiesa e il convento recentemente sono stati oggetto di un restauro conservativo, mentre il resto del complesso è stato ristrutturato. Nel cortile, il gelso storico che appare in una fotografia del 1918. Scendiamo nuovamente lungo il viale con una deviazione a un piccolo edificio, la “Grotta di san Girolamo” posta tra gli ulivi. Dopo la visita ai resti della Abbazia vista l’ora e perché non abbiamo prenotato il ristorante, per mangiare ci arrangiamo nel nostro piccolo ma confortevole rifugio.
Nel pomeriggio ci spostiamo in camper a Giavera, non distante da Nervesa, lungo la strada passando per Bavaria vediamo di sfuggita il Monumento ai Caduti, costruito sui resti della Chiesa di San Mauro, distrutta nella Battaglia del Solstizio. Parcheggiamo e percorriamo un vialetto bordato da piante di ulivo che ci introduce nel sobrio e ordinato Cimitero Inglese.

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Cimitero Inglese a Giavera © Copyright 2019 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

Siamo in territorio britannico, il terreno è stato donato dal Governo Italiano dopo la Grande Guerra e il personale alle dipendenze del Commonwealth lo custodisce con estrema cura. E’ un luogo raccolto, intimo, lontano dalla monumentalità dei Sacrari voluti dal fascismo che con tali costruzioni si auto-celebrava. Nel bel prato verde sono disposte in file ordinate le bianche lapidi, tutte uguali, di 417 soldati del Commonwealth morti durante la Battaglia del Solstizio. Sulla pietra sono incisi le generalità del soldato, il ruolo, lo stemma della divisione, i simboli della religione a cui appartenevano e, particolare che ci emoziona, la loro età. Sono quasi tutti giovani o giovanissimi, su molte lapidi è stato anche inciso un pensiero dei loro parenti, “May some lovely hand gently place some flowers for me. His mother”
Traduzione: “Possa una mano amorevole posare gentilmente i fiori per me. Sua madre.”
“Beneath a foreign sky, in a hero’s grave he lies”
Traduzione: “ Sotto un cielo straniero, in una tomba da eroe egli giace” . Sono parole molto più toccanti delle retoriche frasi scolpite sul marmo dei nostri Sacrari.
Dopo la visita torniamo a Nervesa, prendiamo una stradina lungo il Piave e raggiungiamo il Campo Francesco Baracca, un’avio superficie che ospita una collezione di aerei d’epoca, oppure ricostruiti sui progetti originali.
Gli aerei sono tutti funzionanti, la Fondazione Jonathan Collection ha lo scopo di far volare questi aerei storici e rivivere le gesta dei primi pionieri dell’aviazione e dei piloti che si scontrarono nei cieli durante la Grande Guerra.  E’ storico anche uno degli hangar che ospita la flotta di aerei, l’Hangar Bessoneau, recuperato in Inghilterra e restaurato è uno dei pochi costruiti nel 15/18 arrivato ai nostri tempi. Tra gli aerei che ammiriamo, oltre ai famosi Fokker del Barone Rosso e Spad XIII di Francesco Baracca, ci sono il Flyer dei fratelli Wrigth, autori nel 1903 del primo volo a motore e l’enorme Caproni del 1914, il primo bombardiere strategico della storia dell’aviazione. Questi aerei sembrano così fragili, legno con rivestimento in tela, pare impossibile possano volare in sicurezza!
A fine ottobre 2018, sia la pista in erba lunga 1100 metri parallela al Piave che gli hangar con la storica collezione sono stati completamente allagati e sommersi dal fango, con un duro lavoro tutto è stato ripristinato.

In viaggio, Nervesa il Montello e dintorni
Nella foto di Roberto Ceotto la Fondazione Jonathan Collection Museo Francesco Baracca

Ci dispiace solo aver visitato la collezione senza alcuna guida, forse perché oggi ci sono solo alcuni volontari impegnati nei loro lavori o forse dovevamo informarci prima.
Dopo gli aerei, i bunker! Lasciamo Nervesa e raggiungiamo Santa Croce del Montello, è ormai tardo pomeriggio ma la giornata per noi non è ancora finita. Parcheggiamo in uno spiazzo nei pressi della Chiesa Parrocchiale. Sulla torre campanaria è posta la croce “Pax Mundi” e un orologio elettronico “Torino” che batte le ore “a gloria di Dio ad onore dei caduti del Piave e del Montello per la pace nel mondo”.
Seguiteci e nei prossimi giorni vi raccontiamo i Bunker di Santa Croce del Montello

Nota:
http://www.venetograndeguerra.it
http://www.itinerarigrandeguerra.it/code/28789/Francesco-Baracca
https://www.turismofvg.it/it/108796/La-Battaglia-del-Solstizio

Sal & Paola
© Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

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