Data: Domenica 31 gennaio 2010
di Salvatore Stringari,
Forte di Campo Luserna
oggi parto da Trento. Sono con un collega di lavoro che abita al confine con il Veneto. Ci siamo accordati per fare il giro dei forti di Luserna con le ciaspole. Percorro la strada della Fricca per raggiungere Luserna. Passo per Carbonare e poi attraverso Lavarone arrivo a Luserna. Qui mi aspetta il collega e amico.

Scheda Tecnica Riassuntiva
Forte di Campo Luserna
Città: Luserna
Tipologia sentiero e difficoltà:* Sentiero Escursionistico in Ambiente innevato EAI
Tempo di percorrenza:* in giornata
Giro: Anello
Punti di appoggio: nessuno , tranne a malga campo per puro caso credo
Parcheggi: sì a Luserna
Acqua, sorgenti: no portare acqua
Costo della visita: gratuito
Tappa del percorso: Luserna, Malga Campo, forte Luserna, avamposto Viaz, avamposto Oberwiesen, Luserna
Partecipanti: autore e un amico
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà dipendono dalla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica. Sono influenzati dalla conoscenza dell’ambiente alpino, dalle capacità di progressione e movimento in tale ambiente e dalla capacità di orientamento.
L’escursione in dettaglio:
Forte di Campo Luserna
è domenica. È una giornata ventosa e fredda. Tuttavia, la voglia di andare è tanta. Visto l’invito, mi dirigo verso Luserna. Si tratta di un comune montano in provincia di Trento. È a più di 1300 metri d’altitudine e ha circa 300 abitanti. Il comune è al confine con il Veneto.
Abbiamo parcheggiato nella piazza del piccolo paesino. Ci dirigiamo per i vicoli tra le case che ci portano fuori paese. Imbocchiamo una strada forestale innevata. Iniziamo la nostra salita che ci porta fino a raggiungere malga Campo. Poco distante da Malga Campo troviamo un punto ristoro per i partecipanti la ciaspolata di Millegrobbe. Gentilmente i due “barman” ci hanno offerto un bicchiere di te caldo. Io e il mio amico non stiamo facendo la gara. Accettiamo e beviamo il tè molto volentieri visto il freddo. Noi non eravamo li per la Millegrobbe. Chiacchieriamo e ringraziamo i due “barman” per il buon tè e l’ospitalità. Poi ripartiamo per raggiungere la nostra meta. Sempre camminiamo in un bosco di abeti e larici. Camminiamo sulla neve e arriviamo ad un bivio con indicazioni per il forte. Raggiungiamo in breve il forte che ci fermiamo a visitare.

Corrono in questi giorni i ricordi per la shoah. Come ho scritto altre volte, mi rattristo quando visito questi luoghi abbandonati e lasciati all’incuria. Qui si è combattuta la nostra storia, che non è neanche tanto lontana. Questi luoghi dovrebbero essere recuperati e riconsegnati alla popolazione come musei all’aperto. Questo sarebbe ricordare e non dimenticare quanto dolore è passato su queste terre. Oggi siamo in un ambiente innevato che sembra magico. È ovattato in pace. Ma qui si è combattuta una feroce e sanguinosa guerra.
Visitiamo il forte nella piccola aerea che è stata recuperata con il contributo della P.A.T. Dopo la breve visita dentro il forte ripartiamo per il rientro qui la nostra escursione fa “il giro di boa”.
Avamposto Viaz
Insomma il nostro giro si sta portando verso la conclusione. Ma il mio collega che conosce il posto mi porta a visitare un’altra opera militare l’avamposto Viaz. Entriamo e percorriamo una breve galleria. Dobbiamo stare attenti alle stalattiti e stalagmiti “di ghiaccio” che affiorano sia dal terreno che dal soffitto. Sul fondo si vede una finestra. Questa galleria, scavata nella roccia per 150 metri, ci porta all’interno di questo avamposto. Bellissimo!!
Avamposto Oberwiesen
Continuando arriviamo a un altro avamposto Oberwiesen che visitiamo. ci devo e voglio ritornare…
Riprendiamo il cammino ancora una volta. Tagliamo per un bosco. Ritorniamo sul percorso tracciato per i partecipanti alla maratona di Millegrobbe. E in breve di nuovo in paese.
Autore/i: Salvatore Stringari
E voi ci siete stati? Mi lasciate un commento?
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