539 La Val Montina e la sua Area Wilderness

Val Montina
Ponte (tibetano) Passerella di Val Montina – © Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

Area Selvaggia Val Montina

Data: 19-7-2020
Cima: nessuna
Gruppo Montuoso: Duranno
Cartina: Tabacco foglio 017 Dolomiti di Auronzo e del Comelico
Segnavia: Veneto Agricoltura
Tipologia sentiero: Escursionistico
Quota partenza: 584 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 747 m.s.l.m
Dislivello: 160 m.
Tempi di percorrenza*: da Ansogne 15 minuti per la Passerella, 30 minuti per la Casera (sentiero naturalistico), un paio di ore il nostro percorso.
Difficoltà*: facile Escursionisti
Giro: A/R
Punti di appoggio: nessuno
Acqua, sorgenti: no
Località: Perarolo, Ansogne Zona Industriale
Copertura cellulare: parziale
Parcheggio/i: sì a Ansogne
Tappe del percorso: Ansogne 584 m. – Passerella Pedonale della Val Montina 561 m – Casera Val Montina 629 m. – Torrente Val Montina 687 m. -ritorno-
Partecipanti: Autori
Autore/i: Sal e Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Come iniziare questo racconto? …con 220 anni di ritardo rispetto all’America, il 1 luglio del 1994 è stata istituita l’area “Wilderness Val Montina” (che tradotta vuol dire Area SELVAGGIA, ma in britannico fa più fine…), prima tra quelle dell’arco alpino europeo.

Corre l’anno 2020…

Premetto che frequento il Veneto e le sue Dolomiti solo dal 2010 e non conoscevo quest’area selvaggia. Decido quindi di andare alla scoperta di questo luogo impervio e ostile, non urbanizzato, anche se l’uomo ha cercato e cerca tutt’oggi di averne ragione… ma si sa madre natura comanda e l’uomo obbedisce.
Prima di raccontare la nostra avventura vorrei fare un po’ di storia per darvi delle informazioni sulla prima area selvaggia in Europa, ogni tanto ci vuole, dico, un po’ di storia, ho cercato informazioni in internet e ve le voglio trasmettere con le mie parole, ma vi annoiereste, per cui PRIMA l’escursione e POI per i più coraggiosi, la storia.

L’escursione in dettaglio:

la Partenza:

Ansogne è il punto di partenza, anche se alcuni siti internet parlano di un collegamento tra Perarolo e il giardino della Regina Margherita e la passerella. Ora, per raggiungere un’area Wilderness “selvaggia, impervia ecc. ecc.” un sentiero che inizia in un’Area Industriale non è il massimo! Certo c’è il parcheggio, cosa che la rende fruibile a tutti. La partenza da Macchietto però potrebbe essere menzionata, o reclamizzata, ci sarebbe un sentiero da Macchietto che scende, attraversa il Piave su una passerella, per poi raggiungere la Casera e successivamente il sentiero natura e la Passerella sulla Val Montina. Ecco un semplice e facile giro ad anello.

Area Selvaggia della Val Montina e Passerella.

Voglio fare un passo indietro, tra il 2018 e il 2019 ci siamo recati spesso in Cadore, dove abbiamo anche degli amici, per numerose escursioni, e tra Macchietto e Ansogne, by-passando Perarolo e il fiume Piave sul viadotto ad un certo momento noto questa Passerella sorta quasi come un fungo dopo la pioggia e la luna buona, gettata sulla forra a destra.
E’ un attimo ma scendendo lentamente incolonnati è impossibile non riguardarla e chiedo a Paola: “Ma che valle è quella?”
“La Val Montina, una zona selvaggia, poco frequentata, c’è un sentiero che porta al bivacco Baroni, ma non ci sono mai stata”
Ribatto: “L’hai vista la passerella là in mezzo?”
“No -risponde Paola- Ma là in mezzo alla forra? Ora la vedo…”
Poi entriamo in galleria e ce ne dimentichiamo fino al prossimo passaggio di ritorno. “Prima o poi ci dobbiamo andare!”
Magari non è una gran cosa ma ci voglio andare come un bambino curioso.

Val Montina
Ponte tibetano Passerella Val Montina – © Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

 Area Selvaggia Val Montina

Arriva il 17 luglio 2020, e finalmente siamo al cospetto di questo ardito ponte di corde, di cui abbiamo trovato su internet descrizioni entusiastiche.
Parcheggiamo presso la Zona industriale di Ansogne (Perarolo) dove due cartelli descrittivi ci indirizzano nella giusta direzione.
Carichi come mai di entusiasmo partiamo per raggiungere l’accesso alla nuova passerella sul torrente Val Montina, un corso d’acqua che si getta sul Piave uscendo da una forra e allargandosi su un vasto greto, portando tonnellate di ghiaia e sassi.
Percorsi alcune decine di metri ci imbattiamo nell’ ordinanza del Comune di Perarolo che vieta il transito pedonale e ciclabile a causa dei disastri Vaia del 31-10-2018.

