477 in Viaggio, La Quercia e le Terme Carletti

la Basilica di Santa Maria della Quercia in Viaggio, La Quercia e le Terme Carletti
la Basilica di Santa Maria della Quercia © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Titolo: in Viaggio, La Quercia e le Terme Carletti
Città: La Quercia
Data: 9-9-2019
Tipologia: in viaggio
Punti di appoggio: Camper
Località: La Quercia, Viterbo
Copertura cellulare: sì
Aree di Sosta o Parcheggio/: parcheggi
Partecipanti: Autori
Autore/i: Paola e Sal

Descrizione: dopo la visita a Allumiere e Tolfa oggi giornata di relax, vogliamo tornare verso Viterbo e andare a La Quercia, siamo a caccia di piccoli tesori fuori dai percorsi turistici comuni, ma anche di ricordi, questo è il paesino dove la mamma di Paola ha abitato diversi anni prima di trasferirsi a Fondi e poi a Belluno nel 1956. Abbiamo però bisogno di una bombola di GPL, pensavamo non fosse un problema trovarla in paese, la ricerca sarà invece difficoltosa e dobbiamo girare mezza Civitavecchia per trovare una rivendita: 18 euro una bombola che, apriamo una parentesi, a Belluno costa 25 euro e nell’autonomo Trentino da 23 a 28 euro se chiedi di recapitarla a casa. Apprendiamo che non ci sono più restrizioni oramai, anche le bombole del gas sono diventate “europee”! qualcuno imbroglia…che ci sia di mezzo la mafia? Chiusa parentesi.
A Civitavecchia prendiamo un tratto di autostrada e raggiungiamo La Quercia, una frazione a circa tre chilometri da Viterbo, il cui borgo sorge tutt’attorno al Santuario dedicato alla Madonna.

la Basilica di Santa Maria della Quercia in Viaggio, La Quercia e le Terme Carletti
il Chiostro © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Il paese è piccolo ma ben curato, la piazza è dominata dalla facciata monumentale della Basilica, considerata uno dei più armoniosi edifici rinascimentali del Viterbese. Parcheggiamo il camper in uno spiazzo lungo la strada e visitiamo la Chiesa a cui il borgo deve il nome. La storia si mescola alla leggenda: nel 1417 a un pittore venne chiesto di dipingere l’immagine della Madonna col Bambino su una tegola, il manufatto fu poi appeso a una quercia, a protezione della proprietà del committente ed esposta alla venerazione dei poveri contadini che faticavano in quelle terre e lì venerata per decenni. Inutili furono i tentativi di portare il dipinto in altro luogo, la Madonna tornava sulla sua quercia! La devozione e i miracoli crescevano finché la pianta con la tegola fu prima inglobata in una capanna e poi nel complesso monastico della chiesa di Santa Maria della Quercia, i cui lavori iniziarono nel 1470, dopo che, per intercessione della Madonna, la popolazione viterbese fu salvata dalla peste del 1467.
Entriamo nel Santuario dopo aver ammirato le lunette della facciata, opera di Andrea Della Robbia, al centro è raffigurata la Madonna della Quercia, ai lati i Santi Pietro e Tommaso d’Aquino. All’interno stiamo col naso in su per guardare il soffitto a cassettoni, ricoperto in oro, progettato da Antonio da Sangallo e poi guardiamo le altre opere, gli affreschi e i dipinti dei numerosi artisti susseguitesi nel tempo. Ci avviciniamo al tempietto in marmo che custodisce la tegola miracolosa, una semplice tegola di tetto con una tenera immagine di Donna col suo Bambino. Ai lati di questo ci sono gli affreschi del Ghirlandaio. Usciamo nel bellissimo chiostro dell’ex Monastero, col pozzo al centro, l’insieme è allo stesso tempo semplice e elegante e ci infonde serenità, siamo i soli visitatori e tutto è avvolto nel silenzio. All’ingresso della sagrestia c’è un pezzo storico, un pennone di nave turca, proveniente dalla battaglia di Lepanto del 1571.
Usciamo, come è nostra consuetudine, facciamo la spesa sul luogo in una piccola bottega di frutta e verdura e in un “supermarket” minuscolo ma ben rifornito comprando cose buonissime che, ahi noi, non troveremo più una volta saliti al nord. Riprendiamo il nostro camper, pensiamo sia inutile cercare la casa dove abitava, in affitto, la famiglia materna di Paola, sono passati troppi anni per chiedere informazioni a qualcuno. Siamo alla ricerca delle Terme del Bullicame e passando per la Strada dell’Acqua Bianca un flash! eccola la villa che appare nelle vecchie foto, la grande vecchia casa con gli alberi intorno.
Seguiamo le indicazioni per le terme, abbiamo letto che sono libere e gratuite, ma questa zone abbonda di fonti termali e meno di segnali appropriati, in breve ci troviamo in aperta campagna senza punti di riferimento.
Ci fermiamo in un grande parcheggio e pensiamo di essere alla meta, nel vasto prato adiacente ci sono alcune persone adagiate a bagnomaria…

Terme giardini Carletti in Viaggio, La Quercia e le Terme Carletti
le Terme Giardini Carletti © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Sapremo in seguito di essere stati ai Giardini Carletti, una sorgente recintata sgorga a 58 gradi centigradi e riempie alcune piccole vasche, ci concediamo una mezza giornata di riposo in acqua termale calda e salubre. Bello far niente immersi nei catini, dimenticandoci di quanto siano freddi i nostri torrenti, ma se l’ingresso è gratuito c’è uno scotto da pagare: questo è un piccolo regno e la “regina” è una imponente signora romana dai piccoli occhi azzurri, che disinvoltamente in topless decide, a suo arbitrio, forte della sua anzianità e del suo “servizio volontario”, la regolamentazione dell’acqua che scende nelle vasche e la pulizia delle stesse. Dalla sorgente parte, in direzione opposta ai catini caldi, un lungo canaletto che conduce a due vasche molto più grandi, attorniate da un boschetto di alberi di fico. Nella prima l’acqua è piacevolmente fresca, sarebbe bello poter alternare il bagno caldo al freddo, ma il posto è molto trascurato, non invita ad immergersi. La vasca successiva è addirittura sporchissima, un vero peccato tenere in questo modo un luogo che potrebbe diventare un’isola di benessere e di tranquillità.

le terme giardini Carletti in Viaggio, La Quercia e le Terme Carletti
Terme Giardini Carletti © Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Dopo il bagno, col cielo che rosseggia al tramonto, riprendiamo il viaggio e ci rechiamo a Tuscania.

Note: il Santuario della Quercia fu consacrato nel 1577 da Giovan Francesco de Gambara, il vescovo di Viterbo ideatore di Villa Lante a Bagnaia (nostro racconto precedente). La lunga storia miracolosa legata all’immagine dipinta sulla tegola è narrata anche negli affreschi che si trovano nella Sala della Madonna, all’interno del Palazzo dei Priori di Viterbo. La Madonna della Quercia è co-patrona di Viterbo e la sua festa è celebrata la seconda domenica di settembre.
Sal & Paola
© Copyright 2019 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

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