546 Anello Lago del Corlo

Lago del Corlo
Il Lago del Corlo -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Anello Lago del Corlo

Data: 15/16-8-2020
Cima: nessuna
Gruppo Montuoso: Monte Grappa
Cartina: Tabacco Foglio 51 Massiccio del Grappa Bassano Feltre
Segnavia: Sentiero Natura
Tipologia sentiero: Escursionistico
Quota partenza: 268 m.s.l.m
Quota da raggiungere: m.s.l.m
Dislivello: minimo
Tempi di percorrenza*: in giornata
Difficoltà*: Escursionistiche
Giro: anello
Punti di appoggio: Rocca di Arsiè
Acqua, sorgenti: fontane a Berti, Corlo e Rocca di Arsiè
Località: Arsiè (BL)
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì
Tappe del percorso: Giaroni, Le Coste Berti “pont de polo” Corlo, diga, Rocca d’Arsie Giaroni
Partecipanti: gli autori
Autore/i: Paola e Salvatore
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

L’escursione in dettaglio:

Ferragosto al Lago di Arsiè, conosciuto anche come Lago del Corlo, dal nome del piccolo borgo posto nelle vicinanze della diga che sbarra il corso del Cismon, formando il lago artificiale. Amiamo molto questi luoghi che abbiamo scoperto da pochi anni e già descritti in questo blog.

Il Lago del Corlo (mini fiordo norvegese)

Oggi faremo il giro ad anello di tutto il bacino lacustre, in senso orario, con partenza da Giaroni fino alla diga e al paesino di Corlo con ritorno al punto di partenza passando per Rocca d’Arsiè.
Sono circa venti chilometri di sentieri discretamente segnati, non difficili (qualche tratto dissestato) che potrebbero anche essere spezzati in due parti, divise dai ponti posti a circa tre quarti del bacino: la prima di dodici chilometri per il lato nord-est del lago, Giaroni- Rocca –Giaroni e la seconda di otto chilometri, molto meno frequentata, sul lato sud-ovest, Rocca-Berti-Corlo-Rocca.
Non abbiamo mai avuto ansia da prestazioni sportive, ma preferiamo percorrerlo tutto, ci rilasseremo domani.
Partiamo da Belluno in direzione di Arsiè, lasciamo la strada statale per deviare a sinistra verso l’abitato di Giaroni e scendiamo per la stradina fino allo spiazzo in riva al lago, lato nord-est. E’ mattina, ci siamo solo noi e una graziosa famiglia di anatre, la vista del lago è tranquilla e fiabesca.

Lago del Corlo
Lago del Corlo ai Giaroni -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Tornando brevemente indietro per la stradina imbocchiamo il sentiero, segnalato da cartelli, che sale lungo le pendici scoscese, boscose e ghiaiose del versante sinistro (orografico) del lago. Il percorso, dopo il primo balzo, corre in cengia con qualche saliscendi, passiamo diversi valloncelli rocciosi, alcuni protetti da cordino, con cascatelle d’acqua limpida che precipitano lungo i vertiginosi burroni fino a raggiungere il lago. Non sono da sottovalutare in caso di ghiaccio, in inverno, ma ora sono facili da superare, tant’è che veniamo sorpassati da un ciclista.
Raggiungiamo il nucleo di Le Coste, forse una decina di case, ruderi sommersi dalla vegetazione rigogliosa del bosco.
Ci avviciniamo con cautela, le abitazioni sono diroccate, scale e poggioli di legno pencolanti, porte e finestre aperte, un focolare, un tavolo, alcune bottiglie vuote. Un grande senso di tristezza ci pervade, non certo per il rimpianto di quei tempi grami, ma per la perdita della nostra memoria, della cultura e della storia della nostra terra. Trascuriamo e lasciamo in abbandono questi territori che a distanza di tanto tempo conservano ancora il segno di come si visse in questi luoghi isolati: case di pietra, muretti a secco lungo i sentieri e per delimitare scampoli di campo strappati alla montagna, alberi da frutto e piante di vite vecchi e inselvatichiti, attrezzi e resti di teleferiche arrugginiti. Bisognerebbe portarci le scolaresche, in posti così.
Incontriamo altri escursionisti che fanno il giro inverso al nostro, in effetti nelle descrizioni il senso raccomandato è quello antiorario, ma noi siamo reversi per natura.
Proseguiamo, dopo un ’ultimo rudere isolato, posto vicino a una tettoia con panca e tavolo (una specie di belvedere) il sentiero scende a piccoli tornanti e poi prosegue in falsopiano prima nel bosco, poi lungo i ghiaioni, scorgiamo altri ruderi alla nostra destra, fagocitati dalla vegetazione.