Ci guardiamo in faccia io e Paola.
Due anni che vogliamo percorrerla…
Sono le 9, abbiamo fatto una coda di un’ora in auto, improponibile nel 2020!
Mollare la preda ora?
Andiamo, magari si passa ugualmente.

La Passerella è intatta, l’attraversiamo, a parte l’emozione di essere sospesi sulla profonda valle, il ponte è completamente protetto e oscilla solo impercettibilmente, ma questo non mi emoziona e non mi fa paura!
Arrivati dalla parte opposta non ci sono indicazioni per la vicina Casera Val Montina, che dovrebbe distare pochi minuti, solo discosto troviamo l’indicazione “Sentiero Natura” il cartello è posizionato in modo strano e imbocchiamo la traccia evidente che si inoltra nella forra della Val Montina, seguendo a ritroso il torrente che rumoreggia in basso, a strapiombo.
Il sentiero è bello, con protezioni in ferro e cemento, ci pare poco Wilderness ma seguiamo la suggestiva, larga e comoda cengia che solo in un punto mostra un cedimento, superabile.

Arriviamo a una galleria “Finestra numero 4 Val Montina (97) impianto idroelettrico di Soverzene (ENEL)” e il sentiero finisce, ma una traccia continua a lato sulla sinistra della galleria.
Forse è qui che comincia il percorso impervio e selvaggio e in effetti arriviamo a una grotta.
La traccia scompare: che ci voglia una parola magica per entrare in questo regno?

“No aspetta, mi sembra che continui ancora a sinistra, scendiamo per qualche metro” .
La traccia scende ripida e tortuosa e poi scompare definitivamente sui massi del torrente dove la forra si fa più stretta, il corso è impetuoso e ci rendiamo conto di aver sbagliato strada, questa non corrisponde alle descrizioni. E non vogliamo proprio sfidare l’area selvaggia.
Dietro frooont.
Ritorniamo alla Passerella e questa volta individuiamo l’erboso e seminascosto “sentiero natura” che sale verso l’alto nel bosco, raggiungiamo un punto panoramico e una tabella descrittiva, proseguendo fiduciosi per la labile traccia giungiamo a un bivio, il sentiero natura continua dritto avanti a noi, mentre un “Sentiero Escursionistico” sale nel bosco.
Ci siamo!
Fin qui nessun effetto Vaia, tra gli alberi intravediamo in basso uno spiazzo prativo, che sia la Casera Val Montina?
Ci abbassiamo di qualche metro, ma sì, eccola, questa antica Malga abbandonata e ricostruita, difficilmente raggiungibile prima della costruzione della passerella.
Tra divagazioni e errori di navigazione ci arriviamo da Ansogne in circa 40 minuti.
CHIUSA!!!… La casera sembra una cattedrale nel deserto…cioè nella radura liberata dagli alberi, non sappiamo se per disboscamento dell’ex pascolo o per effetto di Vaia: Tutt’attorno alla grande costruzione i lavori sono stati lasciati a metà.

Poco lontano, i ruderi di una costruzione, un’antica chiesetta.

Casera Val Montina -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

Questo luogo sarebbe molto bello, vicino a Perarolo e affacciato sulla valle del Piave, ma ora c’è solo silenzio e una Casera che guarda i monti in solitudine.
Riprendiamo il nostro intento di esplorare questa zona e decidiamo di seguire le indicazione per il “Sentiero Escursionistico” lasciamo alle nostre spalle la malga e saliamo per il sentiero, superiamo una tabella descrittiva che indica una carbonaia, uno dei numerosi “Aiàl” dove veniva prodotto il carbone vegetale e proseguiamo in quota, quasi in piano, immersi nel bosco.
Attraversiamo il greto di un torrente asciutto che scende dal ripido versante della montagna e continua giù, in verticale nella forra e giungiamo a una passerella metallica, un cordino, che non serve a nulla o a poco, ci conduce avanti, su cengia larga che costeggia ripidi e profondi dirupi.

Giungiamo ad un altro ponticello, continuiamo sul sentiero ora poco marcato ma intuibile e giungiamo ad un bivio con indicazioni.

Val Montina
Il Ponte Val Montina intatto – © Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

Tralasciamo la traccia che sale a destra e scendiamo, gli scalini di legno sono oramai provati dalle intemperie, ma sono sostenuti da paletti in ferro e siamo incoraggiati a scendere una ripida palina che piano piano si appiana e ci porta sul fondo della forra, l’acqua del torrente scorre impetuosa tra i massi, l’ambiente è veramente dantesco e primordiale.
I resti di un ponte di legno, pochi pali tristemente infissi tra i macigni, ci fanno comprendere il messaggio aggiunto a penna sul cartello del bivio: “NO PONTE” e la data recente.

Questo è il punto di attraversamento, per completare l’anello ma il sentiero di rientro prosegue sull’altra sponda, dove su una cengia vediamo un cordino metallico. A questo punto potremmo anche tentare di attraversare il torrente, nonostante la buona portata di acqua, ma poi dovremmo arrampicare con gli scarponi bagnati sulla roccia liscia e umida affidandoci ad un pezzo di corda penzolante, lasciata lì da qualcuno.
Il ponte è distrutto, il transito è vietato da un’ordinanza, se per caso ci trovassimo nei guai…cavolo nostri e saremmo anche in torto marcio.
Non voglio rischiare soprattutto per Paola che ringrazia, anche se con dispiacere per la mancata esperienza in zona impervia e selvaggia.

