534 Bivacco Giovanni Spagnolli

Bivacco Giovanni Spagnolli
Il Bivacco Bivacco Giovanni Spagnolli – © Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

Bivacco Giovanni Spagnolli

Data: 13-6-2020
Cima:
Gruppo Montuoso: Brentòni
Cartina: Tabacco foglio 017 Dolomiti del Centro Cadore
Segnavia: C.A.I. 328 – 330
Tipologia sentiero: Escursionistico
Quota partenza: 1180 m.s.l.m
Quota da raggiungere: m. 2047 s.l.m
Dislivello: 867 m.
Tempi di percorrenza*: in giornata
Difficoltà*: Facile Escursionistico
Giro: anello parziale
Punti di appoggio: Bivacco Spagnolli, 2047 m.s.l.m.  Loc. Ciadin Auto Est
Acqua, sorgenti: no
Località: Laggio di Cadore (Comune di Vigo)
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì
Tappe del percorso: Laggio, Forcella Starezza, Bivacco Giovanni Spagnolli al Ciadin Auto Est, Tabia Starezza, Contrui, e Laggio
Partecipanti: Salvatore e Paola
Autore/i: Paola e Sal
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

la fine delle limitazioni per l’emergenza sanitaria data dal Covid-19 mi permette di ritornare a frequentare il veneto e le sue montagne e per ricaricare le “batterie” facciamo uno degli itinerari che da tempo avevamo in programma 

L’escursione in dettaglio:

Bivacco Giovanni Spagnolli 2047 m.s.l.m

oggi approfittiamo della tregua concessaci dal mal tempo per toccare una meta che sogniamo da parecchio, il Bivacco Giovanni Spagnolli, posto sotto le pareti sud dei Brentoni, un bellissimo balcone panoramico sul Centro Cadore e le Dolomiti d’Oltre Piave.
Partiamo da Belluno, raggiungiamo Vigo di Cadore e poi Laggio, dopo alcuni chilometri dal paese, sulla strada che porta verso Casera Razzo, parcheggiamo in uno spiazzo a destra, a quota 1180 metri, dove troviamo dei pannelli esplicativi: tutta questa zona, oltre che ricca di bellezze paesaggistiche e di fauna e flora è stata interessata dagli eventi della I Guerra Mondiale, il Forte del Tudaio è l’opera più conosciuta.

Bivacco Giovanni Spagnolli
Partenza Bivacco Giovanni Spagnolli -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

Un cartello ci avvisa che, purtroppo per noi, il bivacco è sottoposto a sanificazione causa Covid 19 e pertanto chiuso. Pazienza, ci accamperemo fuori.
La strada forestale, segnavia C.A.I 330, comincia sul lato opposto della strada e sale a tornanti nel bosco che ogni tanto ci permette qualche scorcio panoramico. Noi facciamo qualche scorciatoia (segnata) tagliando alcune curve, ritorniamo sulla forestale passando vicino ai bei Tabià di Starezza Bassa, per fortuna lasciati intatti dalla Tempesta Vaia del 2018 che però non ha risparmiato il bosco attorno.
Poco dopo, a quota 1417 m., lasciamo la stradina, che continua a sinistra per Zergolon e Pramossei e continuiamo a destra sul sentiero 330 (cartello) che sale nel bosco, siamo già sui 1500 metri e la vista a tratti si apre sul Cridola, Monfalconi e Spalti di Toro. Incontriamo un gruppo che sta scendendo, sono il personale della ditta che ha l’incarico di sanificare il bivacco, speriamo di poter entrare, visto che han finito il lavoro.
Trascuriamo la deviazione a sinistra per Zergolon a quota 1545 m, che pensiamo di prendere al ritorno, continuando abbastanza agevolmente su un tratto a doppia numerazione 328-330 fino a raggiungere Forcella Starezza, m. 1697. Qui il sentiero 328 per Passo Camporosso scende a destra, intravediamo la traccia che taglia i ghiaioni sotto le pareti dei Brentoni, un cartello ne avvisa la chiusura a causa delle frane. Il nostro sentiero 330 invece sale inesorabile a sinistra, pian piano ci alziamo: lasciato il bosco di conifere troviamo i mughi che ci accompagneranno fino ai 2047 metri del Bivacco Spagnolli.
Saliamo faticosamente i tornanti, fermandoci ogni tanto con la scusa del panorama che a sud-ovest si è aperto sulla conca del Centro Cadore con il lago al centro, il contorno dei monti su cui spicca l’Antelao, la cima imbiancata e nascosta da un mantello di nuvole. Finalmente appaiono alla nostra vista le guglie articolate dei Brentoni, affiorano come scogliere grigie sopra un mare di verdi mughi, proprio al limite tra verde e grigio scorgiamo il bivacco, ancora piccolissimo.

