549 Monte Pietralata

Monte Pietralata
la cima del Monte Pietralata -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Monte Pietralata

Data: 03-09-2020
Cima: Pietralata
Gruppo Montuoso: Appennino Pietralata Paganuccio
Cartina: riserva naturale del Furlo
Segnavia: CAI 449
Tipologia sentiero: Escursionistico
Quota partenza: 180 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 889 m.s.l.m
Dislivello: 709 m.
Tempi di percorrenza*: in giornata
Difficoltà*: Facile Escursionistico
Giro: Anello
Punti di appoggio: al Passo del Furlo
Acqua, sorgenti: no
Località: Passo Furlo
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì
Tappe del percorso andata: Passo del Furlo dalla Golena m. 186 alla Diga Enel m. 180, sentiero 449, bivio 449A, Terrazza del Furlo, ex Rif. Furlo m. 626, Terrazza Alta, sentiero 449B, strada, bivio 441, Monte Pietralata m. 889; ritorno: Monte Pietralata, sent. 441 strada panoramica a tornanti fino alla Golena.
Partecipanti: gli autori
Autore/i: Paola e Salvatore
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

il ritorno

dalla Puglia al Passo del Furlo non è così breve, partiti ieri mezzogiorno dal camping Baia Falcone arriviamo a sera all’area alberata della Golena, al Passo Furlo.
Ci piace così tanto questa gola sugli Appennini, da quando un anno fa ci passammo per curiosità, andando dalla bella Gubbio a Fano.

Monte Pietralata

Giovedì 3 settembre il tempo è bello, lasciamo il camper nel parcheggio in riva al fiume Candigliano, il campeggio è vietato, e scendiamo lungo la forra per il percorso già fatto quattro giorni fa, fino a raggiungere il parcheggio vicino alla Diga Enel a m.180 di quota.

Da qui parte il sentiero 449 su cui ci inerpichiamo, ci è stato descritto come erto, a tratti esposto e scivoloso, certo non è piano ma nemmeno difficile, qui non hanno idea di come siano ostici certi sentieri dolomitici.

Ci alziamo per circa un’ora e mezza in mezzo a un bosco misto, roverelle, aceri, ornielli, carpino nero, stranamente silenzioso e privo di suoni a parte qualche raro richiamo di volatili.

Costeggiamo il Fosso del Ri uscendo per un poco dalla vegetazione e passando sotto ripide pareti, a quota 364 m. troviamo un bivio, tralasciamo il 449B sulla destra e continuiamo per il nostro che sale sempre nel bosco. Dopo poco siamo in cengia, il bosco si dirada e possiamo vedere dall’alto la forra con la Diga dell’Enel. Non ce ne rendiamo conto, ma sotto di noi, nel ventre della montagna, passano i tunnel lunghi tre chilometri della superstrada.

Monte Pietralata
Paola Monte Pietralata -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

La traccia sale ancora nel bosco fino al bivio successivo a quota m. 629 a sinistra si va alla Terrazza Bassa e poi al Rifugio Furlo, a destra si sale alla Terrazza Alta, in pratica è un anello.
Prendiamo a sinistra, finalmente un poco di discesa ci voleva, in breve arriviamo alla Terrazza Bassa, m. 610, un largo spiazzo panoramico protetto da balaustra da cui ammirare la gola sottostante e il Monte Paganuccio che ci è di fronte. Il sentiero prosegue in bella cengia, protetta dalle rocce a monte e da uno steccato a valle, dopo pochi minuti arriviamo in vista del Rifugio Furlo, m. 626, purtroppo chiuso per restauro, posto in una radura alberata.

Poco oltre il rifugio troviamo la strada che sale a tornanti verso il Monte Pietralata, noi però imbocchiamo il sentiero (segnavia) che in salita porta alla Terrazza Alta, m. 675, lungo il percorso troviamo un manufatto con scolpito l’emblema del Fascio.

Monte Pietralata
la terrazza Monte Pietralata -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

La quota della Terrazza sembra irrilevante, ma ci troviamo su uno sperone roccioso a picco sulla forra, il panorama è vastissimo, vediamo dai rilievi dell’Appennino Umbro-Marchigiano alla pianura, dove si intuisce il mare Adriatico. In basso il fiume Candigliano fa il suo ingresso nella gola scorrendo sinuoso, di fronte a noi le pareti verticali del Paganuccio su cui nidificano le aquile. E le vediamo davvero, ecco una coppia di aquile che si alza e vola a grandi giri nel cielo, uno spettacolo unico.
Diritti in piedi sulle pietre, seguiamo le evoluzioni dei rapaci finché scompaiono.

