537 Ponte Avis Anello del Sengio Alto

Ponte Avis Malga Cornetto
Malga Cornetto m. 1220, -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Ponte Avis – Anello del Sengio Alto

Data: 26-6-2020
Cima: La Sisilla 1621 m.s.l.m.
Gruppo Montuoso: Sengio Alto
Cartina: Tabacco foglio 056 Piccole Dolomiti – Pasubio
Segnavia: primo tratto del 175, Strada del Re e Ponte Avis, 170 E5, Sentiero della Pace SP,
Tipologia sentiero: Escursionistico
Quota partenza: 1195 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 1621 m.s.l.m
Dislivello: 426 m.
Tempi di percorrenza*: in giornata
Difficoltà*: Escursionistica
Giro: Anello
Punti di appoggio: Passo Pian delle Fugazze, Malga Cornetto, Rifugio Campogrosso, Malga Boffetal
Acqua, sorgenti: una fontanella sulla “Strada del Re”
Località: Passo Pian delle Fugazze, Passo di Campogrosso
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì a pagamento
Tappe del percorso: Passo Pian delle Fugazze 1162 m., Malga Cornetto 1220 m., Strada del Re, Ponte Avis, Passo di Campogrosso 1443 m., La Sisilla 1621 m., Malga Boffetal, 1435 m., sentiero 170 E5 SP, Selletta Nord Ovest 1611, Passo Pian delle Fugazze
Partecipanti: Autori
Autore/i: Salvatore e Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Anello del Sengio Alto

Premessa: Oggi con la nostra lunga escursione abbiamo aggirato il Sengio Alto, un sottogruppo delle Piccole Dolomiti, in territorio a cavallo tra Veneto e Trentino. Partiamo dal Passo Pian delle Fugazze e, andando in senso orario, percorriamo la “Strada del Re” fino al Ponte Avis, raggiungiamo il Passo di Campogrosso, passiamo per Malga Boffetal e valicando la selletta Nord-Ovest completiamo il giro ad anello tornando al passo Pian delle Fugazze. L’ambiente è bellissimo, mutevole, malghe, pascoli, fioriture, resti di opere militari sotto le pareti del Baffelan, del Coston della Sisilla, del Cornetto che a volte solo intravediamo tra le nebbie e a volte si rivelano in tutta la loro verticale bellezza.

L’escursione in dettaglio:

al Ponte Avis

Da Rovereto saliamo per la strada a tornanti per la Vallarsa fino al Passo Pian delle Fugazze 1162 m., dove parcheggiamo. Prendiamo la strada asfaltata che porta all’Ossario del Pasubio, in breve superiamo Malga Cornetto m. 1220, aperta, nei prati pascolano tranquille le mucche, trascuriamo il sentiero, sulla destra, che sale al Vajo Stretto (percorso alpinistico) e raggiungiamo il bivio per l’Ossario, che lasciamo alla nostra sinistra. Continuiamo sulla strada a destra, interdetta al traffico, opera del nostro Genio Militare: è conosciuta come la “Strada del Re” perché venne inaugurata nel 1918 da Vittorio Emanuele III e costituiva il collegamento per le postazioni di arroccamento sul Cornetto e Sengio Alto, ai lati sono ben visibili alcuni cippi in pietra del 1918. L’asfalto è stato abraso dalle intemperie e la vegetazione sta prendendo piede, fiordalisi, campanule, orchidee e bellissime fioriture di maggiociondolo ci accompagnano per via. Superiamo una fontanella, l’unica che notiamo in tutto il percorso, trascuriamo, sulla destra, il sentiero CAI 175 per la Selletta dell’Emmele e il Monte Cornetto e continuiamo ancora per un poco, fin dove la Strada del Re è interrotta da una frana, i lavori di ripristino pare siano in corso.

il Ponte Avis
il Ponte Avis -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Siamo giunti comodamente, in circa tre quarti d’ora, al Ponte Avis (costruito nel 2017 col contributo dell’Avis e perciò dedicato ai donatori di sangue) una passerella di corde d’acciaio sospesa sulla profonda forra, che permette di raggiungere l’altro versante. Il ponte è conosciuto impropriamente come “ponte tibetano” e attira moltissima gente, oggi però incontriamo poche altre persone, complice il tempo non proprio stabile. Meglio così, possiamo attraversare noi soli la stretta e oscillante passerella che supera il vallone, in parte colpito dalla frana che si è portata via un pezzo della strada del Re. Ci diamo il tempo per osservare verso sud il panorama sulle colline boscose cosparse di paesetti e verso nord la visione delle pareti est del Baffelan, che ci sovrastano, seminascoste dalle nuvole.
Proseguiamo il cammino sulla strada sempre contornata da fiori e maggiociondoli e raggiungiamo località Loffa m. 1420 dove tralasciamo un altro innesto per la selletta Emmele (sentiero CAI 175 A) continuando per Passo Campogrosso.

Arrivando a Campogrosso

La vegetazione cambia, i mughi prendono il posto dei maggiociondoli e i prati quello dei boschi, siamo in prossimità della Malga Baffelan in bella posizione in mezzo ai pascoli pieni di botton d’oro. La casera però è chiusa e non sappiamo se venga ancora utilizzata. Saliamo leggermente (lasciamo sulla destra il sentiero CAI 177 per il Boale del Baffelan EE, per esperti) e poi tagliando i tornanti attraverso i prati scendiamo fino alla Malga Campogrosso e da qui raggiungiamo il vicino Passo Campogrosso e il Rifugio omonimo a m. 1460. Il passo è raggiungibile da Recoaro Terme su strada provinciale costruita nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Ponte Avis Rifugio Campogrosso
Passo di Campogrosso e il Rifugio -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Siamo in un luogo ricco di memoria, facciamo una breve sosta per leggere i pannelli descrittivi, siamo sul valico alpino che ora separa (o collega, secondo i gusti) il territorio vicentino dal trentino dividendo il gruppo del Carega dal Sengio Alto, ma un tempo era il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico, prima ancora, come indicato sui cippi posti nel XVIII secolo, il confine tra la Repubblica di Venezia e i domini austriaci del Sacro Romano Impero.

