Escursioni

624 Monte Cornetto (al Zimàt)

Casera e Monte Cornetto
il Monte Cornetto visto da Erto © Copyright By Paola Marini Gardin. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Monte Cornetto (al Zimàt)

di Paola Marini Gardin

Data: 29-6-2021

Scheda Tecnica Riassuntiva:

Cima: Monte Cornetto
Gruppo Montuoso: Col Nudo
Cartina: Tabacco 021 Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave
Segnavia: CAI 903
Tipologia sentiero e Difficoltà: E Sentiero Escursionistico Sentiero privo di difficoltà tecniche che corrisponde in gran parte a mulattiere realizzate per scopi agro – silvo – pastorali, militari o a sentieri di accesso a rifugi o di collegamento fra valli vicine (nella scala di difficoltà C.A.I. è classificato E – itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche).
Quota partenza: 721 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 1792 m.s.l.m
Dislivello: m. 1100
Tempi di percorrenza: in giornata
Giro: A/R
Punti di appoggio: Casera Cornetto
Acqua, sorgenti: sì a Pian Grant
Località: San Martino, Erto (PN)
Copertura cellulare:
Parcheggio/i: sì pochi posti
Tappe del percorso: San Martino di Erto, Casera Cornetto, Pian Grant, Monte Cornetto e ritorno
Partecipanti: Silvano e Carmen, Paola

Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

alzi la mano chi conosce il Monte Cornetto, scommetto che risponderete in tanti: il Cornetto nella catena del Sengio Alto, il Cornetto della Vigolana, Corni e Cornetti ne avremo almeno un paio a testa… o almeno a regione. Questo, a noi sconosciuto, ci è stato segnalato tempo fa da Gianpietro Corona, il gestore dell’accogliente rifugio Cava Buscada, posto alle pendici del Monte Buscada in Val Zemola. Ci ha indicato uno dei rilievi dall’altra parte della valle, una cima in apparenza insignificante, uno dei tanti monti boscosi e dirupati che si elevano tra le Dolomiti d’Oltre Piave. “Il primo pezzo è in salita, ma poi spiana…una volta lassù il panorama è magnifico, potete arrivare anche solo alla malga, anche da lì la vista è bellissima, ma vale la pena continuare e salire in cima!”. Mettiamo in programma l’escursione al Monte Cornetto e oggi 29 giugno è la volta buona, partiamo in tre per l’avventura.

Il sentiero CAI 903

Da Belluno saliamo a Longarone e poi alla Diga del Vajont, superiamo il paese di Erto e la piccola frazione di San Martino, poco dopo lasciamo la statale 251 per imboccare sulla destra la stradina che scende nella forra, parcheggiamo l’auto poco dopo il ponte sul torrente Tuara, nel poco spazio a destra, a lato strada, m. 721.

Casera e monte Cornetto
Panorama dal sentiero 903 verso il Toc e Erto © Copyright By Paola Marini Gardin. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Il sentiero CAI 903 inizia proprio dall’altra parte della carreggiata, saliamo una breve scalinata in cemento, la mattina è limpida e solare e subito la vista spazia dalla Valle del Vajont, con quel che resta del lago, al tristemente noto Monte Toc, in lontananza vediamo il Monte Pelf, a destra il paese di Erto sormontato dal Monte Borgà, in ultimo il Monte Lodina, tutto in un magnifico contrasto di luci e ombre. Dopo poco arriviamo al capitello di Sant’Antonio in Zerenton, m. 762 e a un bivio, a destra il sentiero CAI 901 per Casera Feròn (è chiuso, dal Cornetto sarebbe possibile tornare qui con un lunghissimo giro ad anello) si inoltra nella Val Vajont, a sinistra il nostro CAI 903 s’inerpica ripido sul costone nord occidentale del Monte Cornetto.

