555 Bunker Rin de Soandre

Bunker Vallo Alpino Littorio
mitragliatrice -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Vallo Alpino del Littorio Rin de Soandre

Data: 10 e 11 settembre 2020
Gruppo Montuoso: Tudaio
Cartina: Tabacco foglio 016 Dolomiti di Centro Cadore
Segnavia: non censito CAI
Tipologia sentiero: Sentiero Storico 
Quota partenza: 878 m s.l.m..
Quota da raggiungere: 897 m  s.l.m. 
Dislivello: minimo 50 m.
Tempi di percorrenza*: un’ ora o poco più
Difficoltà*: Facile portare frontale o pile
Giro: A/R
Punti di appoggio: Chalet Pino Solitario
Acqua, sorgenti: no, torrente
Località: Vigo di Cadore
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì
Tappe del percorso: Chalet Pino Solitario, Opere Militari Rin de Soandre, ritorno Cahlet Pino Solitario.
Partecipanti: gli autori
Autore/i: Paola e Salvatore

Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

da Calalzo a Laggio

la scoperta di questo luogo è nata per caso, dopo aver visitato l’area di Lagole, nel tardo pomeriggio di giovedì 10 settembre ci allontaniamo da Calalzo con l’intenzione di raggiungere il Passo Cibiana ma… sbagliamo direzione…, ci sono lapsus grammaticali e lapsus escursionistici, manifestazione non intenzionale di un desiderio inconscio…
Ormai abbiamo passato Lozzo di Cadore, siamo al ponte sul Piave e al bivio con Vigo di Cadore, abbiamo davanti a noi il Tudaio, salito anni fa e ci ricordiamo di aver lasciato un paletto: visitare le opere militari di Col Ciampon, ai suoi piedi.

Vallo Alpino del Littorio Rin di Soandre

Saliamo a Laggio, scendiamo verso Piniè e raggiungiamo lo spiazzo davanti allo Chalet Pino Solitario, dove gentilmente ci lasciano parcheggiare il nostro camper.
Oramai è tardi per salire a Col Ciampon, ci andremo domattina, intanto per sgranchirci le gambe prendiamo la stradina che porta verso il Tudaio per rinfrescare la memoria… Attraversato il torrente Rin de Soandre (Giao de Ciariè,) invece di proseguire per la strada militare del Forte Tudaio andiamo a sinistra, seguendo il cartello che indica “Opere Militari del Vallo Alpino del Littorio”.
La stradina sterrata corre in costa, dopo poco arriviamo all’ingresso della postazione alta, da una feritoia spunta la canna di una mitragliatrice, la copia di una Breda 37 dotata di caricatori inerti.
La porta in ferro è aperta, un lungo corridoio ci porta all’interno della montagna, visitiamo l’osservatorio e due cannoniere, in una è stato riprodotto il cannone che puntava sull’abitato di Cima Gogna.
Troviamo i cartelli esplicativi e la pianta delle opere con l’avviso che le postazioni sono illuminate automaticamente ogni giorno dalle 10 alle 18.
L’orario sta per scadere, oggi non abbiamo le pile e decidiamo di tornare fuori, scendere i circa 400 gradini e dare rapida occhiata all’opera principale sottostante, sempre scavata nella roccia.
E’ molto vasta con alloggi, depositi, sala radio, costruita a U con due entrate, non ci pare abbia illuminazione la cerchiamo invano.
Un dedalo di corridoi porta alle cannoniere e alle postazioni blindate, tutto era protetto da porte stagne e aveva un gruppo elettrogeno per l’illuminazione e il funzionamento della ventilazione e il filtraggio dell’aria.

Bunker Vallo Alpino Littorio
il lungo corridoio -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

E’ oramai buio, ci riserviamo di ritornare domani con più calma, al ritorno dalla nostra escursione al Col Ciampon.
Per stasera ceniamo al Pino Solitario, la ragazza di sala è molto simpatica, svelta e attenta, ci dà molte informazioni sulle opere militari che vogliamo visitare. Restiamo contenti anche della cucina, ospitalità e cibo sono la caratteristica di questo bel locale.

