552 Picco di Vallandro

Picco di Vallandro
da Cimabanche -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

da Cimabanche al Picco di Vallandro

Data: 8-9-2020
Cima: Picco di Vallandro 2839 m. (Dürrenstein in tedesco)
Gruppo Montuoso: Dolomiti di Sesto
Cartina: Tabacco foglio 010 Dolomiti di Sesto
Segnavia: CAI 18 – 40
Tipologia sentiero: Escursionistico
Quota partenza: 1530 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 2839 m.s.l.m
Dislivello: 1309 m.
Tempi di percorrenza*: in giornata escursione lunga
Difficoltà*: Escursionistico
Giro: A/r
Punti di appoggio: Ristorante Chalet Passo Cimabanche, Rifugio Pratopiazza, Rifugio Vallandro
Acqua, sorgenti: sì
Località: Cimabanche, Pratopiazza
Copertura cellulare: parziale
Parcheggio/i: sì a Cimabanche
Tappe del percorso: Cimabanche, Val dei Chenopi, Prato Piazza, Picco di Vallandro 2839 m, Rifugio Vallandro, Pratopiazza, Cimabanche.
Partecipanti: Autori
Autore/i: Salvatore e Paola

Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

a Cimabanche

Dopo l’affollata escursione alla cima del Paterno di sabato scorso, martedì 8 settembre risaliamo la Valle del Boite fino al Passo Cimabanche m. 1530, abbiamo in progetto la salita al Picco di Vallandro m. 2839 che si trova all’interno del Parco Naturale di Fanes – Sennes – Braies.
La parte iniziale di questa escursione, che abbiamo già descritto in questo blog per la salita al Monte Specie, si svolge per sentiero poco trafficato, la massa turistica generalmente sale in auto da Braies Vecchia in Pusteria direttamente a Pratopiazza, pagando il pedaggio a Ponticello.
Un altro percorso sale da Carbonin al Rifugio Vallandro per i tornanti di una strada sterrata, interdetta al traffico e percorribile anche d’inverno con le ciaspe.

Picco di Vallandro
arco in roccia -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Lasciamo il nostro camper a Cimabanche 1530 m.s.l.m in terra veneta, percorriamo i pochi metri che ci separano dal confine con l’Alto Adige e andiamo a  prendere il sentiero 18a CAI (segnaletica in loco, poco distante da un casa cantoniera abbandonata) che si inoltra nella Val dei Chenòpi, una valle scavata dall’ omonimo torrente nei secoli, selvaggia, solitaria e bellissima. Le nebbie mattutine ci nascondono la vista sulla Croda Rossa d’Ampezzo, speriamo si dissolvano con l’avanzare delle ore.

la Val dei Chenope

Il percorso è dapprima pianeggiante, su stradina fra ghiaie e baranci, poi diventa sentiero nel rado bosco che costeggia il rumoreggiante Ru dei Chenope.

Il torrente nasce a Pratopiazza e deve il suo nome alla deformazione del termine tedesco Knappe (Knop dialettale), in italiano “minatore”, questi lavoratori della Pusteria percorrevano proprio questa valle per recarsi nelle miniere del Giau.

Dopo aver guadato su sassi un paio di volte il Ru dei Chenope, che in qualche tratto con le ultime piene ha anche eroso il sentiero, la valle si restringe e ci troviamo alla base di una gola rocciosa, da cui scende una copiosa cascata.
Saliamo il sentiero a zig zag, in costante pendenza, questo è il tratto più ripido (da fare con cautela in presenza di ghiaccio o neve) che presto, superato il pendio roccioso, spiana giungendo a un ponticello e a un bivio.
Andiamo a destra, seguendo l’indicazione per Pratopiazza, sentiero 18,  da qui passa anche un tratto dell’Alta Via 3 (andando a sinistra si arriva ugualmente a Pratopiazza con una decina di minuti in più, passando per Malga Stolla). Procediamo a lato del torrente, che qui scorre placido tra l’erba dei prati e dopo poche centinaia di metri giungiamo sui bellissimi pascoli verdi, dove ruminano, incuranti dei turisti, le mucche.