alla casera malga Cornetto

Cominciamo a salire gli stretti tornanti rocciosi, galvanizzati dalla descrizione del nostro amico Gianpietro (“l’inizio è ripido, ma poi spiana”) e confortati dal magnifico panorama che si allarga sempre più, ancora non sappiamo cosa ci aspetta…una salita continua e inesorabile!
Dopo il tratto roccioso, ci immergiamo in un bosco di radi faggi, roverelle e aceri, passiamo i ruderi di vecchie casere e continuiamo a salire tornando allo scoperto sul costone roccioso, l’esposizione è attenuata dalla presenza di solidi arbusti, la visuale è sempre magnifica, sembra di poter spiccare il volo e infatti “Icarus Fly” è la scritta incisa su un cartello, in un punto dalla vista vertiginosa. Il sentiero prosegue, a 1350 metri circa si inoltra quasi in piano in un bosco di grandi larici e abeti, ci illudiamo di aver finito il “primo tratto ripido” e tiriamo il fiato. Tutto ci appare magnifico, il bosco selvaggio, il silenzio, un masso isolato con strani solchi, un enigmatico cartello con scritto “Taja Manaja”…riprendiamo il cammino e subito ricominciamo a salire ripidamente, il falsopiano era proprio…falso! Sempre più su, a zig zag, per tutto il dorso de “Le Rope” fino ad arrivare ad uno stretto passaggio, la segnaletica indica a destra “Scalèt” e diritto, in breve discesa, “Casera Cornetto min.30”, proseguiamo speranzosi verso la nostra meta traversando quasi in quota, il tratto in piano c’è, ma proprio alla fine! Procediamo in cengia, aggirando il versante nord orientale del monte, alla nostra sinistra cominciamo a vedere le vette della Val Cimoliana, un leggero rumore ci fa bloccare: due camosci stanno brucando tranquilli sul sentiero, ci vedono e fuggono precipitosamente lanciandosi giù nel canalone. Finalmente sbuchiamo nei verdissimi pascoli dell’ex Malga Cornetto, m. 1629, abbiamo sforato la tabella di marcia di soli 20 minuti, siamo accaldati ma fieri di noi.

Casera e Monte Cornetto
ex Malga Cornetto Bivacco Zanette © Copyright By Paola Marini Gardin. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Scendiamo leggermente attraverso i prati, passando accanto ai ruderi di una grande costruzione che dalle spesse, enormi pareti di pietra squadrata a mano, somiglia più a un forte che a una stalla: “Associazione Comuni Italiani Segretariato della Montagna Direzione lavori Dott. G. Roiatti 1-8-1923” è la dicitura scolpita nella pietra.
Casera Cornetto, adesso Bivacco Flavio Zanette (CAI Sacile), è stata restaurata recentemente ed è di proprietà del Comune di Cimolais. Ha un grande stanzone ben attrezzato con cucina economica, tavoli e panche, una scaletta porta ad una stanzetta superiore, con otto posti in letti a castello. Ci aspettiamo di vedere qualche quadrupede nei paraggi, un avviso raccomanda di “chiudere porte e finestre per evitare l’ingresso di capre”, ma non vediamo l’ombra di un ungulato.

Casera e monte Cornetto
Il Col Nudo dal Monte Cornetto © Copyright By Paola Marini Gardin. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Il panorama è davvero stupendo, come promesso: individuiamo subito l’inconfondibile sagoma del Campanile di Val Montanaia, sembra così piccolo tra le innumerevoli cime delle Dolomiti d’Oltrepiave e tantissima altra roba (superlativo della citazione dell’amico Gino Da Vià), sotto di noi la Val Cellina, la piana di Claut…

e al monte Cornetto

Dopo una breve sosta riprendiamo il sentiero, il cartello posto su un larice accanto a una fontana secca indica solo “ 903 Fontana”, tagliamo prima per i pascoli fioriti sotto il boscoso versante sud orientale del Monte Cornetto e poi proseguiamo nel bosco in leggera salita fino a sbucare sugli estesi pascoli del Pian Grant, m. 1675, una distesa prativa meravigliosa, la vista da qui è ancora più bella e completa, oltre al panorama di prima, ecco davanti a noi il Col Nudo nella sua cruda bellezza, e altre vette della Sinistra Piave, sempre tanta altra roba…
Una bella fontana butta abbondante acqua che scorre anche attraverso i prati, la vocazione di questo luogo a pascolo è indubbia, ora oltre a qualche escursionista solo camosci e altri selvatici si abbevereranno qui, peccato non vederne qualcuno.

