457 Castello di Andraz

Castello di Andraz
Castello di Andraz © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Titolo: Castello di Andraz
Data: 20-7-2019
Acqua, sorgenti: sì
Località: Falzarego, Ciastel
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì, diversi spazi a disposizione
Servizi igienici: sì
Partecipanti: Autori
Autore/i: Sal e Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: nella mattinata siamo stati sulla ferrata e sulla cima del Sas de Stria, nel primo pomeriggio decidiamo di visitare il Castello di Andraz, il formidabile maniero costruito in cima a un enorme masso trasportato a valle durante l’ultima glaciazione.

L’escursione in dettaglio: scendiamo in auto dal Passo Valparola, dopo aver percorso sempre in discesa diversi tornanti del passo Falzarego troviamo sulla nostra destra l’indicazione per il Castello di Andraz. Percorriamo la stradina e parcheggiamo proprio davanti alla fortezza, passando il ponte di legno sopra il rumoroso e spumeggiante Rio de Ciastél. Poco oltre c’è il piccolo abitato di Ciastél da cui si può ammirare la mole della fortezza con lo sfondo del Lagazuoi.
Siamo stati qui altre volte, ma lo stupore per l’impressionante struttura elevata su un masso erratico è sempre grande: chi l’ha ideato e costruito ha saputo sfruttare l’inclinazione dello sperone roccioso per ricavarne piani sovrapposti collegati da un’unica scala centrale. Una cinta muraria merlata lo proteggeva dalle incursioni nemiche e creava uno spazio interno di servizio.

Castello di Andraz
Castello di Andraz © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Acquistati i biglietti, saliamo per i gradini della struttura metallica che s’inerpica sulla parete nord est fino a 12 m. di altezza, la visita non è adatta a chi soffre di vertigini, sotto i nostri piedi vediamo i ruderi della parte demolita del castello e il ruscello che precipita rasente le mura e poi raggiungiamo l’originario atrio d’ingresso. Purtroppo l’antica scala di accesso e il ponte levatoio sono andati perduti, l’opera ha subito, oltre alla completa spoliazione degli interni e del tetto originale nel 1851, anche i bombardamenti austriaci dal Col di Lana durante la I Guerra Mondiale, perdendo un terzo del suo volume. Entriamo nelle varie stanze, l’audio-guida ci descrive tutti i locali del castello, dall’atrio passiamo alle cantine del vino e del formaggio, alla prigione degli uomini cui in origine si accedeva da una botola dalla sovrastante prigione delle donne. Saliamo per la scala interna, sotto il vetro-resina protettivo sono visibili gli scalini in legno e al secondo livello (a 18 metri) troviamo l’atrio e gli altri locali, oltre alla “prigione delle donne” ci sono il magazzino delle granaglie, la camera dei servi e la “segreta” un piccolo vano accessibile solo al Capitano del castello che, dalla sua camera posta al piano superiore, scendeva in essa da una botola. Sul pavimento di alcune stanze, non ricordiamo bene a che piano, si vedono affiorare le rocce del masso su cui è stato edificato il maniero. Al terzo livello (a 22 m.) dopo l’atrio, c’è l’ampio locale della cucina con i resti del camino, dei forni e della “stua” che riscaldava le sale adiacenti, il “soggiorno” e la camera del capitano, provvista di aereo “servizio igienico”: un buco nella muratura, con coperchio di legno, che offre una vista vertiginosa …

Castello di Andraz
Castello di Andraz © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Non è finita qui, un quarto livello si trova a 25 m. con le abitazioni della servitù e un quinto a 29 m. di altezza col sottotetto che custodiva la polveriera e dove troviamo un altro panoramico “buco igienico”. Sopra a tutto la copertura del tetto, una volta costruito con sapienti e complicate travature, ora creato in metallo e vetro. Guardando il panorama dall’alto si capisce che questo era il luogo perfetto in cui costruire un maniero da dove controllare tutte le vie di comunicazione che attraversavano questa zona alpina. Era importante per proteggere gli interessi economici del Vescovado di Bressanone contro le mire dei veneziani, la zona era ricca di legname, ferro e altri minerali. Scendiamo e nella saletta a volta al piano “basso” (stanza delle granaglie) vediamo il video che racconta la storia travagliata del Castello e il resoconto degli importanti interventi di restauro conservativo, che ne hanno fatto un Museo visitabile. I primi cenni storici partono da poco dopo l’anno 1000, quando fu costruito un primo baluardo militare abitato da famiglie feudatarie del Vescovo di Bressanone che poi se ne impossessò completamente dal 1416. Nei secoli è stato più volte ingrandito e restaurato, ma dopo le guerre napoleoniche perse la sua funzione strategica è cessata anche l’attività estrattiva, fu ridotto in rovina. Un modellino del Castello ci dà l’idea di come dovesse presentarsi nel 1598, completo di tutte le sue parti e della cinta muraria. L’ultima ala che visitiamo prima di uscire è quella a nord-ovest, dove dopo i lavori di ricostruzione del 1484 (il castello aveva subito un grande incendio) fu ricavata in una torre una piccola cappella, purtroppo questo lato è quello più colpito dai bombardamenti del 15/18, l’abside è vuoto e diroccato. Il prezioso altare di legno dorato è però conservato nella chiesa del borgo di Andràz. Per fortuna dal 1986 al 2002 sono stati fatti i lavori di consolidamento e ristrutturazione che hanno fermato i crolli, preservato e valorizzato questo incredibile capolavoro medioevale. La copertura è particolare, i 210 m. di “tetto” sono costituiti da una struttura tubolare che sorregge lastre di vetro temperato, resistente alle intemperie e alle basse temperature. Dai circa 30 metri di quota del solaio è garantita la magnifica vista sul Sass de Stria, il Lagazuoi, il Falzarego e la verde e boscosa vallata che scende verso Caprile.

Sal & Paola
© Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Un commento

  1. ci siamo dimenticati di dire che il castello si approviggionava grazie ad un argano ( di cui restano solo alcuni segni sulla muratura) che sollevava i viveri fino ai magazzini. Anche l’acqua veniva portata col medesimo mezzo fino ai piani superiori dal profondo pozzo, ancora esistente, posto sul lato nord del castello, vicino alla cappella e in corrispondenza del corso d’acqua.

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