Escursioni

610 Monte Rite

Monte Rite
parte del percorso su carrareccia © Copyright By Paola G. La – Traccia, Escursioni e Viaggi

Monte Rite

Data: 24-2-2021

Scheda Tecnica Riassuntiva:

Cima: Monte Rite
Gruppo Montuoso: Dolomiti di Zoldo
Cartina: Tabacco 1:25.000, foglio 25, Dolomiti di Zoldo Cadorine e Agordine
Segnavia: carrareccia (in alternativa sentiero 479)
Tipologia sentiero: Sentiero Escursionistico Esperti in Ambiente Innevato (EAI), turistico – escursionistico con navette in stagione
Quota partenza: 1530 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 2183 m.s.l.m
Dislivello: m. 650
Tempi di percorrenza*: 3 ore e mezza salita, 2 discesa con neve
Difficoltà*: medio-facile
Giro: A/R
Punti di appoggio: Rifugio Remauro, Rifugio Dolomites
Acqua, sorgenti: non rilevate
Località: Cibiana di Cadore
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì
Tappe del percorso: Passo Cibiana, Forcella Doana, Monte Rite, ritorno
Partecipanti: Silvano, Carmen, Roberto, Cristina, Amy, Wally, Paola.

Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente impervio e alpino e capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

Il Monte Rite è una tappa obbligatoria nel curriculum dei bellunesi, bellissimo da fare sia d’estate sia d’inverno. Io ci sono stata più volte, QUASI sempre salendo per il sentiero 479 per non incrociare, nella bella stagione, le navette cariche di turisti che sommergono di polvere gli escursionisti appiedati. Oggi partiamo da Belluno e ci dirigiamo verso il paese di Cibiana di Cadore, famoso per i suoi bei murales, saliamo verso il Passo Cibiana dove ci fermiamo nell’ampio parcheggio a destra, poco sopra il valico. Indossiamo scarponi e ramponi e ci abbassiamo di qualche decina di metri per imboccare, accanto al Rifugio Remauro, la stradina innevata che si innalza con innumerevoli tornanti verso la cima. La segnaletica è ottima, non si può sbagliare. Al primo tornante, alla nostra sinistra, vediamo il cartello che indica il sentiero “Col de Orlando” CAI 479, ma quest’inverno è caduta tantissima neve e non ci fidiamo di incamminarci per la traccia che si inerpica ripida nel bosco: preferiamo la comoda carrareccia innevata, molto più lunga ma più sicura, anche se, strada facendo, troveremo qualche tratto dissestato dalle slavine. La giornata è molto bella, il paesaggio sotto la neve acquista un fascino particolare, il percorso è sempre panoramico e mai difficile, la carrareccia ha pendenza costante, prestiamo un po’ più di attenzione solo nei passaggi ingombrati dalla neve che scivolando dai ripidi pendii vi si è accumulata, trascinando alberi e massi. Sono salita per la strada solo un’altra volta nel dicembre 2011, ma oggi mi pare ancora più lunga lunghissima, lunghissima, però passo dopo passo guadagniamo quota e arriviamo a una galleria, i ramponi ci sono utili per “scalare” il mucchio di ghiaccio e di neve che troviamo all’uscita.

Monte Rite
Uscita dalla galleria © Copyright By Paola G. La – Traccia, Escursioni e Viaggi

Fuori dal tunnel ritroviamo il sole e ci fermiamo sul pianoro per ammirare il panorama incredibile sulla corona dei monti innevati: Sasso Lungo di Cibiana, Sfornioi, Bosconero… Superiamo un Fortino della I^ Guerra dove, su una parete, è posta una lapide che commemora il X° anniversario dell’ascensione al Monte Rite di Papa Giovanni Paolo I^ (avvenuta nel 1993)  e in breve arriviamo a Forcella Dèona, m.2053. La vista si allarga sul “Caregòn del Padreterno“ ossia il maestoso Monte Pelmo e sul più vicino e boscoso Col Duro. In forcella arrivano o proseguono altri sentieri per cui sono possibili diversi itinerari. Noi seguiamo il segnavia per il Rifugio Dolomites, m. 2160, che raggiungiamo con un lungo traverso sul pendio innevato. Non ci aspettavamo di trovarlo aperto, invece è in piena attività, con numerose persone intente a consumare piatti gustosi sul terrazzo panoramico. Noi ci siamo portati il pranzo al sacco, ma non disdegneremo un piatto caldo o almeno una meritata birra da scolare d’un fiato. Entriamo nel locale (con mascherina e dopo disinfezione mani) dove ci attende un’amara sorpresa: birra finita, fino all’ultima goccia. Delusi, ci allontaniamo e saliamo fin sotto la cresta, dove si trovano i resti delle fortificazioni costruite prima della Grande Guerra e restaurate quando sorse, su iniziativa di Reinhold Messner, il “Museo delle Nuvole” il museo più alto d’Europa, inaugurato il 29 giugno 2002, che raccoglie oltre a quadri rappresentanti le Dolomiti, oggetti, fotografie, documenti e altro appartenuti a grandi alpinisti. Confesso di non averlo mai visitato. Prima della Grande Guerra questo monte era frequentato dai pastori e dal loro bestiame che qui trovavano ricchi pascoli e malghe accoglienti. Vi si trovavano anche giacimenti di minerali, galena, piombo, blenda, zinco e si ricavavano pietre per l’edilizia. Dopo la pausa saliamo i pochi metri che ci separano dalla sommità, Monte Rite 2183 metri di quota, dove occhieggiano le cupole vetrate del museo (ex alloggi dei cannoni).

