418 Cascata del Bognòn

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la Cascata… © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Titolo: Cascata del Bognòn
Data: 23-3-2019
Cima:
Gruppo Montuoso: Prealpi Bellunesi monte Cesen
Cartina: Tabacco Foglio 068 Prealpi Trevigiane e Bellunesi Monte Cesen Visentin
Segnavia: tracce, in parte su forestali silvo-pastorali semi abbandonate o recuperate
Tipologia sentiero: Forra Escursionisti Esperti (sentiero non censito)
Quota partenza: 780 m.s.l.m.
Quota da raggiungere: 900
Dislivello: -100 +120 totale 320
Tempo*: in giornata 1 ora solo la cascata
Difficoltà*: (F) facile
Giro: A/R
Punti di appoggio: Rifugio Pranòlz
Acqua, sorgenti: sì ruscelli
Località: Trichiana
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì
Partecipanti: gli autori
Autore/i: Paola e Salvatore
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: non avevamo mai sentito parlare della cascata del Bognòn prima di curiosare nel sito della Pro Loco di Trichiana. Oggi partiamo alla ricerca di questo salto d’acqua nascosto in una valle appartata tra il monti Cimone, Boràl e Frontal, senza cartina senza aver scaricato una descrizione. Il percorso che vi raccontiamo era usato un tempo come scorciatoia per scendere dai pascoli di Pianezze fino all’Osteria “La Tussa” proprio di fronte all’attuale Rifugio Pranolz, nostro punto di partenza.

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Rifugio Pranòlz © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

L’escursione in dettaglio: da Belluno ci dirigiamo verso Trichiana, prima del paese voltiamo a sinistra per Frontin e da qui seguiamo le indicazioni per salire a Pranòlz-Melere. Raggiungiamo il Rifugio Pranòlz, chiediamo qualche informazione sull’itinerario al gestore che ci lascia parcheggiare nel piazzale. Saliamo per la strada che continua verso Melère per poche decine di metri, al tornante una stradina asfaltata si stacca sulla destra, indicazioni per “Pian de le Femene –Revine Lago e Pianezze”. Prendiamo questa direzione e poco dopo, prima di un gruppo di case, troviamo una forestale sulla destra, sotto il cartello di divieto di transito c’è un segnale rustico “alla Cascata 1 km circa”. Forse è opera del simpatico signore che ci saluta e ci augura “Buona Passeggiata” dall’uscio della casa vicina. Scendiamo per la strada sterrata, interrotta dopo qualche centinaio di metri da un grande smottamento franoso che comunque passiamo agevolmente. Riprendiamo la forestale che s’inoltra nel bosco e poi finisce in un piccolo spiazzo. Un altro cartello di legno, discosto su una pianta ci indica a destra “Cascata”, l’itinerario prosegue lungo il sentiero sassoso che scende verso il fondo della valle. Arriviamo sul fondo della Val Brenta e l’omonimo torrente “Le Brente” che attraversiamo su grossi sassi e troviamo altre indicazioni: un sentiero sale ripido verso Pianezze, l’altro scende tra le rocce costeggiando il ruscello fin alla confluenza con un altro rio. Seguiamo la traccia e, girando a destra, ci troviamo di fronte alla cascata, due bei salti d’acqua che hanno scavato due catini nella roccia. Niente di spettacolare come i “Brent de l’Art”, ma il posto ha il suo fascino, incastonato e nascosto com’è nella piccola forra. La camminata è durata una mezz’ora e per quanto ci fossimo proposti di fare solo una passeggiata alla ricerca del “Bognòn” non resistiamo alla tentazione di scoprire luoghi nuovi. Tornati indietro fino ai cartelli, cominciamo a salire il pendio erto e franoso verso la località Pianezze. Risalito il costone, camminiamo verso sud sulla forestale che continua in piano nel bosco per poi tornare a risalire per tornanti. Attenzione! Da questo punto mancano le indicazioni, al primo bivio proviamo ad andare a destra, ma la sterrata finisce nel nulla. Torniamo indietro e riprendiamo a salire, nel bosco di abeti, larici, faggi e carpini sono visibili parecchie postazioni dei cacciatori, piccole costruzioni di legno addossate alle piante. Sono messe in modo da controllare una vasta porzione di bosco fino al torrente, dove gli animali si abbeverano. Povere bestiole, non hanno proprio scampo. Continuiamo fino a incrociare una strada asfaltata, anche qui mancano indicazioni, ma sappiamo di trovarci alle pendici del Monte Boral, tra il Monte Frontal alla nostra sinistra e il Monte Cimone a destra. A sinistra la strada dovrebbe continuare per poi girare verso Melere e a destra dovrebbe portare a Pianezze. Per fare un itinerario ad anello dovremmo proseguire verso Melere e tornare al Rifugio Pranolz, però anni fa abbiamo percorso in parte questa strada per cui decidiamo di andare verso Pianezze, chissà che non esista un raccordo per tornare al punto di partenza. Scendiamo per la strada asfaltata, rapiti dalla bellezza della piana che si apre davanti a noi. Raggiungiamo un’area pic-nic e qui un cartello ci solleva da ogni dubbio, siamo proprio a Pianezze.

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Pianezze Casa Corona © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Possiamo permetterci una sosta- panino, ci sono tavoli, panche e i caminetti per le grigliate, notiamo che però non c’è una fontana, forse qui manca totalmente l’acqua. Dopo la pausa riprendiamo il cammino, ai lati della strada, nei prati, ci sono alcune belle casere, solo vicino ad una notiamo un pozzo. Dalle pendici boscose ci arriva un rumore noto, motoseghe in azione, anche qui sono in corso i lavori forestali, la tempesta Vaia non ha risparmiato questo luogo. La strada piega lungo il fianco del Monte Cimone, infatti troviamo alla nostra sinistra un sentiero con l’indicazione per la cima, camminiamo avendo davanti a noi la vista della Val Belluna e la corona dei monti: Pizzocco, Monti del Sole, Talvena, Terne, gruppo della Schiara, Serva… Cerchiamo invano un sentiero sulla destra che scenda nella valle del torrente Le Brente, imbocchiamo una larga forestale che sembra promettere bene, ma dopo essere scesi per un po’ e aver superato una zona di schianti la sterrata s’interrompe. Ritorniamo sui nostri passi e chiediamo informazioni a un ragazzo che sta lavorando al restauro di una casera. Purtroppo nessun sentiero scende fino al fondo per poi risalire dall’altra parte, se un tempo c’era, è stato cancellato dalle frane e dall’abbandono. Scartata la possibilità di continuare per la strada che ci porterebbe fino a Sant’Antonio di Tortal, Confos e Pranolz con un giro immenso, non ci resta che rifare il percorso di andata. Arriviamo al Rifugio Pranolz e ci consoliamo con un bel tagliere misto e due buone birre, la giornata è stata bellissima e il riposo meritato.

foto: Cascata del Bognon
inizio sentiero Cascata del Bognon © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Nota: in alcune descrizioni la cascata è denominata “del Bojon”, ma un amico di Facebook, che ringraziamo, ci ha scritto: ”Questa cascata fino a una decina di anni fa non aveva un nome preciso. Dai locali il posto veniva indicato come Il Bognon. Quando cominciò una certa frequentazione, sia da Pianezze che da Pranolz, un abitante del luogo, viste le continue richieste di indicazione, pensò bene di indicarne la via con una tabella. Con scritto appunto e giustamente Bognon, come sempre pronunciato dai vecchi del luogo.”
Sal e Paola
© Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

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