Data: 08-09-2007
di Salvatore Stringari,
via ferrata Oliva Detassis

Il sole deve ancora sorgere quando lasciamo Trento alla volta di Madonna di Campiglio. La luna ci accompagna ancora mentre ci inoltriamo nella Vallesinella. Raggiungiamo l’omonimo rifugio dove parcheggiamo.
Scheda Tecnica Riassuntiva
Via Ferrata Oliva Detassis
Cima: Bocchetta Bassa dei Massodi
Gruppo Montuoso: Dolomiti di Brenta
Cartina: Tabacco foglio 053 Dolomiti di Brenta
Segnavia: S.A.T/C.A.I 317-318-323-396
Tipologia sentiero e difficoltà:* Escursionisti Esperti Attrezzati (E.E.A). Itinerario che conduce l’alpinista su pareti rocciose o su creste e cenge. Queste aree sono preventivamente attrezzate con funi e/o scale. Senza queste attrezzature, il procedere costituirebbe una vera e propria arrampicata. Richiede adeguata preparazione ed attrezzatura quale casco, imbrago e dissipatore. E.E.A – itinerario per escursionisti esperti con attrezzatura. Mediamente Difficile (MD) tracciato continuamente verticale. È molto articolato e con tratti esposti. È attrezzato con funi metalliche e/o catene, e vari infissi metallici. Questi richiedono un certo impegno fisico anche se con l’aiuto di pioli di appoggio
Quota partenza: m. 1513 s.l.m.
Quota da raggiungere: m. 2790 s.l.m.
Dislivello: m.1277
Tempi di percorrenza: * in giornata
Giro: anello
Acqua, sorgenti: no, portarsi acqua
Località: Vallesinella m. 1513 s.l.m. (Madonna di Campiglio)
Punti di appoggio: i rifugi in stagione e bivacchi
Copertura cellulare: parziale
Parcheggio/i: sì a Vallesinella
Tappe del percorso: Vallesinella, rifugio Casinei, Rifugio Brentei, Vallone dei Brentei, Rifugio Alimonta, Via ferrata, bocchetta degli armi, Rifugio Alimonta, Vallone dei Brentei, Rifugio Brentei, Casinei
Partecipanti: autore e amici
Nota: * I tempi di percorrenza e le difficoltà dipendono dalla propria preparazione psico-fisica e tecnico-pratica. Sono influenzati anche dalla conoscenza dell’ambiente alpino. Ulteriori fattori includono la capacità di progressione, movimento e orientamento in ambiente alpino.
l’Escursione in dettaglio:
Vallesinella
Breve storia:
È considerata la ferrata più esposta e impegnativa delle dolomiti di Brenta. Il tracciato è stato realizzato tra il 1966 e il 1968 dai fratelli Detassis, Bruno Giordano e Catullo. Dedicata alla madre, è un percorso di notevole bellezza e difficoltà.
Dal parcheggio affrontiamo la salita verso il rifugio Casinei sul sentiero 317 SAT/CAI. Giungiamo dopo 50 minuti di camminata. Sono già accese le luci nel piccolo rifugio. A 1826 metri iniziano le attività. Alcuni si preparano per le colazioni. Altri pianificano di tornare a valle. Alcuni vogliono portarsi ai piedi delle vie ferrate e vie d’arrampicata. Ignoriamo il rifugio alla nostra sinistra. Prendiamo il sentiero Bogani verso la bocca di Brenta. Proseguiamo per il Brentei, a m. 2182 s.l.m., che raggiungiamo dopo un’altra abbondante ora di camminata. Ci accoglie l’aria fresca mattutina. Le nebbie si diradano. I raggi di sole colpiscono le pareti dolomitiche. Ci sono già i camminatori, alpinisti, e escursionisti in cammino. Da qui, prendiamo il sentiero per il rifugio Alimonta. Arriviamo fin sotto i Gemelli, i due denti di dolomia. Si slanciano in cielo verso il blu. Sono divisi da una frattura che li separa in modo simmetrico. Da qui “i gemelli” dall’alto del vallone padroneggiano sulla valle. Per quasi tutto il percorso rimangono a guardare. Quando arriviamo in prossimità di questi torrioni, deviamo a sinistra. Troviamo una targa che segna il sentiero da seguire. Percorriamo questo sentiero per un po’ e arriviamo sotto la parete. Attraversiamo la ormai scomparsa Vedretta dei Brentei.
La via ferrata Oliva Detassis
puntiamo ora il canale che scende dalla Bocchetta bassa dei Massodi. Inizia qui il sentiero ferrata Oliva Detassis, segnato da una targa ricordo. Salendo le scale ferrate, a tratti lunghe e verticali, strapiombanti, si supera una parete di 110 metri con passaggi mozzafiato. Il percorso è intramezzato di piccole ma esposte forcelle e cenge. Si arriva fino a poca distanza dalla Bocchetta Bassa dei Massodi, dove si incrocia il sentiero delle Bocchette Alte. Noi non vogliamo completare il giro ad anello. Abbiamo già fatto in passato le “bocchette alte”. Facciamo il “breve” tratto verso la discesa per il rifugio Alimonta. Andiamo a destra e raggiungiamo bocchetta degli Armi. Da qui, attraverso la Vedretta degli Sfulmini, torniamo al rifugio Alimonta. Poi a ritroso il sentiero fatto al mattino, mentre il sole inizia a tramontare e le ombre, a disegnare mitologici mostri tra le pareti del Brenta…
Autore/i: Salvatore Stringari
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