Escursioni

538 alla Cima Canfedin, la Paganella

Cima Canfedin

alla Cima Canfedin

Data: 28-6-2020

Scheda Tecnica Riassuntiva: 

Cima: Canfedin
Gruppo Montuoso: Paganella
Cartina: Tabacco foglio 067 Altopiano della Paganella L. di Tovel – C. Brenta – Trento
Segnavia: S.A.T 612 che sale da Molveno
Tipologia sentiero: Escursionistico tracce e Carrareccia
Quota partenza: 852 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 2046 m.s.l.m
Dislivello: 1194 m.
Tempi di percorrenza*: in giornata
Difficoltà*: Escursionistiche medio-facile percorso lungo
Giro: anello
Punti di appoggio: Bait del Germano 1800 m.s.l.m
Acqua, sorgenti: no
Località di partenza: Molveno
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: a pagamento al lago di Molveno
Tappe del percorso: Molveno 852 m., sentiero 612, Passo San Giovanni 1674 m., sentiero 602, Malga di Covelo 1781 m., Passo di San Giacomo 1962m., Cima Canfedin 2076 m., Bait del Germano, Passo San Giovanni 1674 m., sentiero 644 “La Mars”, Molveno.
Partecipanti: autori

Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

Oggi nuova escursione nel gruppo delle Paganella, da Trento saliamo a Fai della Paganella e raggiungiamo il paese di Molveno, affacciato sul suo bel lago contornato dai monti dal Brenta e dalla Paganella. Dal parcheggio in riva al lago (euro 6 per l’intera giornata) ci allontaniamo dal centro percorrendo qualche centinaia di metri sulla strada, in senso orario, fino a raggiungere, nei pressi dell’Hotel Lago Park, l’imbocco del sentiero 612 che sale erto in mezzo ai boschi.

da Molveno alla Cima del Canfedin 2034 m.s.l.m.

Un cartello ci avverte che siamo nel territorio dell’orso, per cui dovremmo guardarci alle spalle…e in effetti qualche volta lo facciamo, sorpresi da qualche rumore tra gli alberi.
In questa ripida parte del percorso non incontriamo nessuno, nemmeno l’orso, ci alziamo incrociando più volte una forestale restando sempre sul sentiero, il fitto bosco lascia intravedere raramente qualche spicchio del lago di Molveno. La salita è un po’ lunga e noiosa, ci distraiamo un poco ammirando le incredibili forme degli enormi alberi, soprattutto faggi e larici, contorti e a volte simili a grossi animali preistorici.

il passo di San Giovanni

Finalmente il sentiero si fa più agevole e ci regala un traverso da cui ammirare lo splendido lago e una parte delle pareti del Brenta che si alzano sopra i boschi. Proseguiamo e sbucando fuori dal bosco incrociamo una forestale che in pochi metri ci porta al Passo di San Giovanni, m. 1674. Siamo poco allenati e ci abbiamo messo due ore e mezza per arrivare sin qui, dove troviamo i primi escursionisti, molto rilassati, che devono essere saliti per la forestale e folti gruppi di ciclisti in groppa alle loro mountain bike. La vista si apre su bellissimi pascoli e, guardando i cartelli del crocevia, su numerosi itinerari. Noi imbocchiamo a sinistra il sentiero 602, passato un piccolo bosco di abeti la stradina si snoda in mezzo a meravigliosi prati verdi con le colorate fioriture degli astri alpini e altri bellissimi fiori di ogni tipo, stupendo giardino naturale impreziosito dalla vista del monte Bondone davanti a noi, del Brenta alle nostre spalle (obbligatorio voltarsi!). Dopo il percorso in piano, nei pressi di una malga il sentiero sale a sinistra, continuiamo per i tornanti della stradina e, trascurando sulla destra la deviazione per il Bait del Germano che pensiamo di toccare al ritorno, raggiungiamo la conca dove sorge Malga Covelo, 1781 m. Accanto c’è una piccola cappella, ci piacerebbe fotografarla, ma una famigliola di turisti tedeschi si è disinvoltamente seduta sull’altare per consumare i panini e ci allontaniamo.