Bivacco Giovanni Spagnolli
il Panorama sulla Valle del Cadore Bivacco Giovanni Spagnolli – © Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

Un ultimo sforzo e lo raggiungiamo, è una bella “casetta” in muratura e legno, sulla porta un cartello ci avvisa che il posto è stato sanificato a dovere, possiamo entrare! Con piacere vediamo che la stanza è dotata di tutti i comfort: cucina a legna, tavolo e sedie, una riserva di cibo in scatolette, bibite, il posto è tenuto con cura e siamo grati ai volontari e al C.A.I di Vigo che se ne occupano. Una scala in legno porta al piano di sopra, dove ci sono i posti letto (ma causa Covid non si può pernottare) l’unica cosa che manca è l’acqua, c’è solo una cisterna che raccoglie quella piovana.
Soddisfatta la curiosità apriamo gli occhi sul panorama, ci godiamo la vista sulle catene montuose dal Bivera al Cridola alle Marmarole. E’ veramente lo spettacolo che ci avevano descritto in molti, vista mozzafiato sull’Antelao, sul Centro Cadore con lo specchio del lago e i paesini che lo attorniano, siamo strafelici di essere qui.
Ci accomodiamo all’interno del bivacco per il nostro pranzo al sacco e prendiamo dalla riserva della casa una birra piccola in due. Tranquilli, abbiamo lasciato una generosa offerta nella cassettina apposita.
Dopo la pausa pranzo, due passi attorno alla “casetta”: da qui si staccano i sentieri che raggiungono le Forcelle Ciadin Alto Ovest e Est. Dalla prima è possibile raggiungere il bivacco Ursella e Zandonella, posto sul versante nord dei Brentoni.
Per oggi queste mete restano sogni, è già il primo pomeriggio e arrivare fino a questo poggio panoramico col suo accogliente bivacco per noi è stata una soddisfazione, a sud est il tempo sta peggiorando, nuvole scure e minacciose si avvicinano e ci invitano a ritornare a valle.
Un ultimo sguardo alle torri rocciose, alle forcelle e alle guglie che ci attirano con le loro strutture severe e armoniose e a malincuore voltiamo le spalle al bel bivacco.
Scendiamo per il sentiero di salita, passiamo Forcella Starezza e a quota 1545 decidiamo per la deviazione per Zergolon (cartello), sentiero 328, un percorso piacevole e non ripido che ci porta a un altro bivio, il sentiero 329 sale alla cima dello Schiavon (altra meta che ci proponiamo di raggiungere in futuro) il nostro cala nel bosco fino a incrociare la strada forestale che prosegue per Pramossei, dove era presente una teleferica che serviva il Forte Tudaio. Siamo a Zergolon, in antichità (da una pergamena del 1278) denominato Cervollado perché frequentato dai cervi.
E lo è ancora, come vedremo da un incontro che faremo più avanti, del resto nel Medioevo anche Pramussei era chiamato “Chiamorzei, cioè pascoli dei camosci.
Durante la Grande Guerra non si pensò più alla selvaggina, ma a costruire opere difensive. Fu progettata e costruita la strada militare di arroccamento che dal basso passando dal Dosso Zergolon, dove sorgeva un punto di appoggio, arrivava a Pramussei; furono realizzate anche delle trincee in località Contrui e fino alle pendici del Monte Schiavon nonché alcune postazioni per artiglieria. Fu costruita anche la mulattiera che da Starezza Bassa porta al pianoro a quota 2047 metri dove ora sorge il Bivacco Spagnolli, allora solo un ricovero chiamato “baracca Perina” che serviva un’ulteriore linea di difesa sulle creste e forcelle, con un osservatorio in caverna.

