403 Canal di Limana Rifugio Pian de le Fèmene.

Rifugio Pian de le Femene Canal di Limana
Traccia © Copyright 2019 by Paola G. – La Traccia, Escursioni e Montagna

Titolo: Rifugio Pian de le Fèmene
Data: 6-2-2019
Cima: nessuna
Gruppo Montuoso: Prealpi Bellunesi e Trevigiane
Cartina: Tabacco foglio 024 Prealpi e Dolomiti Bellunesi
Segnavia: senza numero
Tipologia sentiero: turistico/escursionistico
Quota partenza: 980 m.s.l.m.
Quota da raggiungere: m. 1190 circa s.l.m.( il Rifugio a m 1140)
Dislivello: 210 m.
Tempo*: 5 ore
Difficoltà*: facile, se con sentieri non ostruiti dagli schianti
Giro: anello
Punti di appoggio: Rifugio Pian de le Fèmene, malghe in stagione
Acqua, sorgenti: sì – sorgente sul sentiero del Canal di Limana
Località: Valmorèl
Copertura cellulare: parziale
Parcheggio/i: sì a malga Montegal
Partecipanti: Cristina, Stella Alpina, Silvano, Paolo e l’autrice
Autore/i: Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: Silvano propone per oggi una passeggiata con le ciaspole in quel di Valmorel, da malga Montegàl per il sentiero delle creste fino al Rifugio Piàn de le Fèmene. Un itinerario un po’ lungo ma molto panoramico e soprattutto semplice se…non ci avesse messo lo zampino il diavolo.

L’escursione in dettaglio: ci ritroviamo in cinque alle 8.30 a Trichiana presso il famoso “Bar Bivio” (di cui io, nata sulla sponda opposta del Piave, ignoravo la storica esistenza) e dopo un buon caffè ci sistemiamo nell’auto del nostro capo gita Silvano. Saliamo verso Pranòlz e Mèlere e prima di raggiungere dopo circa mezzora il paesetto di Valmòrel giriamo a destra per la stradina asfaltata che ci porta al parcheggio nei pressi di Malga Montegàl (aperta, buona cucina tradizionale). Siamo incerti se indossare o no le ciaspole, la neve è molto bella e non dovremmo affondare, nel dubbio le agganciamo agli zaini. Sono le 9.30 circa, da qui sono possibili diversi itinerari per Pian de le Fèmene: uno diretto per il Troi dei Cavai, uno di mezzo per una strada forestale e uno più lungo, ma molto panoramico, che sale fin sulle creste, arrotondate, delle Prealpi. Scegliamo quest’ultimo, la giornata è stupenda e dovremmo avere una bellissima vista, ci avviamo per la stradina “delle Malghe” con l’intento di raggiungere Malga Cor e poi seguire il sentiero delle creste fino alla nostra meta. In meno di 15 minuti eccoci all’ex Malga Canal del Gat, ora sfruttata come ostello estivo che ne ha salvate le costruzioni.

Rifugio Pian de le Femene Canal di Limana
Gatto © Copyright 2019 by Paola – La Traccia, Escursioni e Montagna