Dietrofront ancora una volta!

Val Montina
Val Montina Il ponte distrutto da Vaia – © Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

Ritorniamo per lo stesso sentiero alla casera e da qui cerchiamo di raggiungere almeno Macchietto per il sentiero natura, ma anche questa scelta si rivela infruttuosa: dopo un centinaio di metri nel bosco un altro cartello, quello del Sentiero C.A.I 399 che da qui prosegue per il bivacco Baroni (interdetto ufficialmente causa Vaia) quello per Macchietto porta un’altra aggiunta a penna: “passerella distrutta” e questa volta ci crediamo sulla parola e abbandoniamo questa selvaggia valle, un po’ delusi ma incolumi, tornando alla Passerella Tibetana da Casera Valmontina in cinque minuti.
Da Ansogne vediamo che la passerella sul Piave è in effetti completamente rotta “intorcolada” dalla furia di Vaia. Che peccato.

Attenzione gran parte delle info sono reperibili tramite i cartelli illustrativi.

La Storia:

Iniziamo dal lontano 1986 quando la Regione Veneto adotta il Piano Territoriale Regionale nel quale è prevista la possibilità di istituire delle “Aree Wilderness”.
solo un anno dopo quindi nel 1987 è l’azienda Regionale delle Foreste del Veneto con acronimo A.R.F che propone di dichiarare “area Selvaggia” la foresta demaniale regionale delle Val Montina e fin qui credo che la storia sia chiara, ma continua a lungo.
Nel 1994 un associazione italiana che si occupa di Aree Selvagge, l’associazione Italiana Wilderness si accorge di questa possibilità e avanza alla A.R.F una dettagliata proposta per l’istituzione dell’Area che l’A.R.F (oggi Veneto Agricoltura) approva.
Passano 5 anni e arriva il 1999 in questo anno viene realizzato un progetto per rendere fruibile questa Area Selvaggia, cioè si progettano i sentieri per percorsi naturalistici e escursionistici.
Ho una domanda.
Ma non doveva già esserci un sentiero?
Se c’era già una Casera, la Casera Val Montina, che dite? Almeno un tratturo… le mucche mica volano?

Ma ben vengano nuovi sentieri e nuovi itinerari naturalistici e escursionistici e altrettanto ben vengano investimenti sulla manutenzione dei sentieri, se servono.
Passano altri 19 anni e nel 2018 viene costruita la Passerella, vertiginosamente sospesa sulla forra della Val Montina, visibile per i non distratti dalla strada statale di Alemagna, realizzata con corde metalliche e un sistema di tiranti capaci di resistere a qualsiasi vento o potenti intemperie. Un ambizioso progetto che, insieme al recupero della Casera vicina, dovrebbe attirare visitatori e turisti, l’idea è di collegare il “Parco della Regina Margherita” di Perarolo con la Casera Valmontina, storico fabbricato in completo abbandono. La Casera viene ricostruita a nuovo, dovrebbe diventare una base didattico – educativa e valorizzare la ricchezza naturalistica di questa zona impervia e bellissima della Foresta Regionale di Valmontina e con ciò risollevare le sorti del paese di Perarolo, relegato sul fondo della valle del Piave.
IL costo (tratto da internet) è coperto da finanziamenti regionali ed europei (FERS) per circa 800.000 €.
Apertura al pubblico della spettacolare passerella, 24 giugno 2018. Ma…ci si mette il diavolo!
Il 31 ottobre 2018 arriva la Tempesta VAIA, che anche in Val Montina ha un effetto devastante, la passerella rimane intatta, perfetta, grazie alla sua struttura ingegneristica, ma i bei percorsi naturalistici ed escursionistici sono rovinati.

Altre considerazioni e un po’ di polemica:

Il ponte pedonabile erroneamente chiamato ponte tibetano è reclamizzato come capace di emozionare anche l’escursionista più esperto, e certo! dopo aver fatto magari ore di coda da Ponte nelle Alpi a Longarone e a Perarolo, uno, un po’ di emozione se la aspetta.
E ancor di più il poter percorrere oltre al ponte, per il quale ci vogliono non più di 15 minuti di stradina, anche i sentieri che sono compresi nell’area Wilderness di Veneto Agricoltura e del Comune di Perarolo.

Noi siamo arrivati qui attirati dalla passerella di corde sospesa sulla magica Val Montina e come noi potrebbero arrivare numerosi turisti ed escursionisti.
Speriamo che tutte queste opere non vengano abbandonate, ma riprese e valorizzate al più presto come per i sentieri e i ponti minori. Lo auguriamo di tutto cuore agli abitanti dei paesi interessati e ai loro rappresentanti.

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Grazie.
Salvatore e Paola.
– © Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

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