520 il Popèra, rifugi I. Lunelli e A. Berti

foto: il Popèra, rifugi I Lunelli e A. Berti
il rifugio I. Lunelli -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

il Popèra, Rifugi I. Lunelli e A. Berti

Data: 8-Agosto- 2010
Cima: nessuna
Gruppo Montuoso: Popèra
Cartina: Tabacco Foglio 017 Dolomiti di Auronzo e del Comelico
Segnavia: 101 CAI
Tipologia sentiero: Escursionistico Esperti (E.E.)
Quota partenza: 1568 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 2717 m.s.l.m
Quota raggiunta: 2450 m.s.l.m
Dislivello: 882 m. (1149 m. al passo della Sentinella)
Tempi di percorrenza*: in giornata
Difficoltà*: Facile fino al rifugio Berti, Mediamente Difficile nel canalone
Giro: A/R
Punti di appoggio: Rifugio Italo Lunelli 1568 m. Antonio Berti Vallon del Popèra
Acqua, sorgenti: cascate e fontanelle
Località: Val Grande, Comelico Superiore
Copertura cellulare: non verificata
Parcheggio/i: sì al rifugio Italo Lunelli
Tappe del percorso: Rifugio Italo Lunelli, Vallon del Popèra, Rifugio Antonio Berti, Lago del Popèra e ritorno
Partecipanti: Autori
Autore/i: Sal e Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

il Popèra, Rifugi I. Lunelli e A. Berti

In questo magnifico giro abbiamo toccato una delle zone estreme della provincia di Belluno, al confine tra il Comelico Superiore e l’Alta Val Pusteria, provincia di Bolzano. Al tempo della prima Guerra rappresentava il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro Ungarico, per la conquista di questo punto strategico furono compiute furiose battaglie con grandi sacrifici di uomini.
Uniamo l’interesse per la storia all’amore per la montagna e decidiamo di intraprendere questa avventura ai piedi del gruppo del Popèra, una delle escursioni più belle che ricordiamo, purtroppo senza portare a termine la salita completa al Passo della Sentinella. È un angolo delle Dolomiti affascinante che ci ha colpito, nonostante la presenza di altri gitanti, per la sua imponente, solitaria posizione e grande bellezza, lo definiamo un tuffo in una valle sospesa nel tempo, attorniata da magnifiche cime.
Da Belluno raggiungiamo Santo Stefano di Cadore, lasciamo la statale e proseguiamo a sinistra verso Padola, raggiungiamo Bagni di Val Grande e al termine della strada che si inoltra nella splendida conca di Selvapiana , sotto le cime articolate dei Campanili del Popèra, arriviamo al Rifugio Italo Lunelli dove parcheggiamo.  Il Rifugio, a quota 1568 metri, è il punto di partenza per importanti itinerari escursionistici sia per esperti, sia per semplici camminatori e per numerose vie ferrate e di arrampicata. Partiamo seguendo il segnavia 101 per raggiungere il rifugio Berti.

foto: il Popèra, rifugi I. Lunelli e A. Berti
la Cascata del Rio Risena -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

La stradina passa per il bosco e porta al greto del torrente Risena, passato questo rio su un ponticello di legno il falsopiano finisce, dopo aver dato uno sguardo alle alte cime del Popèra e alla cascata che scende dal Vallon di Popèra iniziamo a salire per la mulattiera a tornanti. Il sentiero non è mai troppo ripido, ci alziamo abbastanza velocemente sul tracciato roccioso, fiancheggiato dai verdi e odorosi mughi. Ci avviciniamo ai due ruscelli che formano la cascata che già avevamo ammirato dal basso, li guadiamo e con un’ultima salita raggiungiamo il Vallon Popèra e il Rifugio Antonio Berti, metri 1950, dopo circa un’ora dalla partenza.
Facciamo una breve sosta all’interno per un paio di caffè, poi riprendiamo il cammino e andiamo a incrociare il sentiero 124 saliamo inoltrandoci nel Vallon di Popèra, immersi in un mondo indescrivibile, rocce, pareti e pinnacoli che ci sovrastano, ghiaie bianche del Passo della Sentinella che ci attirano e sembrano a portata di mano…
Arriviamo dopo circa mezzora al piccolo lago “del Vallon”, metri 2142, nel catino che un tempo ospitava il nevaio e prendiamo il sentiero 101 CAI cominciando a inerpicarci sulla mulattiera militare verso il passo, il primo tratto è roccioso, ma dopo ci alziamo più faticosamente lungo il crinale di una grande morena, lasciata dal ghiacciaio che in tempi remoti occupava tutto il vallone.

