Data: 29-06-2017
di Salvatore Stringari,
Classificazione delle difficoltà Alpinistiche

La fonte delle informazioni qui sotto riportate sono tratte da internet, o dai vari siti di montagna C.A.I / S.A.T. oppure trascritte dai libri di sicurezza in montagna, se qualcuno si sente offeso mi scriva provvedo a togliere.
in ambiente innevato e o Ghiacciato
Sia in arrampicata libera, sia in arrampicata artificiale, la scala numerica (ossia la classificazione della difficoltà da superare) non fa altro che descrivere e riassumere “asetticamente” l’impegno massimo richiesto nei passaggi o nei tratti dell’itinerario di roccia che viene rappresentato. In altre parole, il grado di difficoltà viene strettamente correlato alle capacità tecniche e motorie richieste all’alpinista/arrampicatore per compiere quell’itinerario.
Tale tipo di classificazione, tuttavia, può risultare insufficiente a descrivere percorsi di carattere molto vario o di particolare complessità. Ne sono un esempio le vie di roccia in alta quota o quella di stampo prettamente alpinistico nelle quali si alternano tratti di arrampicata su roccia a tratti di arrampicata su neve o ghiaccio.
Per portare a termine un tale genere di salite, infatti, può non essere sufficiente godere della necessaria tecnica arrampicatoria e “padroneggiare” il grado massimo previsto dalle asperità della roccia. Questo perché, in un percorso di stampo alpinistico, possono incidere sulla difficoltà della salita sia i pericoli oggettivi sia altri fattori legati alla lunghezza della via, tipo di chiodatura, possibilità di ritirata, isolamento, difficoltà di avvicinamento e di discesa, pericoli oggettivi, reperibilità della via e altri fattori.
Per fornire un riassunto della difficoltà complessiva di tali salite, ossia per dare una valutazione d’insieme in cui il “grado tecnico” sia solo una delle tante componenti, è stata adottata dall’UIAA la seguente scala di origine francese:
La scala della difficoltà alpinistica di insieme
| Grado | Significato (FR-IT) | Descrizione: |
| F | (Facile – facile) | Nessuna difficoltà particolare su roccia; pendii di neve e ghiaccio fino a 30° |
| PD | (peu difficile – poco difficile) | Alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio tra 30° e 40° |
| AD | (asséz difficile – abbastanza difficile) | Difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50° |
| D | (difficile – difficile) | Difficoltà alpinistiche più sostenute sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 50° e 70° |
| TD | (trés difficile – molto difficile) | Difficoltà alpinistiche molto sostenute sia su roccia che su ghiaccio; pareti di ghiaccio tra 70° e 80° |
| ED | (extremement difficile – estremamente difficile) | Difficoltà alpinistiche estreme sia su roccia che su ghiaccio; pareti di ghiaccio fino a 90° |
| EX | (exceptionellement difficile – eccezionalmente difficile) | Difficoltà alpinistiche estreme sia su roccia che su ghiaccio; pareti di ghiaccio fino oltre i 90° |
La fonte delle informazioni qui sopra riportate sono tratte da internet, o dai vari siti di montagna C.A.I / S.A.T. oppure trascritte dai libri di sicurezza in montagna, se qualcuno si sente offeso mi scriva provvedo a togliere (Trovate il modulo di contatto nella mio menu di apertura)
Autore/i: Salvatore Stringari
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