762 Anello in Valle di San Lucano




Data: 21-05-2023

di Paola Marini Gardin,

Anello in Valle di San Lucano

Oggi io e Antonietta decidiamo di fare un bellissimo e super panoramico anello con partenza e arrivo a Col di Prà, in Val di San Lucano, toccando alcune casere: Malgonera, Dof, Campigat, Pian della Stua. Partiamo da Belluno, superiamo Agordo e proseguiamo per Taibon Agordino dove seguiamo le indicazioni per la Valle di San Lucano.

Percorriamo i circa 8 km della stradina asfaltata che si inoltra nella valle percorsa dal torrente Tegnàs, tra i gruppi Montuosi delle Pale di San Lucano alla nostra destra, dell’Agnèr alla nostra sinistra e delle Pale del Balconi al centro, che ci affascinano con le loro pareti a strapiombo.

Scheda Tecnica Riassuntiva

Valle di San Lucano,


Cima: nessuna.
Gruppo Montuoso: Pale di San Martino.
Cartina: Tabacco foglio 022 Pale di San Martino
Segnavia: CAI 761, CAI 762
Tipologia sentiero e difficoltà*: Sentiero Escursionistico. – E – Sentiero privo di difficoltà tecniche che corrisponde in gran parte a mulattiere realizzate per scopi agro – silvo – pastorali, militari o a sentieri di accesso a rifugi o di collegamento fra valli vicine. (nella scala di difficoltà C.A.I. è classificato E – itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche).
Tempi di percorrenza*: ore 8:30 comprese le soste (in giornata)
Quota partenza: m. 850 s.l.m
Quota da raggiungere: m.1990 s.l.m
Dislivello: m. 1140
Giro: Anello
Punti di appoggio: le casere Malgonera, Doff, Campigat, Pian della Stua
Acqua, sorgenti: fontane alle casere (in estate), ma portare acqua
Località: Col di Pra, Taibon Agordino
Copertura cellulare:
Parcheggio/i: sì a Col di Prà e più avanti in località Cadene
Tappe del percorso: Col di Pra, Cadene, Pont, Baita Col Piciol, Casera Malgonera, Casera ai Doff, ForcellaCaoz, Casera Campigat, Malga Pian della Stua, Cascata dell’Inferno, Cadene, Col di Pra,
Partecipanti: l’autrice e un’amica

Nota: * I tempi di percorrenza e le difficoltà dipendono dalla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica. È importante la conoscenza dell’ambiente alpino. È necessaria anche la capacità di progressione e movimento in ambiente alpino. Inoltre, la capacità di orientamento è fondamentale.

L’escursione in dettaglio:

Col di Pra, Taibon Agordino

Passiamo accanto alla Chiesetta dedicata a San Lucano, che visse in questi luoghi come eremita dal 430 al 440 d.C, anno della sua morte, poi raggiungiamo la frazione di Col di Prà, m. 843. Qui c’è un ampio parcheggio. Noi però lasciamo l’auto più avanti. Ci fermiamo poco prima del nuovo ponte sul torrente Bordina. Il precedente ponte è stato spazzato via dalla tempesta Vaia nel 2018.

Ci inerpicheremo verso nord proprio nella valle percorsa da questo torrente, la Val di Reiane, mentre verso sud ovest si dirama la Val d’Angheraz, sormontata dalle cime ancora ricoperte da un manto di neve. Passiamo il ponte, per stradina asfaltata raggiungiamo la loc. I Cadene, m. 881, dove ci sono una bella casa isolata, un piccolo parcheggio e la cartellonistica dei sentieri; la stradina forestale continua con numerosi tornanti, ma noi al primo imbocchiamo la scorciatoia, il sentiero CAI 761, più ripido ma più bello, trascurando la traccia che porta alla Cascata dell’Inferno, che contiamo di fare al ritorno. Saliamo in mezzo al bosco accompagnate dal rumoreggiare del torrente Bordina, ad un certo punto da un belvedere possiamo scorgere la cascata “infernale”, nell’angusta forra che raccoglie le acque che scendono dai valloni della catena vulcanica della Cima di Pape e dall’altopiano delle dolomitiche Pale di San Martino, formando numerose cascate e marmitte. Il nostro sentiero sbuca sulla stradina poco prima della località Pont, m. 1149, dove ammiriamo tutta la serie di cascate e salti d’acqua che precipitano verso valle tra enormi massi levigati. Passiamo il ponte e prima di salire per prendere a destra il sentiero 764 per Forcella Gardes che porta all’innesto col sent. 762 per Casera Malgonera, facciamo una piccola deviazione alla “Baita di Col Piciol”, privata, non ne invadiamo la privacy, vogliamo solo guardare estasiate la bellissima cascata che le è accanto.

Dopo aver visitato questo luogo fiabesco torniamo indietro e imbocchiamo il sentiero CAI  764 salendo ripidamente verso Col Piciol, m. 1249, per il bosco devastato dall’ormai famigerata tempesta del 2018, i lavori boschivi hanno ripristinato il percorso, ma la desolazione è evidente. Al bivio lasciamo il sentiero per Forcella Gardes- Casera Ambrosogn – Pra di Mezzo e continuiamo sul 762 raggiungendo l’ex Malga Malgonera, m. 1585, ora Casera Malgonera in concessione alla Sezione CAI Ponte di Piave-Salgareda (TV) e adibita ad accogliente bivacco. È circondata da bei prati, ora tappezzati da un manto di gialli fiori di tarassaco, ai piedi della Quarta Pala di San Lucano e le propaggini di Cima Pape. Davanti alla casera ci sono una fontana a cui rifornirsi d’acqua, un crocifisso e … la magnifica visione dell’Agnèr, presenza costante di tutta la giornata. Dopo una breve sosta riprendiamo la salita sul sent. 762, sempre in mezzo agli abeti decapitati e schiantati, passiamo per gli ex pascoli di Pian dei Cavai, m. 1663 e proseguiamo fino a raggiungere i prati alti dove scorgiamo la Casera ai Doff che raggiungiamo: il panorama sulla parete nord dell’Agnér merita da solo la scarpinata. Oltre a questo, la vista spazia sulle Pale di San Lucano e dei Balconi, l’altopiano del Rosetta, la Cima e i Lastei di Pape, il Monte Prademur e “tanta altra roba” (cit. Gino).