il Popèra, rifugi I. Lunelli e A. Berti
laghetto del Vallon Popèra -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Il sentiero lascia la morena e proseguiamo su un più ripido ghiaione avvicinandoci alle pareti rocciose della Croda Rossa di Sesto. Tiriamo il fiato guardando il tratto percorso, laggiù la sella del Rifugio Berti, in lontananza un pezzetto di Valgrande, da entrambe le parti la sfilata di pareti alte e severe e riprendendo il cammino, ecco il Passo della Sentinella che sembra vicino, ci resta solo un tratto, il più faticoso. Ma la meta resterà un miraggio per oggi, ci vengono incontro grigie e minacciose nuvole che dopo un po’ ci scaricano addosso acqua, grandine, neve e si alza il vento. La nebbia e le intemperie ci avvolgono, decidiamo di rinunciare e facciamo dietro front.

foto: il Popèra, rifugi I. Lunelli e A. Berti
il Passo della Sentinella -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Dopo 40 minuti il maltempo cessa e ritorna a splendere a tratti il sole, il tempo è veramente mutevole in agosto, ma oramai abbiamo perso quota e siamo tornati al laghetto. Vale la pena però, invece di scendere subito al Berti, di prendere al bivio il sentiero 124 che porta verso il Creston Popèra, il meteo migliora ancora, il grigio delle nuvole lascia spazio ai vivi colori che ci regala la natura e, su un magro prato, vediamo tre magnifiche vacche, un po’ lontane dalla consorelle al pascolo, che sembrano proprio in posa per un fotografo! Sdraiate su un piccolo poggio, è il caso di dire stravaccate, ma con dignità.

foto: il Popèra, rifugi I. Lunelli e A. Berti
mucche al pascolo e Paola -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Raggiungiamo il Belvedere dove possiamo leggere i nomi e le quote delle cime (purtroppo non li ricordiamo) e lasciarci ancora una volta affascinare dal panorama. Sotto di noi si stende la lunga, verdissima Valgrande, contornata dai boschi, all’orizzonte la vista sulla “Cresta della Spina” e le Crode del Longerin…voltandoci lo scenario si apre sulle pendici di Cima Undici, il Vallone di Popèra col ghiaione che sale fino al Passo della Sentinella, le pendici della Croda Rossa di Sesto…
Poco sotto al Belvedere si trova l’ex Rifugio Olivo Sala, ristrutturato nel 2004, ma lo troviamo chiuso. Facciamo ritorno al Rifugio Berti scendendo per il sentiero 171 e per lo stesso percorso di andata raggiungiamo il Lunelli e il parcheggio.

Note:
– abbiamo descritto questo itinerario dopo dieci anni dalla sua effettuazione, i ricordi sono un po’ sbiaditi e potremmo aver peccato d’imprecisione. Vi consigliamo sempre, se volete intraprendere un’escursione, di munirvi di una cartina e chiedere informazioni ai gestori dei rifugi.
Da parte nostra ci proponiamo di tornare in questi luoghi che ci hanno affascinato.
– nel 2015 all’interno dell’ex rifugio Olivo Sala è stato allestito un piccolo Museo di Guerra.
Sal e Paola.
-© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

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