Il passo di San Giacomo

Da qui saliamo ancora, seguendo al crocevia le indicazioni per il Passo di San Giacomo; la stradina passa tra cespugli di rododendri fioriti e verdi mughi, sui pascoli che ci sembrano infiniti le minuscole baite in pietra sono sparse qua e là, un tempo erano ricoveri o fienili, ora sono state recuperate con gusto e sono frequentate dai proprietari.
Guadagnato il Passo di San Giacomo, 1962 m., l’ultima fatica per raggiungere Cima Canfedin a quota 2034 m., la Croce e la bandiera con il libro di vetta.
Sono le ore 14. Il panorama è grandioso e vastissimo nonostante le velature nuvolose che ci nascondono il Brenta. Vicino alla croce c’è un osservatorio panoramico e possiamo “chiamare per nome” tutte le vette che ci circondano a 360 gradi, anche le più lontane delle Alpi Orientali. Da questa terrazza naturale ammiriamo a picco sotto di noi la Valle dell’Adige, Trento, la Valle dei Laghi Lamar, Santa Massenza e Toblino, giù fino al Lago di Garda. Ci pare di poter toccare la Cima della Paganella, il Palon e le Tre Cime del Bondone: Doss d’Abramo, Cima Verde e Cornetto. Dopo una sosta per consumare i nostri panini, non ci facciamo scappare il monte Canfedin 2046 m., la cima sorella, sede di una “biblioteca” di volumi rocciosi.

e il Ritorno a Molveno

Ci arrampichiamo sulle “pagine” che affiorano tra i mughi, per fortuna questo è il periodo della fioritura e le rocce e i prati sono piene di fiori, rododendri, botton d’oro, ci sono anche delle bellissime stelle alpine. Anche qui il panorama spazia fino all’infinito. Per il ritorno tagliamo per i prati, tocchiamo l’orlo del Boal, un bellissimo anfiteatro roccioso dove gli spalti sembrano sedili per spettatori giganti e seguendo i cartelli facciamo la deviazione – scorciatoia per il “Bait del Germano”. Lasciamo l’altopiano prativo scendendo abbastanza ripidamente fino al ristoro, metri 1800, che però per quando arriviamo è chiuso, purtroppo niente birre. Il Bait deve essere un bel richiamo, all’andata avevamo visto parecchia gente, c’è anche l’area giochi per i bambini con un bellissimo scivolo che Paola ha provato! Continuiamo la discesa per la scorciatoia e raggiungiamo il Passo di San Giovanni. Qui invece di tornare per la stesso itinerario del mattino, prendiamo il sentiero 644 “de la Mars” che con un lungo (molto lungo) percorso prima si allontana dal lago verso ovest, poi scende ripido e finalmente si decide a piegare verso Molveno. Il sentiero però è più panoramico e vario, si inoltra in bei boschi con enormi alberi, esce su cenge con vista sul lago, passa tra gli affioramenti di bianche rocce, le “Paretine Bianche” prima di riportarci al Lago di Molveno. Finalmente sbuchiamo sulla strada, attraversiamo e terminiamo camminando sul percorso pedonabile lungolago, arrivando all’auto distrutti fisicamente (ma non nello spirito). E’ stata una lunga e appagante escursione da affrontare con un buon allenamento, conoscendo qualcuno della zona sarebbe ideale farsi portare in quota con un fuoristrada… i residenti salgono fino alle casere con la lunga strada che arriva al Passo di San Giacomo, noi ci accontenteremo di arrivare montati a quello di san Giovanni! La Paganella in una canzone popolare della Coro della S.A.T viene cantata come la cima più bella del trentino, ma è anche la più urbanizzata con le sue decine di antenne, piste da sci e gli impianti di risalita che la rendono un po’ meno affascinante ma sempre panoramica. Molveno è un paese con numerose strutture alberghiere, tuttavia il nucleo primitivo con le case e la chiesa, ha le caratteristiche di un villaggio alpino tentino. Buona anche l’offerta gastronomica che stavolta abbiamo mancata. Dal paese sono possibili numerose escursioni anche sul Brenta, per sentiero o agevolati da impianti di risalita, segnaliamo l’Altopiano del Pradel. Peccato non aver incontrato l’orso.

Autore/i: Salvatore Stringari e Paola Gardin
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Correzione testo di Paola G.
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