Picco di Vallandro
salendo… le Tre Cime di Lavaredo -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

 al Picco di Vallandro

Raggiungiamo il Rifugio Pratopiazza m. 2000, piccolo e grazioso rifugio alpino, in contrasto con la struttura del grande Albergo Croda Rossa costruito poco lontano dotato di piscina e sauna, il posto è molto frequentato servito com’è dalla strada asfaltata che sale da Braies Vecchia, nel parcheggio sottostante ci sono già parecchie automobili.
Accanto al Rifugio c’è una chiesetta, a lato di questa sale il sentiero CAI 40 per il Picco di Vallandro, il cartello indica 2 ore e trenta di cammino.
Ci mettiamo in marcia, trascuriamo al bivio il sentiero di destra per il Rifugio Vallandro poi quello per Malga Pratopiazza e cominciamo a risalire per lunghe diagonali il versante della montagna, tra bellissimi panorami, procedere è faticoso, specialmente sotto il sole, ma sempre facile.

Ci lasciamo alle spalle i pascoli con le mandrie, superiamo gli ultimi verdi cirmoli e ci ritroviamo in un ambiente di prati magri e ghiaie, ad ogni passo guadagniamo una meravigliosa vista sulla Croda Rossa che sbarazzandosi dalle nuvole sorge in tutta la sua maestosa bellezza.
Il sentiero ci appare infinito e sembra perdersi contro il cielo azzurro, dopo un paio d’ore finalmente arriviamo a un’anticima con una vista vertiginosa sulla Val di Landro, il verticale versante nord-est del Picco con le sue guglie, i burroni, le creste, contrasta notevolmente col pendio ghiaioso che si stempera nei prati, da noi appena salito.
Per arrivare alla cima vera e propria è stato attrezzato un breve tratto nella sella che mette in collegamento l’anticima con la cima, il passaggio è in discesa e può sembrare stretto e esposto, ma la catena permette di passarlo in sicurezza.
Saliamo l’ultimo tratto e raggiungiamo la croce di vetta.

Picco di Vallandro
in Cima -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

dolomiti… in Cima

Decantare la bellezza di questi luoghi è quasi superfluo, la Croda Rossa fa da principale attore, ma la vista spazia a 360 gradi e ci dona una soddisfazione immensa.
A nord il panorama ci offre Dobbiaco, le valli e i pascoli della Pusteria, sullo sfondo una serie infinita di vette imbiancate di neve, a oriente la Val di Landro, le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini di Misurina, a sud il Cristallo e poi la Croda Rossa, a ovest la Val di Braies Vecchia, i monti di Fanes Sennes Braies tra cui distinguiamo bene la Croda de Becco, da noi salita durante l’Alta Via n. 1.
Da qui è ancora più evidente la diversità di questa articolata vetta che verso sud ovest offre il suo lato “inoffensivo”, un declivio che scende dolcemente verso i pascoli di Pratopiazza e la sella di Specie, senza difficoltà alcuna, mentre a nord e specialmente a est, verso la Val di Landro, è scoscesa e vertiginosa, un susseguirsi di creste e campanili che meritano il nome di Dürrenstein, “sasso arido”.
Dopo una sosta-panino lasciamo a malincuore questo panoramico picco alpino e ritorniamo per lo stesso sentiero (segnaliamo una fontana sul percorso) scendiamo fino a raggiungere i grandi alberi di cirmolo, passiamo un cancelletto e, prima di raggiungere in basso il bivio per il Rifugio Vallandro, imbocchiamo una traccia evidente che porta in quella direzione.
Percorriamo il sentiero in costa, in mezzo ai pascoli, con magnifica vista su Tre Cime e Cristallo, la traccia finisce contro una recinzione…accidenti, sperando che nessun malgaro ci corra dietro, saltiamo lo steccato, passiamo l’ultimo pascolo con le mucche e ci ritroviamo al bivio con la stradina che sale al Monte Specie, poco distanti dal Rifugio Vallandro.

Picco di Vallandro
Croda Rossa al tramonto -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Scendiamo al Rifugio, m. 2040 e ci fermiamo per bere un paio di birre, una piccola sosta con vista sul Picco di Vallandro, inondato dal sole, prima di tornare alla base. Vicino al rifugio si trova Forte Pratopiazza, un fortino austro ungarico restaurato ma purtroppo chiuso e alcuni resti di opere della Grande Guerra. Altre rovine sono visibili salendo al Monte Specie.
Non ci resta che intraprendere il ritorno per stradina ufficiale in mezzo ai pascoli di Pratopiazza e poi giù per la Val dei Chenòpi, già in ombra, il sole invece batte ancora sulle pareti del Cristallo e della Croda Rossa, facendone risaltare i colori.

Finiamo la nostra bella giornata allo Chalet Ristoro di Cimabanche con altre due birrette, poi ben idratati torniamo al nostro camper, pronti per l’avventura di domani: Cadini di Misurina, Ferrata Merloni.
Grazie.
Salvatore e Paola.
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