524 Cadini del Brenton e la valle del Mis

Cadini del Brenton
Cadini del Brenton -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Cadini del Brenton e la valle del Mis

Data: 19-5-2011
Gruppo Montuoso: Monti del Sole Schiara
Segnavia: Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Tipologia sentiero: sentiero tematico
Quota partenza: 433 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 450 m.s.l.m
Dislivello: 27 m.
Tempi di percorrenza*: 1 ora
Difficoltà*: Turistico (T)
Giro: A/R
Punti di appoggio: Centro Visite, Chiosco in Pian Falcina, Bar alla Soffia (in stagione)
Acqua, sorgenti: sì
Località: Comune di Sospirolo (BL), Valle del Mis
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì
Tappe del percorso: Belluno, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Valle del Mis, Belluno
Partecipanti: Autori
Autore/i: Sal e Paola Gardin
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Quella che descriviamo oggi non è una vera escursione, vogliamo farvi conoscere un angolo meraviglioso a pochi chilometri da Belluno, in una valle incuneata tra i Monti del Sole, le montagne più selvagge delle Dolomiti Bellunesi.

L’escursione in dettaglio:

Cadini del Brenton e la cascata della Soffia

Da Belluno ci dirigiamo verso Mas di Sedico, voltiamo a sinistra a Ponte Mas e dopo aver passato La Certosa e il Lago di Vedana saliamo in direzione del paese di Sospirolo, senza raggiungerlo perché voltiamo a destra per raggiungere la Valle del Mis.
La strada provinciale costeggia il lago artificiale, passate alcune gallerie sbuchiamo in Pian de la Falcina, a circa metà del lago, dopo aver attraversato il bel ponte sul torrente Falcina che qui forma un magnifico fiordo verde- azzurro. Proseguiamo per la strada sorpassando il chiosco e gli spiazzi per il parcheggio, ci siamo fermati qui altre volte per sostare sul bellissimo prato che degrada verso le acque, dove si riflette la corona di monti irraggiungibili ai comuni escursionisti. Oggi proseguiamo fino alle fine del lago, parcheggiamo a lato strada, prima del ponte che attraversa il torrente Mis.

Cadini del Brenton
Cadini del Brenton -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Ci incamminiamo per il facile sentiero in mezzo al bosco che ci conduce ai Cadini o Marmitte del Brentòn, una successione di cavità scavate dalla forza del turbolento torrente Brentòn, in millenni di erosione delle rocce. L’acqua trascina sassi e ciottoli che vorticando nelle pozze scavano la roccia formando nella stretta forra dalle pareti verticali tanti “catini” a altezze digradanti, alcuni molto profondi. Il torrente precipita dall’alto con rumoreggianti cascate, riempie le marmitte, si divide in cascatelle, si quieta in limpidi laghetti per terminare la sua corsa nel lago del Mis. Il percorso ad anello è obbligato, dobbiamo seguire il sentiero provvisto di scalini e ponticelli di legno, ci troviamo nel Parco delle Dolomiti Bellunesi, purtroppo è proibito tuffarsi nei verdi bacini dalle acque invitanti. Questo ha tolto molto all’incantesimo di questo luogo, ma è inutile provare nostalgia per le belle discese lungo gli scivoli naturali che finivano in una vasca di’acqua gelida, i tuffi dalle rocce, il sole caldo distesi sulla pietra calda…

Cadini del Brenton
Cadini del Brenton -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

possiamo ammirare intatto questo piccolo miracolo d’acqua e pietra e proteggere la flora e la fauna, prima minacciati dai comportamenti umani. Frequentato in passato solo dai pochi abitanti dei paesi limitrofi, che pur bagnandosi lo rispettavano, era diventato negli anni un “parco divertimento estivo” con decine di turisti che lasciavano ogni genere di immondizia nell’acqua e in ogni anfratto di roccia. Come sempre, per la maleducazione di tanti, le persone rispettose hanno perso la possibilità di rinfrescare anche un solo dito alluce in acqua. D’inverno le cascate ghiacciate offrono un magico spettacolo.

Giardino botanico della “campanula morettiana”

All’inizio del sentiero per i Cadini del Brenton, da qualche tempo gestito dal Parco, è stato realizzato un piccolo giardino botanico dove nel periodo di fioritura si può ammirare la “campanula morettiana”, emblema del Parco, e la ricca flora delle montagne delle Dolomiti Bellunesi.

La cascata della Soffia

Dopo la visita ai Cadini proseguiamo a piedi attraversando il ponte sul torrente, la strada provinciale continua a sinistra lungo il Canale del Mis (se vi capita vale la pena di percorrerla, è stata ripristinata dopo i franamenti dell’alluvione del 1966 e si snoda lungo il tratto più selvaggio del torrente per salire poi verso Gosaldo e Forcella Franche) la stradina per la Cascata della Soffia invece va a destra. Noi oggi prendiamo questa stradina, superiamo il Bar- Ristorante e la Chiesetta dedicata a San Remedio e ci incamminiamo sul sentiero che ci porta alla Cascata della Soffia, un altro breve percorso con protagonista l’acqua che vorticando nella forra si getta nel Lago del Mis. Raggiungiamo il belvedere sospeso sulla gola, il torrente scorre fragoroso sotto di noi e poi precipita con un salto di dodici metri, rimbombando tra le rocce. Il torrente non ha sempre la stessa portata, nel periodo estivo è più scarso, i mesi migliori per una visita sono settembre e ottobre. Il percorso ci permette di scendere tra le rocce fino a livello del lago, dove l’acqua si placa tranquilla e limpidissima. Quando la valle non era occupata dal bacino artificiale la cascata era più alta e per qualche anno fu una vera attrazione, con tanto di entrata a pagamento.cascata