Lago del Corlo
Lago del Corlo Anello -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Lungo il tragitto, oltre ai bellissimi scorci sul lago e sul paese di Rocca d’Arsiè, vediamo anche qualche testimonianza religiosa, come un Sant’Antonio su un larice, continuando per il lungolago dopo aver trascurato il sentiero che sale in Val Carazzagno e Forzeleta, un crocefisso ai cui piedi sono deposte decine di sassi, ne aggiungiamo uno anche noi. Ci avviciniamo al punto più stretto del lago, sulla roccia, poco prima di arrivare al primo dei tre ponti, è posta una statuina della Madonna. Arriviamo al Ponte Polo (Pont de Polo), in ferro, solo pedonabile, calcoliamo che fin qui dovremmo aver percorso circa sei chilometri.
Lo attraversiamo per poter proseguire, da qui in poi la vista è più suggestiva, le verticali pareti rocciose fanno assomigliare questo specchio d’acqua verde azzurro a un bel fiordo norvegese. Facciamo una piccola deviazione fino salendo su un cocuzzolo su cui è posta una croce, il sentiero è erto ma breve e il panorama merita lo sforzo.

Lago del Corlo
Lago del Corlo -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Finalmente sostiamo un poco, poi scendiamo e riattraversiamo il lago sul ponte carrozzabile, Ponte Bassane, che collega Rocca di Arsiè alle contrade arroccate e seminascoste poste da questo lato: Forzeleta, Fumegai, Berti, Zanetti, Bernardi e molte altre. Per il momento tralasciamo il terzo ponte, la passerella sospesa su corde metalliche chiamata “Ponte della Vittoria”, che toccheremo al ritorno.

Saliamo per la strada asfaltata e dopo alcuni tornanti lasciamo a sinistra la deviazione per la Val Carazzagno e andiamo a destra (cartello Zanetti Berti Bernardi Todescat, Todesc, tutte minuscole contrade) sempre in salita arriviamo a un altro bivio e a un capitello.

Lasciamo la strada di sinistra, che prosegue a tornanti, proseguendo dritti per Zanetti –Berti.
Poco oltre la strada si biforca, seguiamo la stradina più bassa segnata dal cartello “sen… Berti Corlo” (“sen” sta per sentiero, il cartello è mezzo rotto) e in breve giungiamo al borgo semi abbandonato di Berti. Le case di pietra sono severe, alte nei vicoli stretti, abbellite da poggioli di legno e qualche vaso di fiori, non manca una fontanella di acqua fresca. Incontriamo una coppia di anziani che ogni anno viene a passare qualche periodo nella casa di famiglia, restaurata. Ci fanno entrare e parliamo un po’ dei vecchi tempi, quando il lago non c’era e nei paesi c’erano decine di famiglie. Il borgo ci sembra ben curato, in estate deve essere saltuariamente abitato, purtroppo altre case sono chiuse e in vendita, i giovani non hanno un futuro qui…
Scendiamo per la breve stradina lastricata e proseguiamo per il sentiero nel bosco, come per tutto il percorso abbondano le piante di corniolo, con i frutti rossi e invitanti che occhieggiano nel verde. Passiamo un valloncello dissestato, servito da cordino, sbuchiamo fuori dal bosco e arriviamo alla borgata di Corlo. Dall’altra parte della valle, vediamo il paese di Incino, separato dal profondo burrone scavato dal torrente Cismon.

Lago del Corlo
la Diga -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

All’inizio del paesino ci accoglie una bella fontana, posta sotto una volta di pietra che porta la data 1896, un cartello invita chi passa a non sporcare in ben quattro lingue.
Percorriamo i vicoli che si insinuano tra le case di pietra, molte delle abitazioni sono restaurate, ci sono fiori, piante da frutto, l’insieme è molto bello, dà l’idea che chi abita o venga qui periodicamente ami molto questo borgo. Alcune case sono però diroccate, il tetto è crollato, fuori dalle orbite delle finestre si protendono le fronde degli alberi di fico.
Alla fine del borgo la stradina diventa un sentiero che sale alla frazione di Zanetti, come ci spiegano alcuni ragazzi riuniti a festeggiare il ferragosto nel cortile di una delle case, finalmente vediamo dei giovani, anche se staranno qui un solo giorno. Noi torniamo indietro e scendiamo per la strada a tornanti (asfaltata), passiamo una galleria illuminata e sbuchiamo alla diga che fa da ponte sul punto più stretto della forra. Le paratie che trattengono l’acqua del bacino idroelettrico lasciano finalmente libero il torrente Cismon che precipita in una gola impressionante: nato sul Passo Rolle, fra poco unirà le sue acque a quelle del Brenta.  Saliamo per la strada, all’incrocio continuiamo verso destra, tralasciamo a sinistra la strada che sale a Incino.
Dopo poco facciamo invece una breve deviazione alla contrada di Tanisoi, anni fa avevamo incontrato alcune persone che vi abitavano e comperato un cesto di noci.