Alla Sisilla 

Sopra di noi si erge la parete della Sisilla, che gioca a nascondersi e rivelarsi tra le nubi. Il tempo sembra minacciare pioggia, ci pare impossibile per oggi raggiungerne la cima e per il momento ci accontentiamo di visitare le postazioni alla base della parete e alcune caverne che potevano ricoverare un centinaio di uomini ciascuna. Sopra di noi, le cime dove passava la prima linea del fronte durante la Prima Guerra Mondiale. Guardiamo con un po’ di invidia un gruppo di alpinisti che si esercitano sulla roccia, questa è una “palestra” usata dagli arrampicatori vicentini fin dal dopoguerra. Ritorniamo al passo e ci avviamo per il sentiero CAI 170 E5 per Malga Boffetal e Pian delle Fugazze, aggirando il Coston della Sisilla verso nord-ovest. Un sentierino, segnato dal cartello “Caposaldo di arroccamento” ci attira irresistibilmente verso la cima: pioggia o vento, adesso saliamo velocemente la ripida traccia e troviamo, quasi in cima, la ricostruzione del caposaldo militare. Le nuvole ci avvolgono ma con l’aiuto delle catene di sicurezza saliamo i pochi metri che ci separano dalla vetta e raggiungiamo la statua della Madonnina della Sisilla, 1624 metri. E’ un peccato che il panorama ci venga negato, siamo in cima alla pala, in verticale sul Passo di Campogrosso e col bel tempo avremmo spaziato su tutta la pianura vicentina!

Ponte Avis Caposaldo e Cima
Ponte Avis Caposaldo e Cima -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Ritorniamo al bivio e continuiamo il nostro giro per completare l’anello andando sempre verso nord-ovest, sotto le pareti del Sengio Alto. Volgendoci indietro, vediamo che ora il sole ha liberato le cime dalle nuvole, che rabbia, ma è un continuo mutamento di meteo, le nebbie si riversano dalle vette da sud verso nord come pigre cascate, forcelle e pinnacoli appaiono e scompaiono alla vista. Procediamo nel bosco e poi sbuchiamo negli ampi pascoli che portano a Malga Boffetal, immersa nel verde della conca prativa, punteggiata dai bei gigli di San Giovanni, dal vivo color arancione.
Questa volta facciamo una pausa, la Malga è chiusa, per fortuna siamo attrezzati con pranzo al sacco. Nei prati pascolano alcune manzette, il posto è molto bello e rilassante, facciamo un giretto d’ispezione e notando il cartello “Malga Bovental” ci viene il dubbio di aver sbagliato posto, anche perché un’altra grossa malga è visibile su un colle vicino, in direzione di Campogrosso.

il ritorno al Passo Pian delle Fugazze

Il posto ha semplicemente una doppia denominazione, da qui potremmo raggiungere in un’ora il punto di partenza per la Strada delle Sette Fontane, interdetta al traffico, ma scegliamo di fare un po’ più di fatica e salire alla Selletta Nord Ovest 1611 m. (sentiero E5 n. 170 CAI). Il percorso è in salita, ma non troppo ripida, ci voltiamo spesso per il panorama: le articolate pareti della catena del Sengio alte sui pascoli, malga Boffetal che si allontana sempre più e la forcella che si avvicina.

Ponte Avis Malga Boffental
Malga Boffental -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Prima della selletta trascuriamo a malincuore la deviazione per il Passo degli Onari, un percorso in parte attrezzato che si snoda tra gallerie e guglie, interessante per le postazioni di tiro, lasciamo anche per un’altra volta la salita al Cornetto e caliamo per ripidi tornanti nel bosco di faggi fino a ritornare al Passo Pian delle Fugazze e al ristoro dove ci concediamo due belle birre.
Nel ritorno a casa, poco prima di Rovereto, facciamo una deviazione per l’Eremo di San Colombano, arroccato su una parete a strapiombo sul torrente Lete. Oggi è chiuso, non sappiamo se per le restrizioni Covid, facciamo alcune foto e scendiamo per una mini-ferrata fino al greto del torrente, nella forra, dove mettiamo i piedi in acqua. E’ un ambiente selvaggio, molto bello, a due passi dalla città. Ci siamo ritemprati un poco, il lungo giro si è fatto sentire, ritorniamo all’auto e guadagniamo la strada di casa.

Anello del Sengio Alto

Fatto!

Note: fino al l’Ossario del Pasubio, che consigliamo di vedere, si può anche arrivare in auto dal Pian delle Fugazze, il parcheggio è gratuito per due ore e riservato per la visita al monumento.
Il giro ad anello che abbiamo descritto è un’escursione lunga ma facile, altri percorsi sono più impegnativi, segnaliamo la traversata dell’intero gruppo del Sengio tramite il sentiero storico di arroccamento, la salita al Cornetto, il sentiero del Vajo Stretto in parte attrezzato (descritto in questo blog). Numerose sono le possibilità di collegare in tutto o in parte i sentieri che solcano queste bellissime creste.
Malga Boffetal apre in periodo estivo su prenotazione, è presente in una pagina Face book.
Dal Rifugio Campogrosso sono possibili altri bellissimi itinerari.
Sal e Paola. -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

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