583 Ricetto del Candelo, Forte Fenestrelle, Reggia di Venaria Reale

Recetto del Candelo

Ricetto del Candelo, Forte Fenestrelle, Reggia di Venaria Reale

Data: 1-2/1/2016

Scheda Tecnica Riassuntiva:

Tipologia: Città e Borghi in Camper
Punti di appoggio: Camper
Località: San Nicolao, Ricetto del Candelo (Biella), Fenestrelle, Venaria Reale (TO)
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/: parcheggio sì
Partecipanti: Salvatore, Paola, Paolo, Daria e la cagnolina Grace

Il viaggio:

Il Piemonte

Partiamo da Trento il 31 dicembre 2015 nel tardo pomeriggio, il camper è già pronto, con Paola e Daria mi aspetta un lungo viaggio verso il Piemonte per raggiungere la casa dell’amico Paolo a Valle San Nicolao (Biella) dove festeggiamo la fine dell’anno in allegra compagnia.
Facciamo dei progetti e prepariamo il viaggio del giorno successivo, andremo prima a Ricetto di Candelo, poi al Forte di Fenestrelle e infine a Venaria Reale.
Andiamo a letto che sono le 2 di notte.

Ricetto del Candelo

Il mattino seguente, 1 gennaio 2016, ci alziamo verso le dieci e ci dirigiamo come prima tappa a Ricetto di Candelo, impieghiamo diverse ore per vistare tutto il borgo con le vie acciottolate che lo intersecano e percorrere il perimetro delle mura con una piacevole passeggiata. Purtroppo il tempo è grigio e le foto non rendono la bellezza del luogo. “Il Ricetto è una struttura fortificata protetta all’interno di un paese, dove si accumulavano i beni (foraggi, vini, etc.) del signore locale o della popolazione e dove, occasionalmente, si ritirava la popolazione stessa in caso di attacchi dall’esterno. Quello di Candelo è uno degli esempi meglio conservati di questo tipo di struttura medievale presente in diverse località del Piemonte ed in alcune zone dell’Europa centrale. Sorge nel comune di Candelo, in provincia di Biella” (fonte: Wikipedia”). Non è quindi un quartiere residenziale, ma un complesso di edifici adatti alla conservazione di alimenti, circondato da mura con torri cilindriche agli angoli e una volta accessibile solo da due aperture, una per i carri e l’altra per le persone, poste sotto una torre e dotate di ponti levatoi. Fino in tempi recenti è stato usato per la produzione del vino e la conservazione dei prodotti agricoli. Noi ci aggiriamo affascinati in questo piccolo ritaglio di Medioevo che è stato usato come set in numerosi film storici e attira ogni anno molti visitatori: le manifestazioni non mancano, ogni mese vengono organizzati eventi, mostre, degustazioni, sfilate di cavalli, concerti, mercati e naturalmente visite guidate. Ci sono varie botteghe d’arte, un Centro Documentazione dei Ricetti d’Europa e due piccoli Musei. Terminata la vista e fatte le foto di rito ci dirigiamo in Val Chisone per raggiungere nel piccolo comune di Fenestrelle (TO) l’omonima Fortezza.

