Escursioni

568 Malga Garda

Malga Garda

Malga Garda, passeggiate in ogni stagione

Data: 20 maggio 2020
Data: 23 maggio 2020
Data: 18 novembre 2020

Scheda Tecnica Riassuntiva:

Cima:
Gruppo Montuoso: Prealpi Bellunesi
Cartina: Tabacco foglio 068 Prealpi Trevigiane e Bellunesi M. Cesen – Col Visentin
Segnavia: cartelli in loco
Tipologia sentiero: facile
Quota partenza: 1071
Quota da raggiungere: 1296
Dislivello: m. 225
Tempi di percorrenza*: 2-3 ore più le soste
Difficoltà*: facile
Giro: A/R
Punti di appoggio: malghe in stagione
Acqua, sorgenti: sì
Località: Lentiai
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì
Partecipanti: Paola e amici

Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

Voglio descrivervi una passeggiata, adatta a tutti, in uno dei meravigliosi luoghi dello spartiacque prealpino che separa (o collega, secondo i punti di vista) il territorio bellunese a nord con quello trevigiano a sud. A chi percorre la bellissima Valbelluna in auto per dirigersi verso le mete più prestigiose delle Dolomiti può sfuggire che la dolce dorsale a sud, dal Monte Cesen a Praderadego, dal San Boldo al Col Visentin, nasconda ambienti naturali solcati da entrambi i lati da una rete di stradine e mulattiere che portano a valli e boschi, a malghe e casere ancora ben tenute, prati e pascoli infiniti e creste da cui si gode un panorama incredibile, dalle cime dolomitiche al Mare Adriatico.

Monte Artent 20 maggio e Malga Garda 23 maggio 2020

A maggio siamo da poco usciti dalle restrizioni Covid e non mi pare vero di poter camminare e respirare un po’ di aria pura. Grazie alla mia amica Cristina, che conosce vari itinerari, da Belluno raggiungo Lentiai e insieme saliamo verso Colderù, un piccolo grazioso borgo affacciato sulla Valbelluna, proseguiamo per San Gervasio, dove si trovano una chiesetta e l’Osteria- Ristorante Baioch (ottimi la grigliata e lo spiedo) e infine raggiungiamo Pian di Coltura, dal nome che evoca un passato di forte presenza umana. Nei paraggi è presente anche una casa-campeggio della Parrocchia di Spinea. Saliamo ancora e parcheggiamo nello spiazzo vicino alla Baita Sci Club Lentiai m. 1071 e ci avviamo per la stradina sterrata che sale verso il Col d’Artent, m 1183. Da entrambi i lati si estendono i prati fioriti di narcisi e mi tornano alla mente i ricordi d’infanzia, quando con la mia famiglia ci recavamo su uno di questi colli per raccogliere mazzi di questi bellissimi fiori. Ora la fioritura, anche se non più soggetta a raccolta indiscriminata, è minacciata dagli scavi dei cinghiali e dalla presenza infestante delle piante di veratro. La tutela di questo patrimonio naturale è un progetto supportato e realizzato dall’azienda Unifarco, con la collaborazione di numerosi volontari di Lentiai: spero che questa meraviglia possa essere vista anche dal mio nipotino! Lasciamo a tratti la strada per salire vari dossi da cui ammirare il magnifico panorama sulla Valbelluna e sul Feltrino e arriviamo fino alle casere al Col dei Piatti poste su uno stupendo colle erboso da cui la vista spazia a 360 gradi. Per questa volta torniamo indietro, ma sono rimasta così felicemente colpita che il 23 Maggio torno sul posto con mia nipote e suo marito e stavolta proseguiamo per la stradina per raggiungere Malga Garda, che la volta precedente avevo visto stagliarsi alta su un colle. Lungo il percorso, la stessa meraviglia, prati punteggiati da narcisi e miosotidi (non ti scordar di me) e intorno panorami infiniti. Dal parcheggio abbiamo raggiunto Malga Garda in meno di un’ora, dalle casere di Col dei Piatti la strada scende fino a un bivio per poi risalire a destra con un largo tornante panoramico fino alla Malga, a quota 1296 metri. Oltre ad essere situata in un posto magnifico, è inserita nelle tappe della Strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi, adesso è chiusa, ma speriamo che la prossima estate possa tornare a offrire la sua cucina tipica e i taglieri di formaggi e salumi. Purtroppo dobbiamo tornare indietro, i miei nipoti devono rientrare a casa per mezzogiorno.

Malga Garda e Capitello di Garda 18 Novembre 2020

Quando un luogo è bello, ci si ritorna volentieri.

A distanza di quasi sei mesi torno su quest’angolo di Prealpi con Cristina e suo marito Edoardo, le giornate sono più fredde e brevi, il posto e il panorama sono sempre bellissimi. Le fioriture sono scomparse ma i colori autunnali dei faggi e dei larici non le fanno rimpiangere. Oggi con sorpresa vediamo che la stradina sterrata che sale dal parcheggio è stata asfaltata, un vantaggio per chi sale in auto alle malghe o alla propria casera. Superiamo Malga Garda m. 1296 e poco dopo una casera diroccata in bella posizione panoramica (in vendita, per chi fosse interessato) con alcuni ruderi della stalla vicina, poi scendiamo lungamente prima la bella dorsale prativa e poi il sentiero in mezzo al bosco di faggi fino a raggiungere il Capitello di Garda, m. 1208 e un bivio. Proseguiamo a destra seguendo la segnaletica per Malga Mariech per pochi minuti fino a un’area pic nic e un altro incrocio. Fin qui mezz’ora da Malga Garda. La stradina continua, tentatrice, in costa nel bosco ma noi ci fermiamo per la nostra pausa con pranzo al sacco, trovando un posto baciato dal sole. Peccato che le giornate si siano fatte corte e fredde, guardo con immenso desiderio la segnaletica: da qui in un’ora abbondante si può raggiungere Malga Mariech oppure il Rifugio Posa Puner, sgambettando per 9,4 chilometri si può arrivare a Milies, scorgo in lontananza la forcella e la dorsale del Monte Zovo raggiunte in un’escursione del dicembre 2019 partendo proprio dal paesino di Milies (Segusino). Per oggi la passeggiata è finita, torniamo sui nostri passi con in mente una nuova rete di percorsi per la prossima stagione, sperando che il malefico covid ce lo permetta.

tratto dalla cartellonistica del luogo: durante la Prima Guerra Mondiale sul Col d’Artent fu realizzata, leggermente sotto costa per proteggerla dal fuoco nemico, un’importante postazione di artiglieria austroungarica. Per la sua posizione lungo il crinale del Monte Garda era ideale per battere il Massiccio del Grappa. Il 28 ottobre 1918 le truppe italo francesi occuparono le alture sopra Valdobbiadene, il 29 i battaglioni alpini raggiunsero il Monte Cesen e il 31 ottobre, dopo una feroce lotta corpo a corpo, conquistarono il Col d’Artent; il Capitello di Garda originale fu fatto costruire nel 1586 su ordine del Senato Veneto al confine tra la Contea di Cesena (Lentiai) e Valdobbiadene per segnare il punto di convergenza delle linee di confine, ponendo fine alle lotte e alle controversie tra le due parti per l’appropriazione di boschi, beni e pascoli. Distrutto alla fine della Seconda Guerra Mondiale, fu ricostruito nel 1996 dal fante Mainardo dal Piva.

Autore/i: Paola Gardin
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Pubblicato da Salvatore Stringari – La Traccia, Escursioni e Viaggi
© Copyright By Paola G.

2 pensieri su “568 Malga Garda”

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