Bivacco Giovanni Spagnolli
Starezza Bivacco Giovanni Spagnolli – © Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

Potremmo scendere per la forestale-strada militare, ripassare vicino ai Tabià di Starezza Bassa e tornare per il percorso fatto al mattino, ma preferiamo continuare diritti per il 328, in direzione Laggio (cartello), abbiamo visto sulla cartina una traccia che dalla mulattiera che scende a Laggio taglia in costa e raggiunge, molto più in basso, la strada militare 330.
Passiamo tra ex pascoli dove sorgono alcuni bei Tabià, sopra le porte di ognuno sono appese corna di cervi, ci fermiamo un momento presso una di queste casere, che offre un bel panorama, per chiedere informazioni al proprietario. Il signor Giovanni non solo ci spiega come e dove trovare la traccia che cerchiamo, ma ci invita nel suo accogliente, piccolo nido di legno e ci offre due birre fresche, graditissime. E’ un cacciatore, questo è l’incontro di cui parlavo sopra, lo dimostrano i trofei appesi alle pareti, siamo proprio in zona Cervollado! Ci vede un po’ perplessi e ci parla con fervore dell’attività di caccia, della selezione e conservazione del patrimonio faunistico e boschivo e ne usciamo quasi pacificati con l’attività venatoria dei Cadorini.

Scendiamo per la mulattiera, molto ripida e dirupata, fino a trovare su un albero, a destra, un piccolo cartello in legno con la scritta “Contrui”. Forse non l’avremmo notato senza l’aiuto dell’amichevole cacciatore. La traccia parte a sinistra, seminascosta dalla vegetazione, è un bel sentiero costruito dai militari nella prima Guerra Mondiale che corre nel bosco, passando accanto ai ruderi dei manufatti di guerra, resistono tratti di muretti a secco perfetti, costruiti con grande maestria per durare nel tempo. Passiamo alcuni tratti franosi e poi sempre nel bosco ci abbassiamo fino a trovare la strada a tornanti che seguiamo tutta, senza fare scorciatoie. Torniamo sullo stradone e alla nostra auto, abbiamo completato un bel percorso, con deviazioni ad anello, che ci ha fatto conoscere questo luogo meraviglioso e desiderare di tornare per altri itinerari.

Note: il Bivacco Spagnolli è stato inaugurato il 22-9-1985, sorge sul posto del ricovero militare detto “Baracca Perina” (dal nome del capocantiere Pietro Da Rin Spaletta).
E’ intitolato a Giovanni Spagnolli (1907 – 1984), senatore, ministro, presidente del Senato e presidente del C.A.I dal 1971 al 1980.

Il Bivacco Ursella – Zandonella, inaugurato il 6-8-1978, è un “classico” prefabbricato rosso a botte, posto su un poggio in luogo selvaggio, sulla traversata dei Brentoni. E’ dedicato agli alpinisti Angelo Ursella, caduto nel luglio 1970 sulla parete Nord dell’Eiger e Mario Zandonella, deceduto nel luglio 1975 sulla parete Nord del Pelmo.

Nota Autore: la condivisione del link è gradita, nel rispetto della proprietà intellettuale e copyright se lo condividete sui vostri social è gradita la comunicazione all’autore del Blog tramite i commenti o email Grazie
Sal e Paola.
– © Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi.

Puoi lasciare un pensiero (con il profilo fb e Twitter)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.