Ma che strane queste rocce. Ci sembrano in parte artificiali, facendo due più due ci rendiamo conto di camminare su quel che resta del famoso “profilo del duce” l’opera voluta dalla Milizia Nazionale Forestale in onore di Mussolini modificando la cresta del Pietralata rivolta alla gola, un “monumento” visibile sia da Acqualagna che da Fossombrone. Il duce passava per il Furlo recandosi da Predappio a Roma e viceversa, fermandosi all’Albergo sul passo, dove ancora oggi è visitabile la sua camera.
Realizzata nel 1936 con la collaborazione degli scalpellini locali, la “scultura” lunga circa 180 metri fu criticata perché il profilo, invece di essere diritto, era “appoggiato” dando l’idea più di un uomo dormiente che di un duce vigile e virile.

Monte Pietralata
il volto del Mussolini, Monte Pietralata -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Per fortuna l’obbrobrio venne preso a cannonate dagli alleati e fatto in parte saltare con la dinamite dai partigiani. Il Ministero dei Lavori Pubblici dopo la guerra stanziò i soldi per abbatterlo del tutto in quanto minacciava di crollare sulla strada Flaminia, ma una parte della cifra fu destinata a ricostruire la strada per le cave, necessarie alla ricostruzione dei paesi , purtroppo devastando il paesaggio. 

Lasciamo la Terrazza Alta e le enormi mura diroccate salendo dritti per il sentiero 449B che dopo poco si spiana e poi scende tra prati e boschetti, tralasciamo a destra il sentiero 440 che scende e incrociamo la strada bianca (carrozzabile) che conduce al Monte Pietralata. Tagliamo il primo tornante per sentiero 440 immerso nel bosco, ma poi lo abbandoniamo preferendo salire per la sterrata fino al punto dove si gettano i parapendii (cartello). La strada prosegue lungamente per il Monte Bregno, noi invece prendiamo subito a sinistra il sentiero 441 e saliamo una dorsale prativa che finalmente, costeggiando una macchia di alberi, ci porta sulla cima del Pietralata, m. 889.

Dire “cima” è improprio, ci troviamo su un falsopiano vastissimo, una spianata di pascoli che potrebbe ospitare comodamente l’aeroporto di Belluno o una serie di campi da calcio. Camminiamo per un bel pezzo, fino a portarci dove i prati declinano dolcemente e vedere il panorama opposto al Paganuccio e alla Gola del Furlo, una serie infinita di dorsali, colline e vette appenniniche di cui ignoriamo il nome. Poi torniamo indietro, la vista è a 360 gradi, lo sguardo si spinge lontano, fino al susseguirsi di colline che precedono la linea di costa, fino al mare e al profilo del Monte Conero.

Monte Pietralata
sulle labbra di Mussolini Monte Pietralata -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Ci fermiamo per il pranzo a sacco e poi scendiamo per la strada a tornanti, passiamo nuovamente nei pressi del Rifugio Furlo e continuiamo a scendere sempre per la sterrata di cui a un curvone vediamo il lunghissimo sviluppo. Non ci scoraggiamo, ci aspettano parecchi chilometri, ma il percorso è facile e panoramico, voltandoci riusciamo a individuare, ad un certo punto, la “Terrazza Alta” con lo sbocconcellato profilo di Mussolini.

Scendendo troviamo alcune diramazioni per le cave, oggi dismesse, un chilometro prima di un piccolo agglomerato di case la strada diventa asfaltata. Il più è fatto, siamo un po’ stanchi, scendiamo gli ultimi tornanti e arriviamo al Passo del Furlo, sopra al parcheggio della Golena.
La sosta al Bar con piadina e birra è più che meritata, purtroppo e tardi per il pranzo è troppo presto per fermarci a cena, il menù marchigiano era invitante!

Raggiungiamo il nostro camper e ci dirigiamo verso la costa dando l’arrivederci al Furlo, a Fano prendiamo l’autostrada e puntiamo a nord, immersi in un tramonto rosso stupendo.
Una luna enorme ci attende a Cesena, facciamo lo stop notturno in una piazzola ignota tra Ravenna e Venezia.
Domani raggiungeremo i nostri monti, il monte Paterno ci aspetta!

Paola e Salvatore.
-© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

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