Alcune sculture di legno, tra cui un bel “Gat” (gatto) sono poste lungo il percorso che fa parte della “Magnalonga” una bella iniziativa estiva che propone itinerari naturalistici di malga in malga accompagnati da degustazioni tipiche. Proseguiamo giungendo in breve a Malga I Van, anche qui ci sono belle sculture di legno, e cominciamo a salire per i tornanti, il panorama si apre sulle Malghe sottostanti e su parte dei monti della Valbelluna. La neve tiene, anche se è farinosa, la pista è battuta e le ciaspole restano sugli zaini. Oltre alle orme umane distinguiamo tantissime impronte di animali, peccato non saperle decifrare. Trascuriamo la forestale che si stacca a destra, un cartello indica che è ostruita dagli schianti, continuiamo a salire incontrando i primi ostacoli, abeti divelti e riversi a terra, però siamo su strada e li superiamo senza molta difficoltà. I problemi iniziano quando abbandoniamo la stradina per imboccare il sentiero verso Malga Cor, gli schianti sono più numerosi e ci ostacolano non poco, costringendoci a prove di virtuosismo acrobatico. Siamo testardi, se riuscissimo a oltrepassare il bosco poi ci troveremmo in un ambiente aperto e libero. Ma a un certo punto proseguire diventa impossibile, dobbiamo deciderci a ritornare indietro fin quasi al parcheggio per prendere un altro sentiero, la cosa ci deprime molto. Per fortuna troviamo un escursionista solitario che ci suggerisce una scorciatoia: ritorniamo indietro di poco e scendiamo per una “variante satana” rincorrendo la nostra nuova guida che si destreggia con disinvoltura tra gli alberi caduti, saltando o strisciando come uno scoiattolo. Ci porta fino alla forestale di mezzo, innevata, che secondo lui dovrebbe essere più libera e qui ci lascia procediamo spediti per alcune centinaia di metri, poi ricominciano i guai. Le ciaspole restano inadoperabili, impossibile usarle, ci intralciano anche appese allo zaino, passando in mezzo a frasche e tronchi. Gli alberi abbattuti sono decine, dobbiamo dar prove di agilità e pazienza, il percorso si svolge lungo la forestale dentro e fuori per le piccole valli e aggira le pendici occidentali del Monte Cor, per fortuna quasi in piano. Con sollievo notiamo che molte porzioni di bosco di faggi e abeti si sono salvate, sotto di noi vediamo le Malghe, dove siamo passati poche ore prima, in alto il sole che accarezza il sentiero delle creste negatoci dal destino. Superati gli ultimi schianti giungiamo al bivio con il “troi dei Cavai” (sentiero dei cavalli) che sale da malga Montegal e proseguiamo senza più ostacoli. Finalmente arriviamo a una insellatura e ci affacciamo sul versante trevisano, ampia la vista sul Visentìn con le sue antenne, il Cansiglio – Cavallo, il Pizzoc e la pianura trevigiana e veneziana, se il cielo oggi fosse terso come lo è a nord verso le Dolomiti potremmo spaziare fino alla laguna e vedere il campanile di S. Marco. Adesso ci resta poca strada, scendiamo leggermente in direzione sud ovest fino a prendere una traccia che si scosta, sulla sinistra, dal sentiero principale che porta verso l’Agriturismo Casera Vecia. Proseguiamo in cengia sempre con il panorama sulla pianura fino a intravedere dall’alto il tetto del Rifugio. Sono le 13.30, riteniamo di aver perso almeno un’ora a causa degli intoppi. Il sentiero cala ripido per qualche decina di metri e poi eccoci al Rifugio Alpino Piàn de le Fèmene, dove la simpatica Silvana, che lo gestisce ci sta aspettando. Che bellezza mettere i piedi sotto il tavolo e veder comparire i piatti con: formai fuso, pastin, fasoi, fonghi, salam, polenta brustolada…il tutto accompagnato da un buon vino cabernet.

Rifugio Pian de le Femene-Canal di Limana
Rifugio Pian de le Femene © Copyright 2019 by Paola — La Traccia, Escursioni e Montagna

Siamo felici per l’avventurosa scampagnata e ancor di più per la sosta culinaria, i sapori semplici e tradizionali sono i migliori. Alle 15 circa prendiamo la strada per il rientro, scendiamo per il Canal di Limana. Il percorso è incassato in una forra tra due pendici boscose, ma liberato dagli alberi caduti. Dobbiamo stare attenti al ghiaccio, qui in inverno non batte il sole, superiamo la piccola sorgente del torrente Limana che ha inciso questo canale. Usciti dalla forra, camminiamo su ex pascoli aperti, davanti a noi alcune delle Vette Feltrine, i Monti del Sole e il gruppo della Schiara e tanta altra roba.
Sono le 16.00 abbiamo impiegato meno di un’ora per ritornare a Malga Montegàl dove avevamo parcheggiato. Grazie agli amici che oggi hanno “ravanato” con me in questa magnifica giornata e grazie a Silvano che ci ha guidati nell’impresa.

Note: “Magnalonga Limana Valmorel” – domenica 14 luglio 2019- info su Facebook.
Il Pian de le Femene, e un altopiano sulle creste di confine tra il Bellunese e il Trevigiano, da qui sono possibili numerose escursioni fa anche parte del sentiero panoramico dal Grappa al Cansiglio. È raggiungibile dal lato Trevisano da Revine (Vittorio Veneto – TV) per strada carrozzabile e dal lato bellunese solo per sentieri o strade forestali con partenza da Valmorel o Melere. Questo altopiano con il suo valico ha avuto importanza strategica fin dai primi insediamenti neolitici. E’ stato uno dei luoghi della Resistenza, sul posto c’è un piccolo Museo e un monumento dedicato alle donne partigiane.
Paola. G
© Copyright 2018 by Paola e Salvatore – La Traccia, Escursioni e Montagna

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