Monte Rite
panorama con l’Antelao © Copyright By Paola G. La – Traccia, Escursioni e Viaggi

Rinunciamo a proseguire verso nord-est lungo il crinale di vetta, ho fatto il bel percorso ad anello anni fa d’estate, perché oramai è troppo tardi. La vista a 360 gradi è comunque superba: verso ovest Moiazza, Civetta e Pelmo, a nord Antelao, Sorapis, Tofane, le catene di Lagazuoi e Croda da Lago, a est la vallata con il paese di Auronzo, a sud Sasso di Cibiana, il gruppo del Bosconero, Tamer- Pale di San Sebastiano, Spiz di Mezzodì.

Monte Rite
discesa, Col Duro in primo piano, a dx sullo sfondo Pelmo © Copyright By Paola G. La – Traccia, Escursioni e Viaggi

Dimentico senz’altro tanta altra roba. Non si riesce a saziarsi di tanta bellezza, dover scendere fa male al cuore, ma non abbiamo scelta, anche gli Yak di Messner svernano altrove. Invece di tornare verso il Rifugio Dolomites (che tanto non ha più birra, del resto senza strada praticabile dovranno portar su i fusti a spalla…) scendiamo a ovest lungo la dorsale in direzione di Forcella Dèona, poi riprendiamo la stradina dell’andata. La sosta al Rifugio Re Mauro ci assicura finalmente il sospirato boccale di squisita birra, il sole ci sta lasciando, è ora di riprendere le auto e la strada di casa.

Nota: il Monte Rite è raggiungibile dal Passo Cibiana salendo per i 7 chilometri della strada sterrata (circa 2,30-3 ore) oppure, solo in estate, usufruendo delle navette a pagamento. Al primo tornante, è possibile prendere il Troi de Orlando, sentiero CAI 479 che arriva a Forcella Dèona e poi al Rifugio Dolomites e alla cima (2 ore).

Si può arrivare anche dalla località Quattro Tabià, abbassandosi dalla forcella Cibiana di circa 60 metri (o se si sale dal versante zoldano, fermandosi prima di raggiungere il passo) prendendo il sentiero CAI 494 che porta a Forcella Val Inferna dove si prosegue per il sentiero CAI 478 fino a Forcella Dèona e poi alla vetta (ore 2,30).

Da Vodo, in auto, si prende la strada per il Rifugio Talamini e poi si imbocca a piedi il sentiero CAI 478 o 494 per forcella Dèona (2 ore).

In inverno sentieri e carrareccia sono percorribili con le ciaspe o con gli sci di alpinismo. Si possono trovare delle slavine sul percorso e la presenza di ghiaccio nella galleria. Il Rifugio Dolomites è aperto indicativamente da maggio a ottobre, in inverno nei giorni festivi e nei fine settimana. Per info Rifugio Monte Rite Vicino al Rifugio è situato il Messner Mountain Museum Dolomites costruito recuperando un forte della Grande Guerra. 

Autore/i: Paola Gardin
E voi ci siete stati? Mi lasciate un commento qui sotto?
Pubblicato da Salvatore
© Copyright By Paola. La – Traccia, Escursioni e Viaggi

2 pensieri su “610 Monte Rite”

  1. Ciao, questo itinerario come detto sopra è fattibile anche d’estate ci sono le navette che portano al museo di Messner è molto panoramico e bello, i sentieri invernali vanno affrontati con molta prudenza e attrezzatura adeguata che… non sono le catenelle scambiate per ramponi… ma i ramponi quelli rigidi e punte lunghe… ben ritrovata… Sal

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