Casera e Monte Cornetto
Cima Monte Cornetto © Copyright By Paola Marini Gardin. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

I miei due amici decidono di fermarsi, io non voglio perdermi la cima, so che non tornerò più qui (a meno di non arrivarci in elicottero) e faccio l’ultimo strappo: passo per i prati acquitrinosi cosparsi di doline e salgo liberamente verso una fascia boscosa, sulla dorsale trovo una traccia e in breve arrivo al cocuzzolo e alla piccola croce di vetta, Monte Cornetto m. 1762. Sono ricompensata da un panorama grandioso. Resto poco tempo, non voglio essere colta dalle vertigini, mio tallone di Achille, torno sui miei passi e raggiungo Silvano e Carmen al Pian Grant. Mi rilasso, i prati sono pieni di botton d’oro, arnica, gigli rossi, sui pendii fioriscono i rododendri, un luogo di pace.

a erto

Il sentiero 903 continua lungamente in direzione sud ovest verso Casera Feron dove incrocia il CAI 901 che sale dalla Val Cellina, noi torniamo indietro, ci dispiace lasciare questo luogo incantevole raggiunto con tanta fatica, ma non abbiamo scelta, ci aspetta una sofferta discesa per lo stesso percorso di andata. I veri montanari impiegano un’ora e mezza, noi ci mettiamo tre ore, quasi come per la salita. Ci siamo domandati come diavolo facessero un tempo a portare su e giù le mandrie di vacche (alpiniste) per questi tratturi, saranno saliti da qui o dalla Val Cellina? 

Nel breve tratto che spiana nel bosco sorprendiamo un maschio di camoscio tra gli alberi, la bestia prontamente si getta nel ripido e in un attimo, da chissà dove, un intero branco con femmine e piccoli si dà precipitosamente alla fuga dietro al maschio che, lo capiamo, non abbiamo affatto sorpreso, lui faceva da sentinella tenendoci d’occhio.
Abbastanza provati dalla ripida discesa, ci fermiamo a Erto per un giro di birre, il temporale di fine giornata non ci guasta l’umore. Dal paese il Monte Cornetto ci appare in tutto il suo sviluppo, alla base, ben visibile, la cappelletta di Sant’Antonio, il lungo costone, il dorso boscoso e dirupato che abbiamo percorso sul versante opposto, la cima…se ce ne fossimo resi conto al mattino, non saremmo mai partiti!

Ringraziamenti: ai miei due compagni di avventura, Silvano e Carmen, senza i quali non sarei mai approdata ai pascoli del Cornetto. Un grazie speciale a Gianpietro di Cava Buscada che ci ha spinti a salire in questo luogo magnifico con la sua accattivante descrizione, omettendo qualche particolare sulla pendenza.
Note: il Monte Cornetto può essere raggiunto dalla Val Cellina

Autore/i: Paola Marini Gardin
E voi ci siete stati? Mi lasciate un commento qui sotto?
Pubblicato da Salvatore Stringari
© Copyright By Paola Marini Gardin. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

4 pensieri su “624 Monte Cornetto (al Zimàt)”

  1. Racconti e immagini stupendi, e la tenerezza del camoscio che faceva la sentinella al branco di femmine e cuccioli è di una dolcezza infinita. Grazie per queste meravigliose emozioni che riuscite a trasmettermi!!!! ❤

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