040 Cima Sassara, Bivacco F.lli Bonvecchio




Data: 01-09-2007 del racconto, ma risale a qualche anno prima.

di Salvatore Stringari,  

Cima Sassara m. 2790 s.l.m

La Storia del bivacco:
il bivacco “Bonvecchio” è stato posizionato nel lontano 1972. Si trova in uno dei luoghi più magnifici e solitari del Brenta. Questo luogo è poco frequentato. È un punto di ristoro per chi attraversa la catena settentrionale delle dolomiti di Brenta. Il “rifugio” sorge su una terrazza detritica poco a Nord di cima Sassara. Si trova a circa 300 m dalla cima circondata dal Pulpito Secondo e Cimon della Pozza. Ha sei posti letto. È disponibile acqua di fusione nei pressi con una piccola sorgente.

Scheda Tecnica Riassuntiva

Cima Sassara, bivacco “F.lli Bonvecchio”

Gruppo Montuoso: Dolomiti di Brenta
Cartina: Foglio 053 Tabacco Dolomiti di Brenta
Segnavia: S.a.t. 334 val Gelada – 336 Caludio Costanzi
Tipologia di sentiero e difficoltà:* Sentiero Alpinistico: (E.E.) – o sentiero Escursionistico per Esperti (E.E). Il sentiero attraversa zone impervie. Presenta passaggi che richiedono all’escursionista una buona conoscenza della montagna. È necessario avere una tecnica di base e un equipaggiamento adeguato. Corrisponde generalmente a un itinerario di traversata nella montagna medio alta e può presentare dei tratti attrezzati.
Quota di partenza: m. 1681 s.l.m.
Quota raggiunta: m. 2790 s.l.m.
Dislivello: m. 1.109
Tempi di percorrenza*: 10 ore (in giornata partire presto)
Giro: A.R
Punti di appoggio:  a Campiglio, il rifugio Graffer, il rifugio Stoppani se si sale direttamente con la funivia
Acqua, sorgenti: si, acqua di fusione portarsi abbondante acqua
Copertura cell: parziale
Località: Madonna di Campiglio, passo del Grostè
Parcheggio/i: si a pagamento al passo del Grostè e dintorni
Autore/i: Sal in solitaria

Nota: * I tempi di percorrenza e le difficoltà dipendono dalla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica. È importante la conoscenza del ambiente alpino. Capacità di progressione e movimento in ambiente alpino sono essenziali. Anche le capacità di orientamento sono fondamentali.

L’escursione in dettaglio:

Val gelada di Campiglio

Non è facile ricordare oggi questo lungo e intenso percorso in Brenta. È maestoso soprattutto nella parte alta. La più selvaggia e lunga cresta detritica inizia dalla Bocchetta dei Tre Sassi. Prosegue fino al passo di Pra Castron nel Brenta settentrionale …

io ci provo, con il sentiero O-334 da Passo Campo Carlo Magno m. 1681 s.l.m. alla malga Mondifra m. 1632 s.l.m. fino a raggiungere il bivio, e le indicazioni, che tralascio per malga Vaglianella a m.1828 s.l.m., anche perché è fuori dal mio percorso. Tuttavia, meriterebbe una visita. Continuo sul sentiero che sale ancora nel bosco fino ai primi picchi di cima Vaglianella m. 2340 e cima Mondifra Alto, m. 2528. Queste vette mi stanno sovrastando ora. Continuo lungamente per il vallone di val Gelada di Campiglio. Proseguo fino a quando raggiungo l’incrocio del sentiero 334-336. Raggiungo la Bocchetta dei Tre Sassi m. 2614 s.l.m. Salire questi gradoni che portano in quota non è stato facile. Tuttavia, ho raggiunto la “bocchetta dei tre sassi”. Mi fermo a riposare. Da lì poco prima giunge il sentiero che perviene del “Graffer”. Ora proseguo a sinistra con il sentiero O-336 che porta al bivacco e al Passo di Val Gelada m. 2686 s.l.m., e ad iniziare il sentiero alpinistico attrezzato Claudio Costanzi S.A.T/C.A.I 336 (via ferrata).

via ferrata alpinistica Claudio Costanzi SAT 336

Questo è il tratto alpinistico, fortemente impegnativo e tortuoso, dell’intero itinerario. Salgo verso sinistra e passo speroni rocciosi e cenge a volte strettissime. Passo per canali franosi affrontando una ripida traccia tra zolle di terra (1° grado -). Appena passato questo, trovo un altro passo in spaccata che mi ha dato da pensare. Se cado qui, mi trovano spiaccicato in fondo alla val Gelada. I pezzi del mio corpo saranno sparsi in ogni dove. Oltrepasso una frattura nel terreno e finalmente raggiungo un dosso erboso e sono più tranquillo. Da qui raggiungo il passo di Val Gelada a 2686 metri. Salgo ancora con fatica una nicchia e una roccia sporgente. Cenge improbabili e mi avvicino al Sasso Alto. Supero altre asperità e passaggi di cenge friabili. Attraverso sfasciumi di 1° grado. Riesco a raggiungere, incolume, la forcella di Cima Sassara. Tuttavia, non è finita. Attraverso ancora un pendio sassoso e cammino fino a raggiungere il versante nord di cima Sassara. Finalmente dopo la tempesta il sereno, eccolo il tanto inseguito bivacco li sulla pianeggiante e sassosa radura detritica… lo contemplo a lungo prima di entrare e firmare il libro del bivacco, per poi soffermarmi a sognare… tutto il resto panorami e cime che si susseguono infinite fino al Cevedale… ma questo è il mio sogno e lo termino con un sorriso. :) si è fatto tardi e purtroppo devo rientrare…

il rientro

Il rientro seguo interamente il tragitto percorso per raggiungere il bivacco, solo che decido di passare per gli Orti della Regina, per poi scendere al passo del Grostè, ma anche questo non è stato facile soprattutto affrontato da solo, ma che ha forgiato gran parte della mia attività soprattutto futura del andare in montagna termina così tra felicità, e panorami che porterò con me per sempre di questo tratto del Brenta selvatico e solitario, tra gli sfasciumi e i ghiaioni, sentieri sospesi nel vuoto, ma pieni di avventura, certo rimane, che, per chi si vuole avventurare in questi luoghi, ben deve sapere che non sono commerciali ma prettamente alpinistici e che per le difficoltà incontrate, raccomando una base alpinistica e di arrampicata, progressione, almeno su un 2 grado, molte volte non protetti dalle funi o dalla corda di cordata; tanto per essere sicuri: la frase d’effetto piede sicuro e assenza di vertigini qui la fa da regolatore delle emozioni, della sicurezza e della difficoltà da affrontare… Sal

Ps.: Le due foto pubblicate sono le uniche foto cartacee che sono riuscito a trovare nel mio archivio…

Rispetta la montagna! Riporta a casa i tuoi rifiuti non lasciarli sui sentieri e nei bivacchi!

Autore/i: Salvatore Stringari
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© By Salvatore Stringari | La Traccia, Escursioni e Viaggi

2 pensieri riguardo “040 Cima Sassara, Bivacco F.lli Bonvecchio

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