Val Falcina

La Val Falcina è una gola a V profondamente incisa nella dolomia del versante nord del Monte Pizzocco, il percorso ad anello è un po’ più impegnativo dei precedenti, circa trecento metri di dislivello, in passato abbiamo fatto anche questo. Il sentiero didattico-naturalistico parte da Pian di Falcina, costeggia il fiordo e poi sale con tratti ripidi nel bosco il Col de la Feda (feda = pecora in dialetto), prosegue in cengia e poi scende fino a guadare il torrente Falcina (Gola della Val del Burt).
Si passa dall’altro lato del vallone e quasi sempre in discesa nel bosco si torna a pochi metri dal punto di partenza. 

Gena Bassa, Media e Alta, California, paesi abbandonati.

“Le Gene” della Valle del Mis, dopo le guerre già paesi di emigranti, sono state definitivamente abbandonate dopo la terribile alluvione del 1966 che facendo franare la strada le rese a lungo inaccessibile. Prima di questo disastro, della formazione del lago e della nuova carrozzabile, la stretta strada che risaliva la Valle del Mis dal Bellunese verso l’Agordino era percorsa anche dalle autocorriere di linea. Per un breve periodo di fine ottocento infatti, un posto sperduto in fondo al Canale del Mis divenne un paese minerario cui fu dato un nome che evocava la corsa all’oro, California. Le miniere di mercurio davano lavoro e speranza alla popolazione, finché l’alluvione non spazzò via tutto seppellendo sotto tonnellate di sassi l’intero paese e i sogni “americani”. Sopravvive ancora un minuscolo borgo di poche case, di cui una ancora abitata, chiamato Pattine, da cui si può salire fino ai paradisiaci Piani Eterni e alle malghe Erera-Brendol.
Gena Bassa 433 m. era un paese completo, con l’ufficio postale, l’albergo e la chiesa, una scuola pluriclasse riuniva i ragazzi delle altre frazioni. Quando il livello del lago scende di parecchi metri sono ancora visibili i resti dei muri e alcuni manufatti. Fu interamente sommerso dal lago nel 1962, l’unica casa rimasta è l’attuale Osteria alla Soffia con la vicina Chiesetta, costruita al posto del vecchio oratorio di San Remedio inghiottito dall’acqua.

Cadini del Brenton
Cadini del Brenton vista sul lago del Mis -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Da Gena Bassa una stradina asfaltata incredibilmente stretta e erta, chiusa al traffico, sale per circa due chilometri con una pendenza del 20% che i pochi ex abitanti autorizzati affrontano a bordo di vecchie Panda. Quattrocento metri di dislivello, per noi da fare a piedi, unica consolazione la vista sul lago incastonato tra i monti. Arriviamo a Gena Media, 569 metri, dove alcune case sono state sistemate e usate d’estate. Proseguiamo per Gena Alta, a quota 800, passiamo vicino a una bella fontana – abbeveratoio e ci avviciniamo alle case. E’ molto triste vedere l’abbandono in cui versano queste abitazioni, alcune aperte ai quattro venti, vuote come le orbite di un teschio, ma ancora con i segni di tante vite trascorse tra queste mura: semplici decori lungo le pareti di una stanza, un fiasco su una mensola traballante, una seggiola rotta… La vegetazione invade quelli che dovevano essere orti terrazzati strappati alla durezza del terreno, campi e frutteti dove gli ultimi vecchi alberi di ciliegio si contorcono in solitudine. Ci consola la vista del lago, delle cime dei Monti del Sole che si ergono altere sopra i boschi. Solo l’ultima casa ci pare sia ancora utilizzata e in buono stato, una traccia parte da qui e ci porta ad affacciarci sulle pareti a strapiombo sulla Valle del Mis, guardando attentamente attraverso i rami della boscaglia intravediamo il “Campanil de Gena” una torre di roccia isolata che si nota solo da qui. Torniamo indietro, vicino alla fontana parte il sentiero C.A.I. 871 che parte vicino alla fontana e ad un capitello, che con un ripido, esposto tracciato adatto ai camosci porta ai 1580 metri del Bivacco Valdo, tra le bastionate rocciose dei Ferùch che in dialetto significa “pazzo”. Del resto i nomi dei luoghi di queste loro cime, cenge e forcelle suonano strani, aspri e magicamente attraenti: Perarola, Forzelon de le Mughe, Fornel, Bus del Diaòl, Borala, Caza Granda…
Non è roba per noi (almeno per oggi) e scendiamo per la stradina fino al Bar alla Soffia dove ci sediamo all’aperto davanti a un paio di birre e un tagliere di salumi, vista lago.
Note:
-Doveroso nominare Giuliano dal Mas che in uno dei suoi tanti libri dedicati ai monti bellunesi “la Montagna dietro l’angolo” descrive questo e altri percorsi in Valle del Mis.
-Fino a pochi anni fa in Valle del Mis a Pian di Falcina esistevano le strutture della Pro Loco Monti del Sole, un parco giochi, un camping, varie postazioni per pic-nic. Non sappiamo cosa sia rimasto dopo la tempesta Vaia del 2018.
-L’Osteria alla Soffia invece dovrebbe essere aperta in stagione.
Segnaliamo la presenza di zecche, necessarie le protezioni.
Sal e Paola.
-© Copyright 2020 By Salvatore e Paola. – La Traccia, Escursioni e Viaggi

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