 Forte di Fenestrelle

Questa fortezza è conosciuta come la più grande d’Europa e chiamata anche “la Grande Muraglia Piemontese” per il suo sviluppo in lunghezza. Fu progettata negli anni venti del 1700 dall’ingegnere Ignazio Bertola per volontà di Vittorio Amedeo di Savoia II per proteggere i confini con la Francia, ma fu finita di costruire solo nel secolo successivo. Come è capitato ad altre fortezze, non è stata mai teatro di grossi scontri e venne abbandonata dopo la Seconda Guerra Mondiale, rischiando di andare in rovina. Solo negli ultimi anni è stata recuperata e aperta ai visitatori per opera di privati e dei volontari dell’associazione “Progetto San Carlo”. Quando arriviamo è ormai buio e ci accoglie una leggera nevicata, ma dopo pochi minuti pare smettere, sistemiamo il Camper nel parcheggio antistante il forte e ceniamo nel nostro caldo rifugio. Dopo cena tutti e cinque, noi quattro umani e la cagnolina Grace, ce ne andiamo a nanna, consapevoli che l’indomani, avendo prenotato una visita completa di sette ore alla fortezza, ci aspetta una giornata impegnativa. La notte non è proprio magica, un dannato orologio che batte le ore sulla torre non concilia certo il sonno. Il tempo ci gioca uno scherzo notturno, ci svegliamo sotto un abbondante nevicata che ci impedirà di realizzare in parte il nostro progetto. Facciamo colazione in camper, la neve cade ancora leggermente quando, puntuali alle 9, ci troviamo davanti ai cancelli, pronti per la visita al forte. Le possibilità per le visite guidate sono tre : la “Passeggiata Reale” di sette ore, il “Viaggio affascinante dentro le mura” di tre e la “Visita breve” di un’ora circa. La nostra guida ci sta aspettando, ma ci comunica che a causa della nevicata non sarà possibile effettuare la Passeggiata Reale, ci accompagnerà nel secondo percorso di 3 ore che comprende la visita al Forte San Carlo e la salita all’interno della Galleria coperta per un’ infinita serie di scalini che portano alla Garrita del Diavolo, punto ritenuto in sicurezza. E’ esclusa la maggior parte della panoramica Scala Reale “con i suoi 3.000 gradini collocati sul tetto della famosa Scala Coperta” con la visita alle ridotte e agli altri Forti, insomma fin alla sommità della fortezza, a quota 1800 metri. È un peccato non poter visitare interamente il forte, costituito da ben tre complessi fortificati, le fortezze di San Carlo, Tre Denti e Delle Valli, che si sviluppano sul crinale della montagna per oltre tre chilometri coprendo un dislivello di 600 metri, uniti da una grande muraglia e da un tunnel con 4000 scalini. Comprendiamo però che i responsabili non vogliano far correre rischi a noi visitatori. In compenso Luca, il nostro bravissimo accompagnatore, ci fa visitare più a fondo il Forte San Carlo e i palazzi adiacenti, compresi i sotterranei e risponde a tutte le nostre domande aggiungendo storie e aneddoti. Questo Forte fu anche una prigione di Stato dove nelle stanze dei palazzi venivano rinchiusi i personaggi di rilievo, mentre nei cameroni venivano detenuti i condannati comuni, civili o militari, tra cui ci furono un migliaio di soldati dello sconfitto Regno delle Due Sicilie. Saliamo poi un bel tratto della Scala Coperta visitando le casematte, le ridotte e la piazzaforte. Usciamo fuori, nevica ancora e più si sale, più neve dobbiamo calpestare, con prudenza percorriamo un breve tratto della Scala Reale fino alla Garitta del Diavolo, a quota 1400 metri, ammirando il bellissimo panorama sulla valle innevata.  Anche la “Grande Muraglia Piemontese” è resa ancora più affascinante dalla coltre bianca che ricopre le mura, i tetti, le lunghe scalinate. Rientriamo lentamente per una mulattiera che ci riporta nel piazzale centrale della fortezza dove si trovano la chiesa, alcune strutture che erano adibite a comando, il palazzo del Governatore, il palazzo degli ufficiali, i quartieri militari, la Porta Reale e un ristorante.

(Per il collegamento al sito del forte www.fortefenestrelle.it)

Dopo la visita riprendiamo il viaggio, che oramai è al giro di boa, andiamo a visitare la Reggia di Venaria Reale, a circa 10 chilometri da Torino.
Ci incontreremo con Matilde, una mia amica finora “virtuale”, conosciuta nei primi anni dei social 2008/2009 e che ora vedremo dal vero! Venaria Reale (la Venerìa vuol dire la Regia in piemontese) è uno dei due comuni italiani (l’altro è Ceresole Reale) a portare il titolo di Reale, ha un’antica storia che risale alla sua fondazione romana e nel suo territorio ha ben due residenze sabaude, la reggia di Venaria Reale (sec. XVII-XVIII) e gli Appartamenti Reali di Borgo Castello nel Parco Naturale la Mandria (sec. XIXX).

Reggia di Venaria Reale

La Reggia di Venaria fu fatta costruire dal Duca Carlo Emanuele II che voleva
un’ abitazione in collina per le sue battute di caccia… ma non si accontentava di poco!
Il complesso di edifici è imponente, purtroppo già nel 1693 e poi nel 1739 la Reggia subì la distruzione di alcune parti per opera dei Francesi e durante l’occupazione napoleonica vennero cancellati i meravigliosi giardini all’italiana, trasformati in piazza d’armi, mentre la stessa Reggia fu usata come caserma. Anno dopo anno subì un costante decadimento fino al suo recupero, ad opera della Sovraintendenza che iniziò un enorme cantiere di lavoro nel 1998 e la aprì al pubblico nel 2007.
Non fu restaurata solo la Reggia, ma anche il centro storico di Venaria, il Castello della Mandria con il parco, il territorio circostante con le cascine e recentemente i giardini.
Abbiamo poco tempo, entriamo negli enormi saloni e visitiamo i giardini, originalmente divisi in tre terrazze collegate con scalinate e architetture, molti lavori sono ancora da completare, per fortuna si sono salvati i disegni dell’epoca.

Ci sarebbe ancora tanto da visitare, purtroppo tre giorni sono pochi e dobbiamo rientrare a Trento, i chilometri sono tanti da fare, ritorniamo al camper e salutiamo i nostri amici e il Piemonte…

Autore/i: Salvatore Stringari
E voi ci siete stati? Mi lasciate un commento?
Correzione integrazione testo di Paola Gardin.
© Copyright By Salvatore – La Traccia, Escursioni e Viaggi

4 pensieri riguardo “583 Ricetto del Candelo, Forte Fenestrelle, Reggia di Venaria Reale

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