Anche questa ex malga è adibita a bivacco spartano, ma c’è tutto quel che serve per un appoggio temporaneo. Fuori, una fontana (non abbiamo verificato se c’è l’acqua) e più lontano un crocifisso e una piccola costruzione. Una casera tira l’altra, ora vogliamo andare a Casera Campigat compiendo un anello antiorario, sperando che le nuvole che si stanno ammassando non portino la pioggia. Anni fa avevo fatto questo anello al contrario, in compagnia di Salvatore e mi ricordo la magnifica traversata sulle creste. Non troviamo però nessuna indicazione, l’unico cartello che riporta “Casera Campigat sent.762” si trova all’interno della Casera e non è di grande aiuto. Sappiamo però che dobbiamo andare verso ovest, per cui saliamo in libera su peri ripidi prati retrostanti la Casera ai Doff verso Forcella Caoz, m. 1944, prima di raggiungerla incrociamo il sentiero 762 e proseguiamo in quota verso ovest, appena sotto cresta sulla panoramica dorsale che fa da spartiacque tra la Val di San Lucano e la Val di Gares. Abbiamo rinunciato alla salita al Monte Caoz (non si può fare tutto in una giornata) ma in compenso la traversata è bellissima, con solo qualche passaggio più esposto o franato dove prestare attenzione. Il percorso ci concede a volte la vista su entrambe le valli: vediamo a destra la Val di Garès con il piccolo, omonimo paese, Forcella e Malga Stia, la Cascata delle Comelle, tutti luoghi che abbiamo visitato, a sinistra la Val di Reiane, la catena dell’Agnèr, delle Pale di San Lucano, dei Balconi e l’altopiano del Rosetta. Siamo sui 1800 metri e ci capita di camminare su alcune residue lingue di neve, attorniate da fioriture di soldanelle e crochi, sembra che qui l’inverno faccia fatica a lasciare il passo alla bella stagione.

Passiamo per il Col dei Bech, m. 1820 e arriviamo a Casera Campigat, m.1801, che ha accanto la lunga stalla e la solita fontana, un Cristo di legno molto artistico è appoggiato alla casera, anche questa aperta ad uso bivacco. È dotata di pannelli solari, cucina a legna, mobili e stoviglie necessari, all’esterno ci sono caminetto e griglia. Da qui si può scendere a nord per Forcella Cesurette verso Garès oppure salire a ovest verso Campo Boaro, Forcella Antermarùcol e l’altopiano del Rosetta. Non ci fermiamo perché il cielo si è rannuvolato e minaccia pioggia, cominciamo la discesa verso sud per il sentiero CAI 761 per la Val di Reiane, poco dopo indossiamo le mantelline per proteggerci da una fine pioggerella. Per fortuna non dura molto, arrivate a Malga Pian della Stua, m. 1373, altra bella ex-malga aperta e adibita a bivacco con una fontana all’esterno, torna quasi il sereno. Rinunciamo ad andare al vicino Pont de la Pita e continuiamo a scendere, sorpassiamo il bivio dove sale alla nostra destra la traccia per la Grotta di San Lucano (altra meta in lista di attesa) e prima di tornare a Col di Prà decidiamo di fare la prevista deviazione alla Cascata dell’Inferno.

Il sentiero è ripido, stretto, scivoloso e alquanto sconnesso, ma con un po’ di fatica e qualche esercizio atletico riusciamo ad arrivare al fondo valle e ammirare la copiosa portata del salto. La forra ha un fascino selvaggio e sembra nascondere qualche mistero, ma non è più infernale di altre gole solitarie anche se, in un inverno di una decina di anni fa, il crollo improvviso di un fronte di roccia e ghiaccio fece scappare a gambe levate me, Salvatore e la mia cagnolina. Risaliamo, riguadagniamo il sentiero 761, torniamo a I Cadene e poi a Col di Prà per recuperare l’auto. Poco fuori dal paesetto faccio fermare Antonietta a lato strada perché da questo punto, voltandoci verso le Pale dei Balconi, possiamo scorgere in alto, a quota 2392, il quasi inaccessibile Cor, il foro naturale a forma di cuore che da decenni sogno di poter raggiungere.

Giornata magnifica in compagnia della mia amica, gran camminatrice e ottima compagna di escursioni, per cui le perdono il suo unico, piccolo difetto: quello di essere astemia, mi fa più sudare per raggiungere la mia meritata birretta di fine gita che per salire le cime…

Autore/i: Paola Marini Gardin
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10 pensieri riguardo “762 Anello in Valle di San Lucano

        1. Non un granché si va avanti per il momento mi sono esclusi lunghi percorsi in montagna. Qualche museo, città, lago raggiungibile facilmente… ho il morale a terra mi mancano le mie camminate

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