Oggi le case ci sembrano chiuse, chissà se qualcuno ci risiede ancora, orti e giardini accanto alla fontana ci paiono meno curati di allora.
Un sentiero cementato sale un ripido colle verso il nucleo abbandonato di Pomer, dal nome evocativo: Pomer è il nome dialettale del melo, un tempo questi colli dovevano essere coltivati a frutteto.  Noi non saliamo, torniamo sulla strada in direzione di Rocca e lungo il nostro cammino non ci facciamo tentare da un secondo ripido sentiero, con l’indicazione “Pomer”.
Proseguiamo sul lungolago fino alla biforcazione che a destra ci porta fino alla passerella di legno, il Ponte della Vittoria o Ponte delle Corde, sospesa sul lago. Costruita nel 1928, in memoria della I^ Guerra Mondiale, al posto del vecchio “Ponte delle Catene” è sorretta da funi di acciaio agganciate a torrioni di pietra. La attraversiamo e poi torniamo sui nostri passi, è uno dei punti più belli del lago le cui acque si intravedono dalle fessure delle assi sotto i nostri piedi. Sono le 13.30 e facciamo una breve sosta-panino, seduti su una delle panche della minuscola area pic-nic adiacente.
Riprendiamo il cammino verso il centro del paese di Rocca, raggiungiamo la chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, costruita su un’altura nel 1956/57. Purtroppo la vecchia chiesa, come le storiche contrade che costituivano il paese, è stata sommersa in quegli stessi anni dall’invaso, resiste lontano dal nuovo edificio il campanile, verso cui ci dirigiamo.
Passiamo un ponticello pedonabile, arriviamo alla piazzetta e al campanile con a fianco l’Albergo Parigi, semplice e elegante, con le imposte e l’insegna color celeste.
Proseguiamo sul lungolago, passiamo velocemente per la zona alberata, destinata al pic-nic , con vicini un ristoro e il noleggio di pedalò, in questo punto c’è un vero super affollamento di persone.

Lago del Corlo
Il Lago del Corlo (mini fiordo norvegese) -© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

Segnaliamo la fontanella “di San Cassiano” vecchio patrono dell’antico paese con l’acqua freschissima e un cippo in ricordo della vecchia contrada di Giuliat: quando fu realizzato il lago artificiale, le contrade di Giuliat, Cesa, Cabalù e Carèr furono sommerse insieme con la fertile piana del Ligont.
Scomparvero i campi coltivati a pannocchie e tabacco, i boschi, i pascoli, i vigneti, le strade che collegavano le borgate dall’altra parte della valle. Gli abitanti non solo dovettero abbandonare le loro case, ma la maggioranza fu costretta a emigrare all’estero.
Raggiungiamo le ultime abitazioni, superiamo per stradina asfaltata il Camping Al Lago, aggiriamo per il lungolago il Camping le Gaiole e continuiamo per sentiero lungo la sponda destra del bacino. Lasciamo sulla sinistra le indicazioni per Arsiè e proseguiamo su carrecciata a verso destra, passiamo sulla vecchia strada provinciale Feltrina rasente la centrale idroelettrica Enel e puntiamo al ponte del capolago nord, sempre sulla vecchia strada che adesso si bypassa in galleria.
Poco prima delle 16 arriviamo a Giaroni, nello spiazzo dove abbiamo lasciato il camper. Abbiamo completato il nostro giro ad anello, iniziato stamattina alle 8 e mezza.
Spuntino e relax fino alle 19, poi spostiamo il camper oltre Rocca e parcheggiamo in uno spiazzo della strada sotto il paese di Incino.
Saliamo a piedi per qualche centinaio di metri e facciamo un breve giro scattando qualche foto al borgo e alla contrada di Corlo, posta dirimpetto al di là della forra del Cismon e toccata dagli ultimi raggi del sole.
Fine giornata, è veramente ora di doccia e cena, nonché di una bella partita a briscola prima di andare a dormire.

16-8-2020

in pedalò sul lago del Corlo

Il giorno dopo continuiamo il rilassamento: con calma alle 10 noleggiamo un pedalò e per due ore “navighiamo” da Rocca alla diga del Corlo, guardando da un’angolatura diversa una parte del percorso fatto ieri sulle sponde del lago.
Sarà scontato e turistico, ma una volta nella vita vale la pena di farlo.

Alla sera del 16 agosto lasciamo la folla al lago del Corlo e ci trasferiamo al silenzioso Lago di Schener, verso il Primiero, cercando il fresco e l’imbocco della strada militare che dalla Val Noana sale con innumerevoli tornanti al Monte Totoga.
Lo troviamo, ne percorriamo un pezzetto e lasciamo un paletto da riprendere in una prossima escursione.

Nota dell’autore: la condivisione del link è gradita, nel rispetto della proprietà intellettuale e copyright se lo condividete sui vostri social è gradita la comunicazione all’autore del Blog tramite i commenti oppure e-mail
Grazie.

Sal e Paola.
-© Copyright 2020 By Salvatore e Paola – La Traccia, Escursioni e Viaggi

lasciaci la tua recensione (con il profilo fb e Twitter)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.