044 Dolomiti le più belle vie Ferrate in Brenta




Data: 02-09-2007 

di Salvatore Stringari, 

Le vie Ferrate del Brenta 

Ecco un riassunto dei sentieri. Li ho percorsi più volte sia in senso orario che antiorario. Questo è utile a chiunque voglia concatenare, in alcuni giorni, le vie ferrate del Brenta sempre in quota. I vari rifugi servono come base per il vostro riposo. Io ho già percorso questi sentieri almeno una decina di volte. Vi assicuro che sarete ricompensati della fatica che farete. Ad ogni svolta il panorama vi si presenta innanzi in tutta la sua bellezza. Rimarrete colpiti dietro ogni angolo.

Le vie Ferrate del Brenta 

Note* i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica. Esse dipendono dalla conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino e capacità di orientamento.

in Brenta 

Faccio una parentesi ambientalista: Purtroppo negli ultimi anni l’ambiente montano è cambiato molto. Questo non accade solo ad alta quota. I nevai e le vedrette si sciolgono man mano. Mentre i potenti della terra stanno a guardare, preoccupandosi solo dell’interesse economico, pochi pensano all’ambiente in cui viviamo. Le persone gettano rifiuti ovunque e inquinano le sorgenti. Di conseguenza, l’acqua, i mari e i torrenti vengono inquinati. Questo si ritorcerà presto contro di noi. Berremo, mangeremo e respireremo l’acqua e l’aria che stiamo inquinando. Dobbiamo ricordarci che abbiamo una sola terra, il mondo in cui viviamo! Abbiamo preso in prestito la terra dai nostri figli. Domani, i nostri figli dovranno affrontare tutte le conseguenze. Ciò include i nostri errori in nome del progresso. Sarà anche per gli interessi economici di pochi. Anche se bevete l’acqua minerale, ricordate una cosa. L’acqua che bevete viene sempre dalla terra e dalle sorgenti. Proviene anche dalle falde acquifere sotterranee, che sia minerale o meno! Riprendo con la descrizione dei sentieri.  

I sentieri qui sotto descritti sono percorsi indirizzati a ESPERTI DI MONTAGNA sentieri di varia difficoltà: Escursionisti Esperti Attrezzati  E.E.A. 

Vista la possibilità di attraversare nevai o canali ghiacciati, si consiglia di portare ramponi e picozza. Si raccomanda anche casco e imbrago con set da ferrata. 


  • Sentiero Ettore Castiglioni: punto di partenza rifugio XII Apostoli 2.489 m. s.l.m., Si può giungere al pomeriggio e dormire la notte in questo rifugio. La mattina, dopo una buona colazione, si può partire freschi e riposati per il rifugio Agostini (in val d’Ambiez) 2.410 m. s.l.m. Il percorso in sintesi: vedretta di Pratofiorito, Bocchetta dei due denti, vedretta d’Ambiez. ore 2:30 esposta, abbastanza difficile. Quota massima 2.859 m. s.l.m.

  • Sentiero L. Brentari: si può decidere per il pernottamento al rifugio Agostini oppure continuare per il rifugio Pedrotti 2.491 m s.l.m. In questo caso, mettere in conto le 3 ore circa per raggiungere il Pedrotti. Aggiungere anche le 2:30 impiegate per arrivare al Rifugio Agostini. Il percorso in sintesi: vedretta d’Ambiez bocca tosa cima Tosa vedretta superiore Tosa. Ore 3:15 circa. Difficoltà: facile ma con una serie di scale esposte. Quota massima 2.860 m. s.l.m.

  • Sentiero bocchette Centrali: dal rifugio Pedrotti dove abbiamo trascorso la notte partenza per il rifugio Alimonta 2580 m. s.l.m. Il percorso in sintesi è: Bocca di Brenta Sentinella bocchetta di campanile alto bocca degli armi vedretta Sfulmini. il tempo usato per percorrere il sentiero 3:30 ore circa. difficoltà del sentiero: notevolmente esposto e abbastanza difficile. Quota massima 2749 m. s.l.m. Pernottamento al rifugio Alimonta è d’obbligo. Il giorno successivo ci aspettano circa 6 ore di splendida camminata. C’è anche una ferrata che non dimenticherete.

  • Bocchette alte: dal rifugio Alimonta 2.580 m. s.l.m. dopo aver trascorso la notte si parte per il rifugio Tuckett 2.272 m. s.l.m. ritornando per un po’ sui passi del giorno prima. questa ferrata è un percorso impegnativo e alpinistico si raccomanda la massima attenzione. Il sentiero in sintesi comprende la vedretta dei Sfulmini. Si prosegue per lo spallone dei Massodi e la cengia di cima Brenta. Poi si raggiunge la bocca del Tuckett e la vedretta di Brenta inferiore. Il tempo utile per questo sentiero 6 ore circa +/- toccando la quota massima di 2.999 m. s.l.m. arrivando al rifugio Tuckett a 2.272 m. s.l.m. Giunti al Tuckett termina la prima parte del viaggio. quindi non ci resta che scendere a valle per il sentiero che porta alla Vallesinella. oppure proseguire per il S.O.S.A.T. passando un’altra notte in quota in un altro storico rifugio il: Tuckett.

  • Sentiero S.O.S.A.T: dal rifugio Tuckett 2.272 al rifugio Brentei 2.182 m.s.l.m.  in 2.30 ore +/- in sintesi il sentiero vedretta brenta inferiore cengia punta Campiglio vallone dei Brentei. sentiero facile con una sola scala lunga abbastanza difficile perché verticale/strapiombante. E’ possibile trascorre un altra notte in quota al Rifugio Alimonta o Brentei e l’indomani avventurarsi sul sentiero Oliva Detassis.

  • Sentiero Oliva Detassis: dedicato dai figli Bruno, Giordano e Catullo Detassis alla loro mamma. Rifugio Brentei 2.182 m. s.l.m.  Bocchetta bassa Massodi m. s.l.m. e rientro per il rifugio Alimonta. Il sentiero in sintesi: vallone dei Brentei, Gemelli bocchetta Massodi. Sentiero molto bello, alpinistico e molto difficile. È breve, ma include scale metalliche lunghe che superano una parete di circa 100 metri strapiombante. La verticalità di questa via è sempre al limite. Mancano a questo punto due sentieri altrettanto importanti. Chiudiamo quindi  questo giro con i sentieri del gruppo del Grostè.

  • Sentiero Alfredo Benini: rifugio Tuckett 2.272 m. s.l.m. al rifugio Grostè 2.438. Non impegnativo e di facile percorrenza. Tempo di percorrenza: ore 4:30. Il sentiero in sintesi comprende la vedretta di Brenta inferiore, Bocchetta alta di Vallesinella, cengia Falkner e passo del Grostè.

  • Sentiero Gustavo Vidi: rifugio Grostè, 2.438 m. s.l.m. al rifugio  Giorgio Graffer 2.261 m. s.l.m. in sintesi il percorso: (passo del Grostè) cresta  pietra grande per un totale di ore 3.00 molto facile su terreno friabile, con il temporale è meglio allontanarsi in fretta dalla cresta, esperienza personale.

Autore/i: Salvatore Stringari
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