Bunker Vallo Alpino Littorio
parte della Scala che scende con 400 gradini -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Il giorno dopo realizziamo tutti i nostri propositi, alla mattina saliamo a Col Ciampon, che descriveremo a parte.
Nel primo pomeriggio torniamo al Vallo del Littorio a Rin de Soandre in Val de Ciariè.
La nostra visita, pile alla mano, è più lunga e accurata, notiamo tanti particolari che ci erano sfuggiti. In una stanza c’è una bicicletta, la bicicletta ha una dinamo per la corrente e chi se la sente può pedalare per fare l’elettricità.

Le opere più interessanti sono quelle della postazione bassa, scendiamo nuovamente i 400 scalini (396 per la precisione) e entriamo per uno dei due ingressi.
Questa volta ci muoviamo con molta più disinvoltura percorriamo il labirinto dei corridoi con le deviazioni che portano in tante stanze: il ricovero del presidio che poteva contenere una quarantina di soldati, l’alloggio del comandante, i depositi dei viveri e quelli delle munizioni, la sala radio, le cucine, i servizi igienici, l’infermeria, le cisterne per l’acqua, la stanza per il gruppo elettrogeno. Tutto era separato da porte stagne, alcune ci sono tutt’ora, erano a protezione da ogni esalazione di gas sia interna sia proveniente dall’esterno. 
Ripercorriamo i corridoi che ci portano alle cannoniere e alle postazioni blindate per le mitragliatrici, l’armamento era previsto in cannoni di medio calibro, mortai, lanciafiamme e mitraglie.

Bunker Vallo Alpino Littorio
dormitorio -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Le armi erano rivolte verso Cima Gogna e la vecchia strada che porta in Comelico.
Raggiungiamo un cunicolo verticale, la scala a chiocciola di legno, deteriorata, è stata sostituita con una scaletta metallica che saliamo con cautela e arriviamo alla postazione radio.
Appena fuori dagli ingressi, un sentierino sale in cengia lungo la parete rocciosa, a picco sul Rin de Soandre (Giao de Ciariè), ne abbiamo percorso solo alcuni metri, un’altra traccia scende sempre rasente le rocce nella direzione opposta e continua nel bosco, in direzione della vecchia strada per il Comelico, una terza cala ripida verso il torrente che per curiosità raggiungiamo.
E’ un rio selvaggio, il corso disseminato di grossi massi, le acque precipitano in basso, verso Cima Gogna, con un grande salto.
Ora non ci resta che tornare indietro, ma altri visitatori stanno arrivando, sono senza pile e Salvatore li accompagna all’interno approfittando per fare un altro giro.

Queste opere militari sono state costruite dopo la prima Guerra Mondiale durante il ventennio fascista e, come i bunker abbandonati da noi “scoperti” domenica scorsa al Passo Tre Croci, fanno parte del Vallo Alpino del Littorio, la lunga serie di fortificazioni che si snoda su tutto l’arco alpino, dal confine della Francia a quello con la Croazia. Come per il resto della linea difensiva i lavori furono sospesi nel 1942 e nel dopoguerra le opere furono dismesse e smantellate. In territorio bellunese sono lasciate in degrado, eppure nonostante il saccheggio dovuto ai recuperanti e il passare dei decenni, potrebbero servire da richiamo turistico.

Queste fortificazioni, grazie all’impegno degli enti locali e al lavoro di tanti volontari sono state ripulite, restaurate, messe in sicurezza e aperte al pubblico. Il registro delle visite, posto all’ingresso superiore, porta tantissime firme e giudizi molto positivi, significa che le persone apprezzano che sia conservata la memoria di queste testimonianze storiche.

Esprimiamo la nostra gratitudine e riconoscenza a quanti hanno reso possibile l’apertura di queste opere, questo recupero, forse l’unico nel Bellunese insieme a quello di Col Ciampon, ci ha sorpresi felicemente. Maggiori informazioni su www.laggiodicadore.it dove è possibile fare un’escursione virtuale alle opere militari.

Altre postazioni nei dintorni di Laggio: il bunker a Piniè, visitabile solo all’esterno perché ancora proprietà del demanio; Forte Col Piccolo raggiungibile dal centro del paese; opere militari a Col Ciampon, collegate a Laggio da una stradina-sentiero botanico; appostamenti a Pelos; trincee e postazioni Starezza – Pramossei – Bivacco Spagnolli e naturalmente il Forte Tudaio, da conquistare salendo i tornanti di una lunga strada militare. 

Grazie

Sal e Paola.
-© Copyright 2020 By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Viaggi

 

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